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La La strada

La La strada - McCarthy Cormac - wuz.it

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Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...

Dettagli sul libro
5 recensioni
Nella libreria di 43 lettori

Il voto della community

8,5
  • Trama 8,5
  • Personaggi 8,7
  • Stile 8,8
  • Incipit 8,3
  • Finale 8,3
  • Copertina 8,4

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Commenti (1)

  • Valebz 22 ott 2013 09:15 Segnala abuso

    questo è un libro che ti entra dentro e non ne esce più. magico.

    questo è un libro che ti entra dentro e non ne esce più. magico.

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  • menestrello il 03 set 2014 17:06 Segnala abuso

    Un uomo ed un bambino percorrono una strada attraverso un mondo vuoto, grigio, inutile, dove la vegetazione è stata bruciata, gli animali sono estinti, tutto è ricoperto da uno spesso strato di...

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    Un uomo ed un bambino percorrono una strada attraverso un mondo vuoto, grigio, inutile, dove la vegetazione è stata bruciata, gli animali sono estinti, tutto è ricoperto da uno spesso strato di cenere e gli umani sopravvissuti sono pochissimi. I giorni sono sempre più grigi e le notti paurosamente nere. In questo scenario da incubo i due lottano per la sopravvivenza. L'unica legge di questo nuovo mondo è quella del più forte, quella di una giungla spopolata dove l'unica cosa da fare è cercare le ultime risorse rimaste e sperare. L'uomo lotta con tutto se stesso, con tutto l'amore che ha per proteggere e preservare il bambino, che forse per lui rappresenta una delle poche speranze rimaste per ricreare un mondo migliore. Un libro potente ma non credo sia un capolavoro. Non mi ha stregato. La trama è forse troppo semplice. Ha però un aspetto da non trascurare: è scritto nel modo giusto, ovvero non divinamente ma nell'unico modo possibile in cui questa storia può essere raccontata. Semplice, asciutto, volutamente privato di ornamenti letterari e decorazioni stilistiche, come il mondo è stato brutalmente privato della sua bellezza. L'impressione è quella di trovarsi di fronte ad un testo scritto da una persona che quelle cose le ha viste, vissute e da quelle stesse cose è stato irrimediabilmente segnato.

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  • Streghetta il 19 gen 2014 20:35 Segnala abuso

    Ho avuto la netta sensazione di leggere un libro in bianco e nero. “Sì. Ci dimentichiamo le cose che vorremmo ricordare e ricordiamo quelle che vorremmo dimenticare”. “Domanda: che differenza c’è...

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    Ho avuto la netta sensazione di leggere un libro in bianco e nero. “Sì. Ci dimentichiamo le cose che vorremmo ricordare e ricordiamo quelle che vorremmo dimenticare”. “Domanda: che differenza c’è fra ciò che non sarà mai e ciò che non è mai stato?” “Nessuna lista di cose da fare. Ogni giornata sufficiente a se stessa. Ogni ora. Non c’è un dopo. Il dopo è già qui. Tutte le cose piene di grazia e bellezza che ci portiamo nel cuore hanno un’origine comune nel dolore. Nascono dal cordoglio e dalle ceneri. Ecco, sussurrò al bambino addormentato. Io ho te.” “E’così che fanno i buoni, continuano a provarci. Non si arrendono mai.” “Quando sognerai di un mondo che non è mai esistito o di uno che non esisterà mai e in cui sei di nuovo felice, vorrà dire che ti sei arreso. Capisci? E tu non ti puoi arrendere. Non te lo permetterò” “Dormivano solo a un mare di distanza da loro, in mezzo alle amare ceneri del mondo, oppure stavano in piedi nei loro stracci, rinnegati dallo stesso sole impassibile.” “Diecimila sogni sepolti dentro i loro cuori bruciacchiati” “Forse, guardandone la distruzione, finalmente sarebbero riusciti a vedere come era fatto il mondo. I mari, le montagne. Il poderoso controspettacolo delle cose che cessano di esistere. La sconfinata desolazione, idropica e gelidamente terrena. Il silenzio.” “Si accamparono lì e quando l’uomo si stese a terra capì che non si sarebbe più rialzato e che quello sarebbe stato il posto dove sarebbe morto. Il bambino lo guardava, gli occhi pieni di lacrime. Oh papà, disse.” “Ma chi lo troverà se si è perso? Chi lo troverà, quel bambino? Lo troverà la bontà. E’ sempre stato così. E lo sarà ancora”.

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  • jumpy il 28 nov 2013 19:04 Segnala abuso

    Scenario apocalittico e stile crudo, asciutto ed essenziale fanno di questo libro un quasi capolavoro. In un tempo dove ogni identità è stata perduta (i personaggi non hanno nomi propri) si...

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    Scenario apocalittico e stile crudo, asciutto ed essenziale fanno di questo libro un quasi capolavoro. In un tempo dove ogni identità è stata perduta (i personaggi non hanno nomi propri) si conservano solo i ruoli: il padre che cerca di trarre in salvo il suo bambino conducendolo dove ancora c'è vita. L'ingegno si deve aguzzare per evitare trappole architettate da uomini che si sono dati al cannibalismo, per razionare il poco cibo che si riesce a raccattare. Il padre che nonostante le circostanze cerca di insegnare con l'esempio i valori positivi al bambino per quando il bambino stesso arriverà dove c'è vita, dove ci sono i buoni. Ho apprezzato particolarmente il punto della storia in cui padre e figlio riescono a nascondersi per un pò in un bunker dove trovano cibo a volontà ed addirittura giochi. In questo lasso di tempo il padre si rilassa,sorride gioca con il bambino e gli racconta aneddoti della madre...la temporanea sicurezza e l'apporto giusto di sostanze nutritizie li fanno sentire "normali". E' chiaro mentre si legge che non ci saranno colpi di scena ed eventi sensazionali ma nonostante ciò, Mccarthy riesce a non far calare il livello di attenzione del lettore.

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  • dvd il 21 nov 2013 20:47 Segnala abuso

    Futuro ipotetico. Il pianeta è stato devastato da un qualche fenomeno apocalittico. Le piante sono morte, gli animali spariti. L'acqua imbevibile. Piove sempre, e se non piove ci sono uragani di...

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    Futuro ipotetico. Il pianeta è stato devastato da un qualche fenomeno apocalittico. Le piante sono morte, gli animali spariti. L'acqua imbevibile. Piove sempre, e se non piove ci sono uragani di fuoco che inceneriscono qualunque cosa al loro passaggio o tempeste di fulmini. Ovunque, cenere che ricopre i pochi vivi e gli innumerevoli morti. In questo assurdo paesaggio si muovono un uomo e un bambino, suo figlio, che tenacemente cercano di sopravvivere per cercare di raggiungere il sud, il mare, il caldo e forse qualche segno di civiltà. Percorrendo questa strada, che somiglia a un freddo e opaco inferno, sperimentano tutti i livelli dell'abiezione e dell'orrore di cui l'uomo può essere capace spinto dalla disperazione e dal caos. C'è una sola possibilità di salvezza, per loro, che non sia la morte? L'uomo se lo chiede di continuo, ma prosegue per inerzia, spinto dall'amore smisurato verso il figlio, nella speranza di salvarlo dalla terrificante realtà. Romanzo breve, divorato in 3 sere, che parla di molte cose: di quello che potrebbe essere, di ciò che siamo. La trama si svolge per brevi paragrafi, uno dietro l'altro, e non ci si riesce a fermare perchè è come se si continuasse a rotolare verso il basso, verso il fondo, come una valanga di cattivi pensieri, di buoni pensieri, di poche speranze, di poche certezze. Infine si arriva in riva al mare, e la poesia di McCarthy - poesia triste e dolente - raggiunge il picco emozionale e commuove - ebbene sì - fino alle lacrime. Lacrime amare, dritte dal cuore.

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  • Fra_paga il 20 nov 2013 13:10 Segnala abuso

    Uno stile scarno, ridotto all'essenziale che si adatta perfettamente a ciò che sta rappresentando... non per questo privo di sentimento, morale e poesia. Bello e sottilmente profondo. Voto 7,5

    Uno stile scarno, ridotto all'essenziale che si adatta perfettamente a ciò che sta rappresentando... non per questo privo di sentimento, morale e poesia. Bello e sottilmente profondo. Voto 7,5

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Biografia

McCarthy Cormac
McCarthy Cormac

Scrittore americano, è cresciuto in Tennessee, dove ha frequentato l'Università,... leggi tutto