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La La sorella di Freud

La La sorella di Freud - Smilevski Goce - wuz.it

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Nella Vienna occupata dai nazisti, a Sigmund Freud è concesso il privilegio di fuggire all'estero, portando con sé i propri cari. Nella lista composta dal fondatore della psicoanalisi entrano la moglie, i figli, la cognata, le due assistenti, il medico personale con la famiglia e perfino il cane, ma non le quattro anziane sorelle, Marie, Rosa, Pauline e Adolfine. È la voce di quest'ultima, deportata nel campo di concentramento di Terezin, a rievocare con doloroso rimpianto il rapporto privilegiato col fratello, da un'infanzia vissuta in simbiosi, in cui Sigmund era il mentore che la guidava alla scoperta del mondo, fino all'inevitabile, ma non per questo meno amaro, allontanamento nell'età adulta e all'ombra tragica del distacco finale. Ne esce un ritratto inedito della Vienna cosmopolita a cavallo tra Ottocento e Novecento, descritta dal punto di vista di una donna che non avendo marito né figli non può ambire ad altro ruolo che quello di figlia e sorella. Figlia di una madre che non perde occasione di farle sentire tutto il peso della sua inutilità; sorella di un genio totalmente assorto nella costruzione del proprio mito di nuovo profeta, destinato a liberare l'umanità dalle false credenze di cui si è nutrita per secoli. Una donna in fuga da una vita già scritta e mai pienamente vissuta, tra gelidi rapporti famigliari, un amore tragico e il sogno irrealizzato della maternità, rassegnata a trovare pace solo nel rassicurante oblio di una follia autoimposta.

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Il parere della redazione di Wuz

  • Vienna 1938. Il 12 marzo la Germania aveva annunciato l’Anschluss, l’annessione dell’Austria. 200.000 ritratti del Führer apparvero sui muri della città. Gli ebrei furono esclusi dal voto per il plebiscito indetto per il 10 aprile. Pauline, Rosa, Marie e Adolfine Freud avevano paura. Pauline e Marie avevano lasciato Berlino per ritornare ‘a casa’ nel 1933, all’inizio dell’ascesa al potere di Hitler. Ora, incalzate dalla minaccia, chiedono al famoso fratello Sigmund di intercedere per loro, perché ottengano il visto per uscire dall’Austria. Dopotutto, Sigmund sta facendo i bagagli per emigrare a Londra insieme alla moglie e i figli. Le sorelle sanno che al dottor Freud è stato concesso di stilare una lista di nomi di persone che desidera lo seguano all’estero. Nella lista compare sua cognata, le assistenti, il suo medico personale con la famiglia. Il suo cane. Le sorelle? Se ne occuperà da Londra. Il 29 giugno 1942 le quattro sorelle (tutte anziane) furono deportate a Therezinstadt. Da qui ad Auschwitz. Nessuna sopravvisse.Le quattro sorelle scompaiono dalla scena e l’io narrante - la voce di Adolfine - riavvolge il gomitolo del tempo per raccontarci della famiglia Freud, di Sigmund, l’egocentrico genio, di se stessa e della Vienna di un tempo finito. Continua a leggere

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Biografia

Smilevski Goce
Smilevski Goce

Goce Smilevski è nato a Skopje, in Macedonia, nel 1975. Ha studiato alla Charles... leggi tutto