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Recensione

La La casa degli amanti indecisi copertina

La casa degli amanti indecisi

"Un debutto narrativo abile e brioso. Un romanzo che pulsa energia".  - The Independent

“Passo in rassegna tutte le pagine, senza trovare nulla, mentre un migliaio di altri uomini sparsi per il mondo si imbattono per sbaglio nella sua immagine. Piazzano il cursore sulla sua fotografia e cliccano. La scaricano. Seduti in stanze buie e ammuffite, si contorcono sulle sedie mentre lei ansima e sporge le labbra verso l’obiettivo”.

L'erotismo intellettuale

Sono parole di Will, durante una delle sue innumerevoli crisi di paranoia. Will è un giovane inglese che passa le giornate davanti al computer in cerca di quel maledetto filmato a luci rosse che vede protagonista Alice, la sua ragazza, messo in rete dal suo ex.
Chris Killen usa questo personaggio per mostrare gli effetti dell’eccessiva paura di mettersi in gioco. La mente di Will è affollata di fobie, tormenti, ossessioni, tutti sentimenti collegati a Alice. Non capisce che cosa spinga una ragazza tanto bella e vitale a stare con uno come lui, e la paura di perderla fa sì che il loro rapporto inizi a incrinarsi nello stesso istante in cui arriva il colpo di fulmine.


Parallelamente a quella di Will ci viene raccontata la storia di Helen. In realtà, si chiama Helen da un anno, prima era Claire. Ma ora Claire l’ha stancata, è tempo di cambiare nome, colore dei capelli e colore degli occhi. Il rapporto di Helen con internet è diverso da quello di Will. Lei naviga per controllare gli aggiornamenti dei profili dei suoi vecchi compagni di scuola, e soprattutto per controllare la posta elettronica, mezzo con cui  trova lavoretti semplici e redditizi. Qualche ripresa in atteggiamenti sessualmente equivoci ed ecco che l’affitto è pagato anche questa settimana.
In realtà, Will e Helen hanno in comune molto più di quanto sembra. Sono entrambi degli amanti indecisi,ed entrambi sono dei maestri di immaginazione, imbattibili nel crearsi film mentali riguardo a cose che non riescono a spiegarsi e che hanno paura di chiedere. Entrambi esitano davanti agli specchi, Will perchè, diventato ormai spettatore della sua stessa vita, stenta a credere che quella mano che vede riflessa sulla spalla di Alice sia proprio la sua. Helen perchè, in quella stanza disordinata, vede nello specchio il suo nuovo “datore di lavoro” spogliarsi dietro di lei.


Chris Killen

Killen fa parlare Will in prima persona, mentre una voce esterna racconta di Helen; peccato che non abbia pensato di dare toni diversi alle due voci narranti.
È un libro che si legge in un paio di sedute, scritto in tono semplice, colloquiale. Il lettore si trova talvolta destabilizzato dall’incrociarsi di diversi piani temporali e dal sovrapporsi di voci che, seppur ci venga detto appartengano a personaggi diversi, fanno sospettare che in realtà sia uno solo a parlare. I paragrafi sono brevi, incisivi, per sviluppare un concetto o creare un’immagine vengono utilizzate molte brevissime frasi, come per dimostrare l’insicurezza del protagonista che, anche quando parla, ha bisogno di pause per riflettere. Un esempio: “Non sono un uomo. Sono un attaccapanni. Sono in piedi in un angolo del soggiorno, nudo. Il suo cappello preferito pende dalla mia erezione. Comincio ad avere freddo. Sono qui da troppo tempo. Dio, dovrei ricominciare da qualche parte”.


L'autore



19 maggio 2009 Di Silvia Casati

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