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Recensione

Un Un uomo solo copertina

Un uomo solo l'ultimo romanzo di Christopher Isherwood

Da questo libro (uscito nel 1964 e dedicato dall'autore a Gore Vidal) è stato tratto il film A Single Man che ha visto l'esordio alla regia di Tom Ford

"Tra dieci minuti George dovrà essere George, il George che hanno designato e che riconosceranno. Quindi ora di applica coscienziosamente a pensare ai loro pensieri, a entrare nel loro umore. Con l'abilità di un veterano, si spalma rapidamente il make-up psicologico adatto al ruolo che deve interpretare."

Solo 24 ore, una giornata senza la persona che si è amata: morta, sparita per sempre dalla propria vita, portata via all'improvviso da un incidente. Questa è la situazione che incontriamo fin dalle prime righe del libro che vedono il professore universitario George, il protagonista, sveglio da pochi minuti, ancora non del tutto presente ma dolorosamente consapevole, in ogni gesto, in ogni pensiero, dell'assenza di Jim, il suo compagno, l'uomo con cui a condiviso le colazioni, i pensieri, l'amore, i sogni impossibili, i dialoghi quotidiani, morto in un incidente.

Solitudine che nessun vicino può riempire: e qui i cenni al vetriolo sulle abitudini dei buoni borghesi americani sono davvero frustate. Il romanzo è stilisticamente un lungo discorso indiretto libero, cioè riprende in terza persona i pensieri e le riflessioni di George, la sua rabbia sorda, il suo dolore e la sua solitudine. 

"Anche l'ultimo tra loro è un comproprietario dell'utopia americana, il regno della buona vita in terra...", ecco i vicini di casa intenti al barbecue, "sanno di avere paura? No. ma ne hanno molta." Che cosa possono temere i buoni borghesi californiani? il diverso, chi non gode delle loro barzellette sporche, chi rifiuta la chirurgia plastica, non usa i loro deodoranti o la loro morale d'accatto...

Questa è la dimensione in cui vive, dominata dalla rabbia contro tutto ciò che anche solo indirettamente George sente in qualche modo moralmente responsabile della morte di Jim. E i suoi studenti? quando giunge al campus è di loro che riflette, di ciò che significa il suo lavoro, del tipo di relazione che nasce tra docente e studente, delle aspettative, delle speranze. Il lettore assiste poi alla lezione di George e ne annota i meccanismi per suscitare attenzione e interesse.  
La visita in ospedale a Doris, la ex rivale, ormai ridotta a povera cosa dalla malattia; la palestra dove si prende cura del suo corpo così vivo e giovane nonostante gli anni, un corpo che non ha rinunciato; e, ormai siamo a sera, l'amica Charlotte, la sua casa, la sua amicizia, le conversazioni: finalmente qualcosa di autentico insomma. Un'ultima sosta, un altro po' di alcol, l'incontro con Kenny, un suo studente, e con lui un bagno notturno nell'oceano completamente ubriaco, e poi...

Questo è un libro che difficilmente si dimentica, per stile, per immagini e messaggi che vengono mandati al lettore in modo quasi brutale, pur nell'eleganza dei sottintesi. Qualcosa di molto diverso da quello che tanta letteratura omosessuale ha proposto: sono centocinquanta pagine di introspezione, di osservazione attenta di quello che resta in un individuo dopo un lutto, che sia una morte o una perdita irreversibile. Qualcosa che riguarda tutti noi e che prescinde dalla sessualità, ma che ha molto a che fare con la vita.  

Christopher Isherwood - Un uomo solo
Titolo originale: A Single Man
Traduzione di Dario Villa
148 pag., € 16,00 - Adelphi (Fabula)
ISBN 978-88-459-2468-2




Le prime pagine: II risveglio comincia con due parole, sono e ora. Poi ciò che si è svegliato resta disteso un momento a fissare il soffitto, e se stesso, fino a riconoscere Io, e a dedurne Io sono ora >>>



L'autore



13 gennaio 2010  

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