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Il Il testamento di Nobel. Le inchieste di Annika Bengtzon. Vol. 6 - Marklund Liza - wuz.it

Il Il testamento di Nobel. Le inchieste di Annika Bengtzon. Vol. 6 di

Mancano poche settimane a Natale e al municipio di Stoccolma si festeggiano i premi Nobel. Inviata della Stampa della Sera, anche Annika Bengtzon partecipa al ricevimento, e mentre segue gli ospiti nelle danze, da cronista a caccia di notizie diventa testimone chiave di omicidio: la musica è interrotta da due spari, e il premio per la medicina cade a terra seguito dalla donna che balla con lui, colpita al cuore. Costretta al silenzio stampa, Annika non si lascia intimidire e decide di seguire comunque le indagini e scavare nel mondo della ricerca scientifica, dominato da logiche dettate da gelosia, avidità e sete di potere. La sua inchiesta la porta sulle tracce di un misterioso testamento lasciato da Alfred Nobel, l'uomo che desiderava promuovere la pace e il progresso, e che, per ironia della sorte, con il suo lascito sembra continuare a suscitare rivalità, violenza e morte.

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Il parere della redazione di Wuz

  • Il difetto - se così si può chiamare - di Annika Bengtzon, il personaggio creato dalla scrittrice svedese Liza Marklund, è quello di riuscire a cacciarsi sempre in situazioni pericolose: ricordiamo benissimo la scena de Il lupo rosso in cui Annika rischia di morire congelata, così come (e lo sappiamo dai ricordi di Annika) aveva sfiorato la morte quando era stata presa in ostaggio da un serial killer in un precedente libro della serie. , tremeremo per lei:Il testamento di NobelAnche nel nuovo romanzo, il pregio di Liza Marklund, giocando sul difetto di Annika, è di stregare il lettore, facendogli palpitare il cuore in gola nel brivido del thriller, avvincendolo con una trama intelligente, ricca di spunti di riflessione nonché di dettagli quotidiani che rendono i personaggi molto ‘umani’. .Il testamento di NobelC’è un brivido in più, ne D’accordo, la trama è inventata, i personaggi pure, ma la data e la circostanza iniziale segnano un appuntamento annuale che tutti conosciamo e attendiamo: il 10 di dicembre, il banchetto in onore dei vincitori del premio Nobel. Tutto è talmente ben descritto - le lastre di ghiaccio per terra nella notte di Stoccolma, il cortile del municipio, la luce delle fiaccole, la sala blu, la balconata, la sala d’oro… e una donna dagli occhi gialli, soprannominata Gattina, che si intrufola tra gli invitati, a dispetto della sorveglianza di sicurezza. Niente di più facile per una bella donna vestita da sera che sembra rientrare dopo essere uscita un momento per fare una telefonata. Nella borsetta ha una pistola, uccide Carolina von Behring, presidente del comitato per i Nobel del Karolinska Institutet, e ferisce l’uomo che ha vinto il Nobel per la medicina. Nell’avvicinarsi alle vittime designate Gattina ha urtato Annika Bengtzon, pestandole un piede: Annika è l’unica in grado di aiutare la polizia a fare un identikit dell’assassina e sarà questo che metterà in pericolo la vita sua e dei suoi bambini alla fine.Quello che ci piace, nei libri di Liza Marklund, è il sapiente dosaggio di pubblico e privato, la capacità di scegliere un tema che ponga dei quesiti di ordine etico e che sia di vasto interesse generale, intrecciando la trama che ne deriva con una sotto-trama minore di vita comune e di problemi comportamentali di tutti. Così, ne Il testamento di Nobel, il retroscena del delitto è nella selezione dei candidati al premio, in un ambiente dall’atmosfera tesa tra rivalità, gelosie, furti di idee, ambizioni sfrenate. Ma chi era l’obiettivo della donna killer? Lo scienziato israeliano specializzato in cellule staminali e sostenitore della clonazione terapeutica o il presidente del comitato che sceglieva tra i candidati? Mirava in alto - un omicidio per impedire che si andasse contro le leggi divine - o in basso, per togliere di mezzo la donna che aveva il potere di mettere un veto o favorire una nomina? Seguiranno altri delitti, eseguiti con una modalità più feroce: sono sempre opera di Gattina?Quanto alla trama ‘privata’, anche questa abbonda di spunti di discussione e di riflessione: dalle leggi speciali anti-terrorismo, che sono fonte di litigi tra Annika e il marito e che spezzano la vita del capro espiatorio arabo arrestato per l’assassinio alla festa dei Nobel, agli episodi di bullismo alla scuola materna frequentata dal figlio di Annika; dalle sorti del giornale presso cui Annika lavora e che ora si lancia nel web ai battibecchi domestici sulla ripartizione dei lavori (ahimè, cade un mito: anche in Svezia gli uomini collaborano poco in casa).  Continua a leggere

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Biografia

Marklund Liza
Marklund Liza

Soprannominata la First Lady del giallo svedese, giornalista, scrittrice e moderatrice tv,... leggi tutto