Ricerca avanzata
Recensione

Pinguini arrosto copertina

Pinguini arrosto di Fulvio Ervas

“La madre superiora non era d'accordo, magari lo sapeva, ma non era d'accordo, era una piccola finzione, una bugia a fin di bene, perché suor Giulia, lo so per certo, si voleva bene, non era vanità, stava bene con se stessa, lo si capiva dai capelli, i capelli ti dicono subito se una persona sta bene con se stessa, non mentono, lei così così a prima vista, se mi fa vedere un bulbo potrei essere ancora più precisa, comunque brava persona, brava suora, brava donna, sincera, seria e sempre contenta, altro che la superiora, sempre con le sopracciglia strette come la bocca...″

Treviso e il Sile. Aprile 2007. L’ispettore Stucky esclama, intercala, ripete sempre “Antimama”, lui darwinista che ancora si interroga sulle origini del mondo. Aveva fatto rugby al liceo, si era quasi laureato in chimica, poi a Venezia ad inizio carriera si trovò inzuppato di politica e sovversivi, ora vive in vicolo Dotti, ha la fidanzata in pausa di riflessione e segue almeno tre casi, solo parzialmente e solo alla fine intrecciati: incendi di discutibili fabbriche d’allevamento (ispirazione veritiera), spinte improvvise di un malandrino a chi corre per footing sulle alzaie, il suicidio di una suora e la morte del vecchio prete don Primo forse non accidentale.

Parla con tutti, si limita all’essenziale, ripercorre piste altrui; ne viene a capo. Primo romanzo solista (dopo due con la sorella Luisa, uno già con l’ispettore) per il simpatico insegnante cinquantatreenne (a Mestre) naturalista della marca trevigiana Fulvio Ervas, in terza sempre sul protagonista, con una quindicina di incursioni in prima e in corsivo sulla badante rumena Ma’ria Floreanu, incipit zoppicante (pur grazioso e curioso), dialoghi allusivi (fin troppo), incidere talora inconcludente (in ottima prosa).
Segnalo che il bel Don Francesco organizza le lotte contro la privatizzazione dell’acqua con prelievi ad ab-uso minerale. Poca musica, buoni vegetali e vini nelle osterie della zona.

Le prime pagine

                                                PRIMO APRILE, DOMENICA

Gloglottano, mormorò Stucky all'agente Landrulli. «Gloglottano?»
«Esattamente. Io entro, tu vai sul retro».
«Sto pronto con la pistola?»
«Naturalmente. I tacchini sono pericolosissimi...»
Attorno al magazzino i vigili del fuoco stavano trascinando tubi che lasciavano una scia umida e schiumosa.
Stucky prese ad avanzare in quel tunnel che era un allevamento ficcato nella campagna trevigiana, nera di seminativi in attesa del mais. Non riusciva a distinguere i dettagli nella luce soffusa. L'odore di mangimi impiastricciati, poi, lo nauseava. Chissà cosa ci metteranno dentro, pensò.
Vide immobili masse scure; alle deboli luci che il¬luminavano le fila di abbeveratoi, i corpi dei tacchini morti erano mongolfiere gonfie di fumo. Gli altri sopravvissuti erano in fondo al capannone, ammassati sul lato destro e gloglottavano, rizzando spiritate teste con bargigli. Meleagris gallopavo, avrebbero potuto testimoniare sull'accaduto.
Stucky maledì qualcosa su cui era inciampato.
Sentì trambusto all'esterno, sul fianco del capannone.
«Landrulli, che succede?»
«Sono stato ostacolato».
«Vieni qui».
Quando vide l'agente apparire sull'uscio, appena contornato dalla luce, gli gridò di entrare, ma Landrulli sembrava ancorato. Sono allergico, urlò, e non c'era speranza di spostarlo da quell'ultimo avamposto.
Anche allergico, sospirò Stucky e fece il verso, glu-glu, come aveva sentito fare da bambino, in qualche cortile di campagna, dove gli animali scappavano liberi. Da lontano i tacchini lo osservavano inclinando la testa, sguardo incomprensibile. «Diventerete petti al rosmarino» urlò Stucky.
«Non li offenda, ispettore» replicò come un'eco Landrulli.
«Antimama, eccolo». Il corpo stava a metà del capannone, a lato di un abbeveratoio, come avevano detto i vigili del fuoco che avevano telefonato alla questura. Disteso sul ventre, il volto nella segatura e negli escrementi. C'era del sangue sulla tempia sinistra.
«Landrulli, è qui!» e si piegò sui talloni mentre i tacchini, alla loro maniera, gli rispondevano in coro. Il coro prese ad allargarsi, si parlavano, era il loro ringraziamento salvifico, dopo il fumo.


© 2008, Marcos y Marcos

Pinguini arrosto – Fulvio Ervas
295 pag., 15,00 € – Edizioni Marco y Marcos 2008 (Gli alianti)
ISBN 978-88-71-68529-8



L'autore



14 ottobre 2008 Di Valerio Calzolaio

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti