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Recensione

Isole senza mare copertina

Isole senza mare di Antonella Cilento

"La vita non l'avrebbe spuntata con lei. Non sarebbe morta di fame, non sarebbe diventata una pezzente. Una nuova Aquila era nata, solo il motto era vecchio: quel che si fa che non si sappia. Secunda avrebbe approvato."

Avevo inziato a leggere questo romanzo prima delle vacanze, poi ho capito che la stanchezza delle ultime settimane, l'affanno del lavoro, il caldo della città in luglio non mi avrebbero aiutato a capirlo davvero.
E allora l'ho portato sulla spiaggia, dove finalmente un libro si gusta appieno, senza ansie, accompagnati solo dal rumore della risacca che per un titolo come Isole senza mare non guasta. E infatti è tornato dalle vacanze pieno di aloni di sale, con la copertina spiegazzata e mezza strappata, con la costa smangiucchiata.
Si è un po' rovinato l'oggetto, ma per il contenuto ne valeva la pena.
È un grande romanzo questo di Antonella Cilento, uno di quei romanzi che ci fanno pensare al piacere della lettura che si ripropone simile a quella di altri autori: a me sono venuti in mente Márquez e la Allende per quel non so che di latino, di caldo, di drammatico e romantico, di epico e quotidiano che crea l'impasto dei capolavori di questi scrittori ma anche delle pagine di Isole senza mare .


Un impasto lievitato, compatto, ben lavorato.
I ricordi dell'autrice si mescolano con le storie famigliari del passato più remoto, con le vicende personali, con le vite di altre donne.
Il corpo di Aquila, sfortunata bambina dell'Ottocento destinata alla nascita a un'esistenza da nobildonna e trasformata dagli eventi in una prostituta (seppur con una clientela particolarmente importante), si confonde con quello di Nina, donna del Novecento imbrigliata in una rete di fatalità e di tradizioni che le impediscono di essere felice.


Le vicende delle due donne si intrecciano con quelle di altre: il fantasma aleggiante di Secunda, l'ingombrante Maddalena, la seria e riservata Anatòmia, la calorosa Erberta, la rivale Emily, la sfortunata Gomez... e con quelle di molti uomini, com'è ovvio che sia, celebri e sconosciuti, amorevoli e feroci, generosi e avidi.
Quale sia il loro ruolo lo scoprirete leggendo il romanzo.
C'è molto di intimo in queste pagine, si intuisce, ma anche qualcosa di universale: la vita di una giovane scrittrice italiana, la ricerca storica fatta in prima persona, le radici comuni a tantissime famiglie italiane, "colate" nel nostro paese dalla Spagna e dalla Francia, spinte dall'Inquisizione.


L'impasto lievitato a dovere è stato anche ben cotto e ha dato vita a una torta profumata, dolce e amara, gustosa al punto giusto che sazia anche il lettore più goloso. Una Casa degli spiriti italiana che a tutt'oggi è rimasta un po' nascosta e che meriterebbe molta più attenzione.

Antonella Cilento - Isole senza mare
366 pag., 17,00 € - Edizioni Guanda 2009 (Narratori della Fenice)
ISBN 978-88-8246-509-4



l'autrice



02 settembre 2009 Di Giulia Mozzato

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