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Teorie di genere. Femminismi e semiotica

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di Cristina Demaria, Aura Tiralongo

Ai tempi del #MeToo, di "Ni Una Menos", dei femminicidi e dei nuovi femminismi, è necessario tornare a riflettere sul genere. Non sull'inesistente gender theory, lo spauracchio che è lecito chiamare reazionario, perché reagisce alla messa in questione degli stereotipi. Bensì occorre riflettere sul modo in cui femminile e maschile sono culturalmente costruiti, nella lingua e dalla lingua, nei e dai sistemi di significazione. Il femminismo infatti non è solo movimento politico e sociale né si esaurisce nella pur necessaria critica filosofica al cosiddetto patriarcato ma è anche un pensiero teorico profondo e variegato sui processi attraverso cui il soggetto si costituisce in quanto sessuato. Si tratta di processi innanzitutto testuali, che interpellano perciò lo specifico sguardo della semiotica. Di tali processi questo volume offre una panoramica: riconosce ai testi la rilevanza e l'attenzione di cui sono degni, per individuare e affinare gli strumenti teorici e analitici più utili per indagare le rappresentazioni di genere.

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