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Recensione

Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica copertina
  • Berselli Edmondo
  • Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica
  • Mondadori
  • 2008

Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica di Edmondo Berselli

“Finisce il berlinguerismo e, di fatto, si esaurisce anche il comunismo italiano. Tramonta l’idea che una tensione etica possa fare da fulcro alla politica, che l’Europa possa essere il luogo della terza via, né sovietica né capitalista, e mentre si dilegua la speranza che la diversità sia un valore politico, si preparano i tempi in cui le mani pulite del Pci non saranno sufficienti a salvare l’Italia da Tangentopoli.”

La sinistra è in crisi, crisi nera. Lo si constata dai tragici risultati elettorali, lo si respira girando a piedi, sui mezzi pubblici, sui treni, lo si verifica quando si leggono i grandi quotidiani nazionali, lo si osserva dalle mode, dalla quasi genetica trasformazione di uomini e donne di ogni età e ceto sociale. Crisi nera! Allora ecco il saggio di Edmondo Berselli, ed ecco anche una serie di bei saggi firmati da autorevoli e illuminate personalità del mondo della cultura, che rispettosamente (o con un’ironia che diverte anche gli orfani che non hanno saputo minimamente elaborare il lutto) analizzato il come e il perché la sinistra nel suo complesso è precipitata in un pozzo oscuro da cui non si capisce bene come farà ad uscire.

Berselli cerca di guardare l’origine della caduta, studiando le diverse componenti dell’universo che nel suo complesso chiamiamo sinistra.  I comunisti naturalmente e le loro diverse “correnti” (parola vietata ai tempi, ma reale nei fatti), i cosiddetti extraparlamentari (quelli di allora che volevano esserlo, non quelli di oggi costretti ad esserlo), i cattolici democratici, i cattocomunismi, i socialisti: tanti ritratti di personalità, di forme di pensiero, di “diversità”, e il mondo che stava loro intorno che intanto vorticosamente cambiava.

Ma se teneramente severo è il ritratto della sinistra nel suo complesso, impietosamente crudo è quello della destra, o sedicente tale (Montanelli inorridiva a definire così Berlusconi e la sua corte), attualmente al governo. A un certo punto però, quasi per necessità, a sinistra si sono ritrovate persone che mai avrebbero pensato di andarci, in fondo solo buoni democratici che non tolleravano alcune derive o alcuni personaggi. Per l’appunto, i personaggi: davvero graffiante il ritratto di Berlusconi che ci offre Berselli, tanto che, leggendo queste pagine, un po’ ci si vergogna (anche se innocenti) di averlo come rappresentante dell’Italia all’estero.

Quando poi la situazione proprio precipita, ecco apparire per ben due volte un imprevisto salvatore, bonario e ottimista, competente e forse un po’ troppo per questo popolo di distratti e incoscienti, il professor Romano Prodi. “Pur nella farraginosità della sua azione, il governo dell’Unione può allineare una lunga serie di risultati positivi, che però conducono a un esito grottesco, poiché vengono interpretato dall’opinione pubblica  come una perfetta catastrofe”. Potere sconvolgente della comunicazione: di quella assolutamente incapace della sinistra e di quella mostruosamente professionale della destra!

Nasce il Partito Democratico, leader investito da milioni di voti, Walter Veltroni. Ma chi è davvero questo politico così difficilmente catalogabile? Troppo buono? Troppo furbo?  “È un blob magmatico, che ingloba Salinger e Baricco, Il giovane Holden e Castelli di rabbia, uno spazio in cui si contemplano i totem della passione popolare progressista, da Bob Dylan a De André, good vibrations californiane più un tocco nazionalpopolare, di neorealismo, di commedia all’italiana: l’ineffabile «Veltroni touch», il tocco màggico di Walter che non prescinde da Nanni Moretti e da Roberto Benigni, e che in ogni classifica delle preferenze, che si tratti di libri o di film, individua ciò che piace alla media della gente.”

Ma ecco lo straordinario Veltroni sindaco che attira consensi da così tanti cittadini da sbalordire gli osservatori, amato, ammirato, capace di cambiare la faccia della città….
Però, ed è una caratteristica della sinistra italiana (questa è un’opinione di chi sta scrivendo), quando qualcuno fa bene qualcosa si pensa subito di fargli fare tutt’altro: è successo con Cofferati e ora con Veltroni. E così, la crisi del governo Prodi, deve trovare un Veltroni (ma la nascita del Partito Democratico e le relative primarie sono davvero estranee alla crisi del governo Prodi? Mi chiedo) pronto a raccogliere la sfida.

Come poi siano andate le cose è risaputo. Le elezioni di aprile hanno messo in luce come non era proprio quella la strategia da adottare per vincere (o almeno arginare) questa destra così prorompente.
Adesso, non ci resta che piangere, direbbe qualcuno, ma Berselli che riesce a trattare tutti i temi con ironia e grande libertà intellettuale, propone invece qualche strategia, semplice ma sicuramente più efficace di quelle finora adottate. Come in un libro giallo, e qui il morto c'è, lasciamo ai lettori scoprire quali sono le medicine che possono resuscitare questo defunto e anzi potrebbero forse farlo diventare di nuovo un avversario da battere per chi è al potere oggi.

Edmondo Berselli - Sinistrati
189 pag., 17,50 € - Mondadori
ISBN 978-88-04-58404-9


L'autore



10 dicembre 2008 Di Grazia Casagrande

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