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Recensione

La La banda di Asakusa copertina
Con questi tre titoli nasce la nuova collana Einaudi "Letture". Il primo volume è:

La banda di Asakusa

Yasunari Kawabata

Le Letture Einaudi vengono presentate dall'editore con queste parole:
"I classici del Novecento in una nuova collana. La modernità che resiste nel tempo. Libri da leggere, da rileggere, da conservare in biblioteca."

L'intervista a Mauro Bersani


Si apre con La banda di Asakusa di Kawabata questa nuova collana che presenterà classici dimenticati o inediti in Italia. Una iniziativa interessante, non originale ma sicuramente utile a colmare un vuoto, tra corsa frenetica alla novità assoluta e ripubblicazione di titoli già troppo spesso proposti e riproposti del mercato editoriale italiano.

Prendiamo in esame il primo titolo. 
La casa editrice lo presenta come prima edizione italiana, dall'originale del 1930. Verifichiamo nel catalogo SBN (che tutto possono consultare on-line all'indirizzo http://www.internetculturale.it/) e vediamo che in effetti non risultano altre edizioni precedenti di quest'opera. Dunque la collana si apre con un titolo inedito del vincitore del Premio Nobel della Letteratura nel 1968. 
Una prima copertina rossa perché, come leggiamo nella Prefazione firmata da Costantino Pes, "il colore dominante di questo romanzo è il rosso, anzi, kurenai, lo scarlatto". Il curatore è anche l'autore della traduzione e ci offre lo spunto per parlare della qualità di queste edizioni, altra caratteristica che contraddistingue la collana.


Ancora nella Prefazione leggiamo:
"La narrazione della Banda di Asakusa è costruita attorno ad alcuni elementi chiave che contribuiscono a darle unità. Innanzitutto, l'intero romanzo è ambientato in un unico luogo: tutto si svolge nel quartiere di Asakusa, nel cuore della città bassa - la tradizionale Shitamachi di Tokyo -, zona popolare cresciuta sulle rive del fiume Sumida, che faceva da contraltare allo Yamanote, la zona "nobile", situata nella parte alta della città [...] Kawabata era un appassionato frequentatore di Asakusa fin dagli anni delle scuole superiori [...] già da alcuni anni stava maturando l'idea di scrivere un romanzo ambientato in quel quartiere. Come lui stesso riferisce nell'opera, citando alcune sue note di pochi anni prima: 'Da un po' di tempo sto coltivando l'idea di scrivere uno strano romanzo ambientato nel parco di Asakusa , in cui appaiano solo donne di estrazione umile, come le operaie della manifattura di tabacco di Kuramae, le impiegate dei cinema, le ragazze del circo, le ragazze equilibriste sul pallone...'. L'opera venne pubblicata in sessantuno puntate, tra il dicembre 1929 e il settembre 1930. La prima metà apparve su uno dei quotidiani più importanti del Giappone, il Tokyo Asahi Shinbun, con grande successo di pubblico. Il resto del romanzo fu poi pubblicato, dopo alcuni mesi di pausa, sulle riviste Shincho e Kaizo. La prima edizione completa apparve nello stesso anno presso la casa editrice Senshinsha."
Ora arriva in Italia ed è l'occasione di leggere il ritratto di una Tokyo in piena trasformazione e in corsa verso la modernità, ritratta attraverso la vita di un quartiere particolare, vivace e affascinante, e svolgendo il filo rosso di una figura femminile che ricompare costantemente: Yumiko.

Yasunari Kawabata - La banda di Asakusa
Titolo originale: Asakusa kurenai dan
Traduzione di Costantino Pes
XXIV-190 pag., 16,00 € - Edizioni Einaudi 2007 (Letture Einaudi n.1)
ISBN 978-88-06-18017-1


Rigodon

Louis-Ferdinand Céline

Con il secondo volume della collana Letture Einaudi saltiamo storicamente quarant'anni e geograficamente balziamo in un altro continente
A non cambiare assolutamente è la qualità straordinaria della scrittura
Non stiamo parlando di un testo inedito questa volta. Consultiamo nuovamente il catalogo SBN e troviamo una prima edizione italiana Bompiani datata 1970, seguita da altre edizioni sempre negli anni Settanta, tutte con la traduzione di Ginevra Bompiani, tutte introvabili in commercio. Ecco, dunque, un'altra scelta mirata a offrire ai lettori un titolo importante senza il timore che data la poca popolarità di un'opera questa sia meno "vendibile" di un'altra del medesimo autore.


Si tratta dell'opera ultima della vita di Céline, consegnata a Gallimard nella stesura finale il mattino stesso del giorno della sua morte, il primo luglio 1961. Alcuni testi - e questo è uno di quelli - ci fanno "vedere" quanto poco di nuovo ci sia nella cosiddetta sperimentazione narrativa e formale (diciamo linguistico-stilistica) di questi ultimi anni. In Rigodon c'è già tutto. Uscito postumo nel 1969 - grazie al puntiglioso lavoro di trascrizione di Lucette Almanzor, sua moglie-musa, e del futuro biografo François Gibault -, è un testo sull'orrore della guerra, un turbinio vorticoso di emozioni e ricordi, una testimonianza imperdibile, indipendentemente dal pensiero spesso non condivisibile, anzi talvolta stigmatizzabile, dell'autore, come tutti ben sappiamo.
"Nel romanzo si alternano - scrive Massimo Raffaeli nella Prefazione - e deragliano, più spesso esorbitano nelle forme di un'epica allucinatoria, almeno due punti di vista e corrispettive procedure: da un lato il resoconto della vita quotidiana d un reduce, la grama sopravvivenza di uno scrittore che si sente derubato, sfregiato e perseguitato, lo straparlare e il gesticolare di un capro espiatorio ormai prossimo all'esecuzione rituale, lordo della colpa indelebile di antisemitismo, col famigerato art. 75 appeso al collo, cioè l'insegna dei tarditori e delle spie sotto l'Occupazione; dall'altro, il referto del cronista o meglio del testimone oculare dell'agonia tedesca, il viaggio picaresco di chi attraversa la Germania in fiamme, scossa dai bombardamenti della Raf, presa in una morsa di terrore nibelungico, al solo scopo di salvare la pelle e passare in zona franca, oltre la frontiera danese: nella cassetta di sicurezza di una banca di Copenaghen giacciono infatti, convertiti in lingotti d'oro, i diritti d'autore maturati con i grandi romanzi d'anteguerra: Viaggio al termine della notte e Morte a credito."

Louis-Ferdinand Céline - Rigodon
Titolo originale: Rigodon
Traduzione di Giuseppe Guglielmi
Prefazione di Massimo Raffaeli
XIV-271 pag., 17,00 € - Edizioni Einaudi 2007 (Letture Einaudi n.2)
ISBN 978-88-06-18682-1


Infanzia berlinese

Walter Benjamin

Chiudiamo con il terzo volume della collana, il meno "introvabile" dei titoli pubblicati. In effetti un'edizione di Infanzia berlinese. Intorno al Millenovecento è reperibile nel catalogo Einaudi, tra i titoli dei Supercoralli.
Si tratta comunque di un libro importante, curato da Enrico Ganni, con uno scritto di Peter Szondi e la Postfazione di Theodor W. Adorno.
Proprio in quest'ultima leggiamo: 
"L'Infanzia berlinese è stata scritta all'inizio degli anni Trenta. Rientra nella cerchia di quella storia originaria del moderno cui Benjamin si dedicò negli ultimi quindici anni della propria vita, e costituisce il contrappaso soggettivo al vasto materiale che andava raccogliendo per la progettata opera sui passages di Parigi."
E Benjamin stesso nella premessa:
"Nel 1932, mentre ero all'estero, iniziai a rendermi conto che presto avrei dovuto dire addio per molto tempo, forse per sempre, alla città in cui ero nato. Nella vita interiore avevo più volte sperimentato come fosse salutare il metodo della vaccinazione; lo seguii anche in questa occasione e intenzionalmente feci emergere in me le immagini - quelle dell'infanzia - che in esilio sono solite risvegliare più intensamente la nostalgia di casa."


Ne nasce un'opera, scevra di considerazioni troppo nostalgiche e romantiche e di dissertazioni retoriche, che con brevi capitoli, densi di impressioni e ricordi, ricostruisce la vita berlinese di un bambino o un ragazzo borghese ed ebreo, nel suo contesto famigliare e sociale. Una testimonianza di grande importanza storica.

Walter Benjamin - Infanzia berlinese. Intorno al Millenovecento
Titolo originale: Berliner Kindheit um neunzehnhundert
Postfazione di Theodor W. Adorno
Con uno scritto di Peter Szondi
Traduzione di Enrico Ganni
154 pag., 14,50 € - Ediizioni Einaudi 2007 (Letture Einaudi n.3)
ISBN 978-88-06-18850-4


Gli autori





18 giugno 2007 Di Giulia Mozzato

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