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Recensione

La La mia vita con Jack. Le memorie della prima moglie di Jack Kerouac copertina
  • Kerouac-Parker Edie
  • La La mia vita con Jack. Le memorie della prima moglie di Jack Kerouac
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  • 2008

La mia vita con Jack. Le memorie della prima moglie di Jack Kerouac di Edie Kerouac-Parker

“Jack Kerouac è stato il completamento e la nemesi della mia gioventù. Non era ribelle di natura, quanto piuttosto curioso e affascinato da chiunque fosse diverso da lui e non poteva resistere al richiamo di quelle tentazioni. Il mio cuore rimase sempre con lui, ma alla fine furono i miei valori a farmi tornare a casa. Dentro di me, non fui capace di riconciliare questo dualismo. Non ci riuscirò mai”.


Edie era nata a Detroit da una famiglia benestante, ma detestava sentirsi legata e rinchiusa in una gabbia dorata. “In questo periodo d’oro della mia gioventù, la povertà non esisteva, conoscevo soltanto privilegi e prosperità…. eppure, nonostante tutta questa esuberanza, il mio mondo si rivelava alquanto limitato, chiuso e privato. Crescendo mi resi conto di avere una libertà piuttosto relativa. Il mondo esterno non era un territorio aperto, ma qualcosa di proibito. Vivevo come intrappolata in un ghetto dorato dopo l’altro”.


Volle affermare la sua libertà sempre e una vita da “bohemien indipendente” fu il suo “dream”.
Un sogno che prese avvio in una New York degli anni ’40, anni di guerra, anni di trasformazione cosciente e incosciente, in cui Edie e Jack si incontrarono e si amarono “Kerouac e Edie Parker erano indubbiamente parte di quanti condividevano il dramma di quegli eventi globali, sperimentando al contempo un’evoluzione personale più intima”.


Un amore e un matrimonio, in cui l’Eroe della gioventù che respinse i valori della borghesia appariva come “un uomo sensibile,stupendo,che viveva soltanto per potersi esprimere scrivendo”.
Un amore lungo una vita che Edie riconobbe di poter e dover narrare, come viaggio catartico e  testimonianza al femminile di un club per “soli uomini”.


Di fatto grazie a donne come Edie e Joan Vollmer Adams avvenne l’incontro tra quel gruppo di amici, amanti della letteratura e saturi della realtà vissuta, che si trasformò in un movimento incandescente, la Beat Generation che altro non era, a detta dello stesso Kerouac “un gruppo di bambini all’angolo della strada che parlano della fine del mondo”.
Donne inquiete non completamente “liberate” dal tradizionale ruolo di guardiane del focolare, ma “libere” nella scelta di stare accanto ai loro uomini, come sostegno e fonte di ispirazione “finalmente Jack era diventato il famoso scrittore che aveva sempre sognato di essere quando camminavamo, mano nella mano, guardando le vetrine delle librerie sulla Fifth Avenue, venticinque anni prima. Non avevo mai desiderato nulla per me, ma io e Jack sognavamo il suo successo. Tutte le mie speranze erano riposte in lui. Era lui il genio, lo scrittore. L’avevo sempre vista così”.

Donne che vestirono, anticipando una rivoluzione di costumi, i panni degli uomini anche nei luoghi di lavoro: “Io sono stata più attratta da attività fisiche e meccaniche, forse perché ero cresciuta a Detroit circondata da gente che lavorava nell’industria automobilistica. Una cosa che sapevo far bene era guidare. Mi sembrava di poter manovrare qualsiasi automezzo, così trovai lavoro al porto. Dato che eravamo in inverno, indossavo otto maglioni uno sull’altro più un paio di pantaloni di lana e un giaccone da marinaio”, e che seppero “essere” sempre se stesse senza vergogna nello scorrere di una vita “che scivola via, come le ore del giorno”, nella rinuncia e nel rimpianto.

Edie Kerouac-Parker - La mia vita con Jack. Le memorie della prima moglie di Jack Kerouac
198 pag., 16,00 € - Nuovi Equilibri (Sconcerto)
ISBN 978-88-622-2058-3




05 febbraio 2009 Di Claudia Caramaschi

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