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La La ruga del cretino

La La ruga del cretino - Vitali Andrea Picozzi Massimo - wuz.it

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La terza figlia di Serpe e Arcadio si chiama Birce, ed è nata storta. Ha una macchia sulla guancia sinistra e ogni tanto si perde via e dice e fa cose strane. Chi la vuole una così? Chi la prende anche solo come servetta di casa? E l'agosto del 1893 e per i due coniugi, lavoranti presso il rettorato del santuario di Lezzeno, poco sopra Bellano, è arrivata l'occasione giusta. Perché una devota, Giuditta Carvasana, venuta ad abitare da poco a villa Alba, è intenzionata a fare del bene, per esempio aiutare una giovane senza futuro. Per Birce non sarebbe cosa da poco, perché la vita non pare riservarle un destino felice. Come a quella povera fioraia di Torino massacrata per strada. Che a dire il vero, in quell'estate lontana, non è la prima vittima. I loro corpi sono a disposizione della sala anatomica dell'università torinese, dove il dottor Ottolenghi, assistente del noto alienista Cesare Lombroso, li analizza con cura, convinto che dalla medicina possa venire un aiuto alle indagini. Oltretutto, dalle tasche delle sventurate salta fuori un biglietto con incomprensibili segni matematici. Indicano un collegamento tra quelle morti? E nel mirino dell'omicida può essere finito lo stesso Lombroso, che già aveva ricevuto un analogo foglietto insidiosamente anonimo? Trovare la soluzione non è cosa per cui possa bastare il rigore della scienza. Forse, fantastica il Lombroso, lo spiritismo potrebbe dare un contributo. Per quanto a praticarlo siano persone fuori dall'ordinario.

Dettagli sul libro
2 recensioni
Nella libreria di 7 lettori

Il voto della community

5,3
  • Trama 5,0
  • Personaggi 4,5
  • Stile 5,5
  • Incipit 5,0
  • Finale 5,0
  • Copertina 6,5

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Commenti

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  • librisenzaglo il 03 set 2022 06:42 Segnala abuso

    A Bellano, città natale di Andrea Vitali, l'autore esercita ancora oggi la professione di medico, e quella provincia lacustre con il lago nebbioso torna ancora come sfondo e insieme come...

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    A Bellano, città natale di Andrea Vitali, l'autore esercita ancora oggi la professione di medico, e quella provincia lacustre con il lago nebbioso torna ancora come sfondo e insieme come protagonista in uno dei suoi romanzi: La ruga del cretino (2015, Garzanti). Vitali scrive questo giallo "grottesco" a quattro mani con Massimo Picozzi, criminologo ospite di numerose trasmissioni televisive italiane. Corre l'agosto del 1893 quando due coniugi che lavorano in un santuario poco sopra Bellano, Serpe e Arcadia, vedono in Giuditta, una devota venuta da poco ad abitare a villa Alba, l'occasione giusta per sbarazzarsi della loro "strana" terza figlia, Birce, affidandola alle cure della pia forestiera. Quella stessa estate una povera fioraia di Torino viene massacrata per strada: insieme alle altre vittime radunate nella sala anatomica dell'università torinese il dottor Ottolenghi, assistente del noto alienista Cesare Lombroso, trova nelle loro tasche un biglietto con incomprensibili segni matematici. La faccia dei cretini si riconosce per via di quelle rughe che, come righe di un quaderno, hanno già le risposte pronte: da qui viene il titolo "rivelatore", anche dell'identità dell'assassino, antesignano di Jack lo Squartatore. I capitoli brevi velocizzano la lettura (con il successivo che riprende le ultime parole del precedente), forse troppo brevi per potersi soffermare ogni volta su un diverso punto di vista, soprattutto quando ripresi a distanza di molte pagine. Piacevole da leggere, "La ruga del cretino" è di certo un romanzo atipico, che vogliamo definire con una contraddizione di termini: "un noir a tratti divertente"... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/la-ruga-del-cretino-di-andrea-vitali-e-massimo-picozzi/

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  • Castorp il 09 giu 2015 23:21 Segnala abuso

    Un romanzo che, purtroppo, non si discosta dalla "produzione" del Vitali di questi ultimissimi anni. Personaggi sbiaditi e poco brillanti, situazioni poco originali. Si ritrova il "vecchio",...

    leggi tutto »

    Un romanzo che, purtroppo, non si discosta dalla "produzione" del Vitali di questi ultimissimi anni. Personaggi sbiaditi e poco brillanti, situazioni poco originali. Si ritrova il "vecchio", brillante Vitali, nella scena della seduta spiritica. Il resto è pochino....

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