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Citazioni

"Subito dopo il creatore di una buona frase viene, in ordine di merito, il primo che la cita"
Ralph Waldo Emerson, Letters and Social Aims

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    • La La repubblica dell'immaginazione di Nafisi Azar

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      Quando si scrive di grande letteratura, una cosa sconcertante è che non c'è proprio niente da dire: tutto è già nell'opera stessa. È un po' come cercare di raccontare l'atto di innamorarsi perdutamente. Ma abbiamo bisogno lo stesso di parlare dell'esperienza, reale e immaginata; abbiamo bisogno di condividere un po' dell'angoscia e della gioia di aver provato qualcosa di unico e universale.



      Scelta da Rouge, sabato 19 dicembre 2015

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    • Nuovi argomenti. Vol. 72

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      La scrittura dura, scavalca il confine del tempo. D’altro canto, solo la parola enunciata esiste nel tempo, ora, in questo momento. Ha una potenza sconvolgente, immediata, che ci tocca diversamente, in modo viscerale. La scrittura resta fredda, lontana, silenziosa. Non è capace di correre di fianco ai pensieri, perde velocità, resta indietro, impacciata. (dal diario di Jhumpa Lahiri)



      Scelta da Rouge, giovedì 19 novembre 2015

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    • Il Il romanzo della nazione di Maggiani Maurizio

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      Il Primo Maggio è un giorno perfetto per fondare una Nazione. Quando se non quel giorno?
      Lui che mi svegliava alle sette neanche fossi dovuto andare a scuola e mi metteva davanti il latte e caffè che intanto lui era già pronto con il suo vestito da sposo. Con il suo vestito che era proprio quello che ci si era sposato, blu scuro con una righina grigia. E dai, sbrigati che facciamo tardi. E mi ingozzavo con il pane e burro e mi gocciolavo il latte sui calzonetti, i calzonetti al ginocchio del mio vestito da sposo. Il mio vestito da sposo di Cristo. Ah quel maledetto vestito a quadri principe di Galles della prima comunione, che il Primo Maggio mi faceva un caldo da schioppare. […] Spazzare via le briciole, una pettinata con uno schizzo di sputo e poi giù per le scale. Ah, ma senza fretta. Dalla porta in poi di fretta non ce n'era più. Passo lungo e moderato, diritti come fusi, due principi in divisa di gala. Un re e il suo principino.



      Scelta da Rouge, martedì 1 settembre 2015

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    • La La passione per l'assoluto di Steiner George e Adler Laure

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      Bisogna prender nota, sottolineare, sfidare il testo, scrivere ai margini: «Che idiozie! Belle idee!», Non c'è nulla di più affascinante delle note a margine di grandi scrittori. È un dialogo vivo. Erasmo ha affermato: «Chi non ha libri strappati, non li ha letti». È un po' estremo ma contiene una grande verità.



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      Scelta da Rouge, sabato 18 luglio 2015

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    • Uomini senza donne di Murakami Haruki

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      Un giorno all'improvviso diventi uno dei tanti uomini che non hanno una donna. Quel giorno viene di colpo a farti visita senza che tu ne abbia il minimo presentimento, senza il minimo preavviso, senza annunciarsi bussando o schiarendosi la gola. Svolti l'angolo, e ti accorgi che ormai sei arrivato lì. Ma non puoi più tornare indietro. Una volta girato l'angolo, quello diventa il tuo solo, unico mondo. E quel mondo lo chiami "uomini senza donne". Sì, con un plurale di gelo infinito.



      Scelta da Rouge, sabato 11 luglio 2015

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    • Uomini senza donne di Murakami Haruki

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      Sarebbe bello che a questo mondo esistesse uno strumento per misurare in modo semplice e preciso la sofferenza. Così si potrebbe poi quantificarla in cifre e segnare il numero da qualche parte. E se quello strumento lo si potesse tenere sul palmo della mano, sarebbe perfetto. Ci penso ogni volta che regolo la pressione delle gomme.



      Scelta da Rouge, sabato 11 luglio 2015

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    • Via etere di Ferrentino Sergio F. e Cirri Massimo

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      Tutto nasce dalla scoperta del valore terapeutico del megafono. Lo strumento era stato introdotto nell'Ospedale psichiatrico dai membri del collettivo Training proletario, formato da medici, infermieri e pazienti, che lo utilizzavano per lo speakeraggio di iniziative politiche. Quando il megafono venne usato per la prima volta nell'assemblea generale dell'Ospedale, con tutto il personale e i pazienti, l'effetto fu dirompente. Pazienti ricoverati da anni e che sembravano chiusi in un silenzio senza ritorno si avvicinano allo strumento e vi pronunciano parole di agghiacciante significato: "Uno, due, tre: prova. Prova, prova, mi sentite ora? Prova." Poi tornano in silenzio al loro posto.



      Scelta da Rouge, venerdì 19 giugno 2015

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    • Via etere di Ferrentino Sergio F. e Cirri Massimo

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      Ma vediamo innanzitutto come si presenta la redazione dove conflittualità nevrotica e potenza della cura combattono la loro battaglia. Lo spazio è caratterizzato da un'overdose di scrivanie; ogni paziente-redattore ha la sua, di cui solitamente è molto geloso e che ricopre di innumerevoli cure. Quando il lavoro richiede la massima concentrazione, il paziente-redattore è solito incidere il piano di legno con il temperino, scrivendovi sopra frasi del tipo: "Dite a Laura che l'amo," "Fuori la Nato dall'Europa," "Mi basta il tempo per morire." Altri redattori preferiscono passare direttamente al bassorilievo, illustrando la scrivania con scene tratte dai Vangeli apocrifi.



      Scelta da Rouge, venerdì 19 giugno 2015

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    • Via etere di Ferrentino Sergio F. e Cirri Massimo

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      Il Microfono Aperto con l'Ascoltatore rappresenta il momento più alto della terapia psicofonica di RadioLina. La radioterapia da microfono aperto trova i suoi presupposti teorici in alcune concezioni basagliane sulla psichiatria di territorio e in tutta l'opera radiofonica di Paolo Cavallina. [...] Paolo Cavallina, un uomo la cui vita è stata segnata dalla poesia di Giovanni Pascoli, nei primi anni Settanta diventa l'animatore principale di Chiamate Roma 3131.



      Scelta da Rouge, venerdì 19 giugno 2015

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