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Il monte di pietà di Gavi della Confraternita di N.S. Assunta dei Turchini di Armando Di Raimondo

Il Monte di Pietà di Gavi vide la luce fra il 1550 e il 1560, periodo certamente controverso in cui la povera gente, per sopravvivere, era spesso vittima della "voragine dell'usura": un sistema perverso dal quale era quasi impossibile poter uscire. Protagonista di questa meritoria iniziativa è stata la Confraternita di Nostra Signora Assunta, detta anche dei Turchini, per la caratteristica cappa azzurra in onore al manto della Madonna. In origine i membri della Confraternita, che si suppone fondata nel 1430, erano per la maggior parte d'estrazione borghese, discendenti dalle famiglie più influenti e benestanti di Gavi. Un'istituzione pensata senza fini di lucro, in grado di soddisfare i bisogni primari della popolazione meno abbiente attraverso un modesto ma concreto aiuto economico. Gli oggetti conferiti in pegno erano solitamente costituiti da modesti corredi, abiti, masserizie, soprammobili, utensili e, nei casi più fortunati, anche da qualche gioiello di famiglia. Nel 1615 la meritoria opera dei Turchini fu anche riconosciuta da Sua Santità Papa Paolo V che concesse espressamente alla Confraternita di Nostra Signora Assunta di Gavi alcune indulgenze.

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