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L' L' illusionista. Ascesa e caduta di Umberto Bossi

L' L' illusionista. Ascesa e caduta di Umberto Bossi - Corrias Pino Pezzini Renato Travaglio Marco - wuz.it

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Umberto Bossi ha scalato Roma e poi l'Italia intera nominandosi guerriero del Nord, narratore di una rivoluzione sempre imminente e ha inventato una nuova lingua politica fatta di punti esclamativi, invettive, insulti, semplificazioni di massima efficacia compresa la pernacchia, il gestaccio. Ha inventato un territorio da difendere e uno da sconfiggere, il primo immaginario, la Padania, il secondo tanto vero da coincidere con lo Stato unitario. Si è attribuito la protezione di un dio che scorre nel Grande Fiume e nell'Ampolla. La nemesi ha voluto vendicarsi di Umberto Bossi nel modo più crudele, allestendo la sua sconfitta dentro a una corona di dettagli tipici del potere che si disfa e disfacendosi marcisce. Vent'anni dopo, e probabilmente senza mai accorgersene, anche lui precipita dentro quella stessa ripugnanza. L'epopea degli esordi, la marcia trionfale della sua seconda vita finiscono per trasformarsi, dopo la tragedia, in una malinconica "pochade" di angusta provincia.

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Il parere della redazione di Wuz

  • Si chiama “L’illusionista”, ma avrebbe potuto chiamarsi altrettanto a buon diritto "il fannullone" o “Il cacciaballe” (Giorgio Bocca dixit) questo sapido ritratto di Umberto Bossi da Soiano, destinato a passare alla storia come il più fulgido caso di apocalittico e integrato che la politica italiana abbia conosciuto.Come la statua che raffigura il suo beniamino Alberto da Giussano, probabilmente mai esistito se non nella vulgata di un popolo bisognoso di eroi, Bossi è un guerriero che viene bene soprattutto se inquadrato col grandangolo, attraverso una lente cioè che ne amplifichi la gestualità parossistica e l’oratoria tutta punti esclamativi. In questo senso, il racconto della sua ascesa e caduta, redatto a più mani da un terzetto di agguerriti e bravi giornalisti, rende giustizia alla figura del leader della Lega Nord, perché attorno alla sua vicenda umana e politica riesce ad imbastire un’affabulazione veloce, tesa e ironica quanto basta per farsi leggere come un romanzo. Se il senatur avesse scritto un’autobiografia, alla fine degli anni Settanta e un attimo prima della sua infatuazione per l’autonomismo regionale, questa avrebbe potuto intitolarsi come quella di Marina Ripa di Meana “I miei primi quarant’anni”. Già, perché la vita di questo “nasuto, occhialuto, scarruffato” (è sempre Bocca, a margine di un'intervista che Bossi gli concesse agli albori della sua irresistibile ascesa) sembra fatta di un primo e di un secondo tempo, ben distinti fra loro, e se un pubblico in sala avesse pagato il biglietto per assistere allo spettacolo, pochissimi sarebbero rimasti fino all’intervallo, rappresentato dall’incontro con Bruno Salvadori e la successiva folgorazione federalista. Continua a leggere

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Corrias Pino
Corrias Pino

Pino Corrias è giornalista e scrittore.È stato inviato speciale del quotidiano... leggi tutto

Pezzini Renato
Pezzini Renato

Giornalista de “Il Messaggero”. Ha fondato e dirige “Oblò”,... leggi tutto

Travaglio Marco
Travaglio Marco

Dopo la maturità classica al liceo salesiano Valsalice di Torino, si laurea in Storia... leggi tutto