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Lo Lo scrittore senza nome. Mosca 1966: processo alla...

Lo Lo scrittore senza nome. Mosca 1966: processo alla letteratura - Mauro Ezio - wuz.it

Lo Lo scrittore senza nome. Mosca 1966: processo alla letteratura di

Da una parte due uomini soli. Dall’altra un potere anonimo e totale, invisibile e assoluto, con un compito metafisico: dosare la scrittura a uno scrittore, la notorietà a un autore, il cognome a un uomo, l’identità a una persona.

«Questo è un racconto della disperazione e della dignità, dal fondo dell’abisso totalitario sovietico. Ma è anche un’indagine sul potere»

Andrej Sinjavskij era soltanto la metà di una storia. L'altra metà si chiamava Yulij Daniel'. Insieme, i due scrittori russi sfidarono il regime sovietico con l'arma più potente e più temuta - la parola - pubblicando i loro libri in Occidente con gli pseudonimi di Abram Terz e Nikolai Arjak. Insieme, a soli quattro giorni di distanza, furono arrestati dal Kgb e nel '66 giudicati in un processo che diventò uno scandalo mondiale, il primo dopo la caduta di Chruscëv e delle illusioni riformiste. Per loro la condanna fu quasi identica, cinque e sette anni di carcere e lavoro forzato nel gulag. Su entrambi, l'ultimo giorno del processo risuonarono le parole del giudice istruttore, la sua certezza impenetrabile: "Può darsi che fra vent'anni avrete ragione voi, ma per il momento sono io che ho ragione". Poi il potere sovietico pensò di rompere il filo di quell'amicizia intellettuale tanto profonda da trasformarsi in politica, e tanto forte da tradurla in opposizione: aprì a Sinjavskij la via dell'esilio, mentre Daniel' restava confinato in patria. Sinjavskij viveva a Parigi, insegnava alla Sorbona e i suoi libri si dovevano fermare all'immenso confine dell'Urss. Così lo scrittore veniva proibito nel suo Paese fino a essere dimenticato. Più difficile la partita a scacchi tra il potere e Yulij Daniel'. Lui viveva in patria, dopo il campo era tornato a Mosca in una casa vicino alla stazione Sokol del metrò. Non svolgeva alcuna attività sospetta. Ma la sua vita, il suo nome, la sua identità lo confermavano intellettuale per sempre e dissidente in eterno. Sul suo nome calò un'ombra. Ma lui, continuamente, tra sé e sé ripeteva: Julij Markovic Daniel', scrittore e traduttore, già condannato per attività antisovietiche, uscito dal gulag, residente a Kaluga, vivente a Mosca, via Novaja Pishanaja, ingresso 3, piano secondo, appartamento numero 52. Tutto questo, per colpa di due libri.

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  • angebet il 26 apr 2022 14:07 Segnala abuso

    Ingredienti: due scrittori russi che pubblicano clandestinamente i loro libri in occidente, un processo farsa nel 1966 dopo nove anni di indagini, cinque anni di lavori forzati per spossarne il...

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    Ingredienti: due scrittori russi che pubblicano clandestinamente i loro libri in occidente, un processo farsa nel 1966 dopo nove anni di indagini, cinque anni di lavori forzati per spossarne il corpo e la mente, una vita da cittadino libero ma senza nome per cancellarne la memoria. Consigliato: a chi vuole interrogarsi sulla libertà di pensiero e diritto di espressione, a chi sfida il potere con le sole armi delle parole.

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Mauro Ezio
Mauro Ezio

Ezio Mauro entra nel mondo della carta stampata nel 1972 collaborando con la “Gazzetta del... leggi tutto