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L' L' inconfondibile tristezza della torta al limone

L' L' inconfondibile tristezza della torta al limone - Bender Aimee - wuz.it

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Alla vigilia del suo nono compleanno, la timida Rose Edelstein scopre improvvisamente di avere uno strano dono: ogni volta che mangia qualcosa, il sapore che sente è quello delle emozioni provate da chi l'ha preparato, mentre lo preparava. I dolci della pasticceria dietro casa hanno un retrogusto di rabbia, il cibo della mensa scolastica sa di noia e frustrazione; ma il peggio è che le torte preparate da sua madre, una donna allegra ed energica, acquistano prima un terrificante sapore di angoscia e disperazione, e poi di senso di colpa. Rose si troverà così costretta a confrontarsi con la vita segreta della sua famiglia apparentemente normale, e con il passare degli anni scoprirà che anche il padre e il fratello - e forse, in fondo, ciascuno di noi - hanno doni misteriosi con cui affrontare il mondo. Mescolando il realismo psicologico e la fiaba, la scrittura sensuale di Aimeé Bender torna a regalarci una storia appassionante sulle sfide che ogni giorno ci pone il rapporto con le persone che amiamo.

Dettagli sul libro
2 recensioni
Nella libreria di 25 lettori

Il voto della community

6,8
  • Trama 7,0
  • Personaggi 7,0
  • Stile 6,7
  • Incipit 6,7
  • Finale 6,7
  • Copertina 7,0

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Commenti

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  • Streghetta il 23 ago 2015 11:13 Segnala abuso

    Io penso che un libro più strampalato di questo non si possa leggere. La protagonista ha un dono che è quello di capire lo stato d'animo delle persone assaggiando quello che fanno da mangiare. La...

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    Io penso che un libro più strampalato di questo non si possa leggere. La protagonista ha un dono che è quello di capire lo stato d'animo delle persone assaggiando quello che fanno da mangiare. La storia potrebbe svilupparsi in tanti modi, ma l'autrice si sofferma sulla famiglia della protagonista. Una famiglia particolare, dove anche il fratello ha un dono, anche se si fa fatica a capire che dono sia. Di lui si sa solo che scompare, per tempi lunghissimi, per poi ricomparire sul pavimento di casa in uno stato pietoso. Rosie inizia così un viaggio, un viaggio che la porterà a scoprire tante cose della sua famiglia e sulle persone che la circondano. Alla fine del libro però ti rimane qualcosa di incompiuto e non capisci se la storia ti è piaciuta oppure no.

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  • Cirodeniro il 01 dic 2013 12:08 Segnala abuso

    Lei sente gli stati d'animo delle persone nelle pietanze che cucinano. Il padre ha il potere di assorbire le malattie degli altri, e per questo non entra mai negli ospedali. Il fratello interagisce...

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    Lei sente gli stati d'animo delle persone nelle pietanze che cucinano. Il padre ha il potere di assorbire le malattie degli altri, e per questo non entra mai negli ospedali. Il fratello interagisce fisicamente con le cose fino a perdersi in loro, fino a diventare una sedia(!). Il nonno aveva il potere di sentire gli odori delle persone, per cui era costretto a coprirsi il naso con un fazzoletto. E poi c’è la madre, che fa da collante tra questi personaggi speciali, con la sua banale normalità fatta di limiti, sbalzi d’umore, manchevolezze, tradimenti. La scrittura è piacevole, coinvolgente; e anche se la storia è un una favola onirica sul disagio di vivere, la Bender ci trascina in una realtà in cui tutto sembra plausibile. Romanzo molto carino.

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Il parere della redazione di Wuz

  • "Non c'è amore più sincero di quello per il cibo", scriveva George Bernard Shaw all'inizio del secolo scorso in Uomo e superuomo. Il cibo conforta, consola, regala momenti di piacere puro al corpo e all'anima. Il cibo fatto in casa è una forma d'amore. Cucinare per gli altri, per le persone che amiamo, è una manifestazione di affetto autentica e spassionata. Non basta la tecnica; spesso solo la cura e l'attenzione fanno la differenza. Per questo, il cibo fatto in casa è diverso da quello che acquistiamo già pronto al supermercato o che è stato preparato con l'uso di macchine industriali. Rose Edelstein, la piccola protagonista dell'ultimo bellissimo romanzo di Aimee Bender, ha un "dono" molto particolare: quando mangia qualcosa, il sapore che sente è quello delle emozioni provate da chi ha preparato quel cibo, nel momento in cui lo preparava. Lo scopre la sera del suo nono compleanno, assaggiando una fetta della torta al limone che la mamma le ha preparato per l'occasione. Una torta squisita - la preferita di Rose -, fatta con ingredienti di prima qualità e freschissimi. Ma dopo il primo morso, un sensore finora apparentemente sepolto si attiva, inondando Rose di nuove sensazioni. La bontà degli ingredienti è una coltre sopra di qualcosa di più grande e più oscuro, come se il limone e la cioccolata nascondessero una cavità. Rosie assapora un'impressione di vuoto, di piccolezza, di inquietudine, collegata alla madre, come se sentisse il sapore pregno dei suoi pensieri e dei suoi turbamenti. Il cibo si presenta come un conglomerato eterogeneo di sentimenti. Con il passare del tempo, Rose riuscirà ad affinare le sue capacità e a individuare addirittura la provenienza e il modo di coltivazione delle materie prime. Mangiare diventerà un inferno: i dolci della pasticceria vicino casa sanno di rabbia e il cibo della mensa di frustrazione e noia; l'unica soluzione sono i prodotti industriali, asettici, privi di emozioni, che diventano una specie di rifugio. Continua a leggere

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Biografia

Bender Aimee
Bender Aimee

Scrittrice statunitense. I suoi racconti sono stati pubblicati su prestigiose riviste letterarie... leggi tutto