Ricerca avanzata
Recensione

Il Il suggeritore copertina

Il suggeritore romanzo d'esordio dello sceneggiatore Donato Carrisi

"Goran si voltò a guardarla: 'Sono loro le sue vere vittime. Li ha studiati. Li ha scelti. Una sola figlia. Ha voluto togliergli ogni speranza di superare il lutto, di provare a dimenticare la perdita. Dovranno ricordarsi di quello che gli ha fatto per il resto dei loro giorni. Ha amplificato il loro dolore portandogli via il futuro. Li ha privati della possibilità di tramandare una memoria di sé negli anni a venire, di sopravvivere alla propria morte… E si è nutrito di questo. È il compenso del suo sadismo, la fonte del suo piacere'."

Premio Bancarella 2009


Scarica Flash Player per visualizzare questo media.

Cinque piccole fosse in una radura.
Un braccio, il sinistro, sepolto in ogni fossa.
Cinque bambine scomparse, la più piccola di sette anni, la più grande di tredici.
Diventeranno sei, anche se della sesta nessuno ha denunciato la scomparsa- e non se ne sa il perché.
Hanno una sola cosa in comune: sono figlie uniche di genitori non più giovanissimi.
E intanto c’è un uomo in carcere che è stato fermato dalla polizia perché girava nudo per la campagna.
Non vuole dire il suo nome, non ha precedenti penali perché non c’è traccia delle sue impronte digitali negli archivi, ha manie salutiste: è chiaro che non vuole lasciare la minima traccia nella cella, neppure di materiale organico, perché non sia possibile rilevare il suo DNA.
La Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila si occupa del caso - sono tutti sottoposti a forti pressioni per trovare il colpevole e ridare la calma alle famiglie.

Sorprendentemente il romanzo di cui abbiamo abbozzato la trama, Il suggeritore, è opera di un giovane scrittore italiano, Donato Carrisi.
Ci sorprende perché il genere di thriller a cui appartiene il romanzo è di matrice americana, e dobbiamo dire che Donato Carrisi ha imparato bene la lezione di scrittura americana: il libro è un vero e proprio page turner, uno di quei romanzi a forte tensione che spingono il lettore a restare sveglio finché non è arrivato al finale. Che è un’altra sorpresa e che ricarica la tensione del lettore, come se non ci fosse stata alcuna conclusione dei delitti.

Il dettaglio più insolito ne Il suggeritore è nel piano ideato dal serial killer per i suoi omicidi che fa pensare al gioco del domino, in cui ogni tessera è collegata a quella seguente.
Così, non solo i poliziotti vengono diabolicamente guidati a ritrovare i corpicini delle bambine, ma le modalità e il luogo del ritrovamento mettono a nudo altre colpe insospettate di persone insospettabili. Alla fine è come se nessuno - badate bene, proprio nessuno- possa essere o sia innocente.
Questo, e il fatto che la vicenda si svolga in un luogo imprecisato che potrebbe essere ovunque, nonché che gli stessi nomi di chi si occupa dell’indagine non dicano nulla della loro nazionalità, ci porta a pensare che stiamo leggendo una sinistra storia dei nostri tempi che si svolge sul pianeta Terra, visto che non sappiamo se esiste un Inferno.
Perché, se esiste l’Inferno, è proprio un non-luogo che ci portiamo dentro - come avviene al criminologo Goran Gavila, o alla poliziotta così rabbiosa Sarah Rosa, o a Mila Vasquez, l’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse. Ognuno di loro nasconde un segreto doloroso e Mila è quella che porta questo segreto inciso nella carne: per non dimenticare mai si infligge delle ferite con la lametta del rasoio. Un taglio per ogni bambina uccisa e ritrovata. Ma che cosa c’è nel suo passato? E in quello di Sarah Rosa e di Goran Gavila? Il lettore resterà senza fiato.

È forse un caso voluto che il più sereno, alla fine, sia il religioso ispettore Stern? È forse un caso voluto che risulti più chiara la psicologia dei vari colpevoli per così dire ‘minori’, piuttosto che quella della Mente Malvagia, espressione di un Male insondabile nella sua enormità?


le prime pagine


Un posto nei pressi di W.
5 febbraio.

La grande falena lo portava, muovendosi a memoria nella notte. Vibrava le sue ali polverose, schivando l'agguato delle montagne, quiete come giganti addormentati spalla a spalla.
   Sopra di loro, un ciclo di velluto. Sotto, il bosco. Fittissimo.
   Il pilota si voltò verso il passeggero e indicò davanti a sé un enorme buco bianco al suolo simile alla gola luminosa di un vulcano.
   L'elicottero virò in quella direzione.
   Atterrarono dopo sette minuti in una banchina della statale. La strada era chiusa e l'area presidiata dalla polizia. Un uomo dal vestito blu andò ad accogliere il passeggero fin sotto le eliche, trattenendo a stento un'imbizzarrita cravatta.
   «Benvenuto dottore, la stavamo aspettando», ad alta voce, per sovrastare il rumore dei rotori.
   Goran Cavila non rispose.
   L'agente speciale Stern continuò: «Venga, le spiegherò strada facendo».
   S'incamminarono per un sentiero accidentato, lasciandosi alle spalle il rumore dell'elicottero che riprendeva quota, risucchiato da un ciclo d'inchiostro.
   La bruma scivolava come un sudario, spogliando i profili delle colline. Intorno, i profumi del bosco, mischiati e addolciti dall'umidità della notte che risaliva lungo gli abiti, strisciando fredda sulla pelle.
   «Non è stato semplice, gliel'assicuro: deve proprio vederlo con i suoi occhi.»
   L'agente Stern precedeva Goran di qualche passo, facendosi strada con le mani fra gli arbusti, e intanto gli parlava senza guardarlo.
   «È cominciato tutto stamattina, intorno alle undici. Due ragazzini che stanno percorrendo il sentiero con il loro cane. Entrano nel bosco, salgono la collina e sbucano nella radura. Il cane è un Labrador e, sa, a quelli piace scavare... Insomma l'animale quasi impazzisce perché ha fiutato qualcosa. Scava una buca. E salta fuori il primo.»
   Goran cercava di tenere il passo mentre si addentravano nella vegetazione sempre più fìtta lungo il pendio che si faceva via via più ripido. Notò che Stern aveva un piccolo strappo nei pantaloni, all'altezza del ginocchio, segno che quella notte aveva già percorso più volte quel tragitto.
   «Ovviamente i ragazzini scappano via subito, e avvertono la polizia locale», proseguì l'agente. «Quelli vengono, fanno un esame del luogo, i rilievi, cercano indizi. Insomma: tutta l'attività di routine. Poi a qualcuno viene in mente di scavare ancora per vedere se c'è dell'altro... e sbuca fuori il secondo! A questo punto hanno chiamato noi: siamo qui dalle tre ormai. Non sappiamo ancora quanta roba c'è là sotto. Ecco, siamo arrivati...»
   Davanti a loro si aprì una piccola radura illuminata dalle fotoelettriche - la bocca di luce del vulcano. Improvvisamente i profumi del bosco svanirono e i due furono investiti da un inconfondibile afrore. Goran alzò il capo, lasciandosi pervadere. "Acido fenico", si disse.
   E vide.

© 2009, Longanesi & C.

Donato Carrisi – Il suggeritore
469 pag., 18,60 € - Edizioni Longanesi 2009 (La Gaja scienza)
ISBN 978-88-30-42644-3


l'autore



22 gennaio 2009 Di Marilia Piccone

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti