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Le Le finestre di fronte

Le Le finestre di fronte - Simenon Georges - wuz.it

di

Una storia di amore, inganno e morte sullo sfondo della Russia staliniana.

«Scritto intorno agli anni Trenta da un genio, questo breve capolavoro è il romanzo della polizia, del controllo, dell'annullamento totale dell'uomo sotto la più potente, importante e demiurgica dittatura poliziesca che l'uomo moderno abbia mai conosciuto. Ha un predecessore altrettanto profetico: Franz Kafka... Simenon con pochi tratti, come un grande pittore appunto, costruisce scene, costumi e nomi e personaggi che paiono coperti dalla cipria bianca della pittura surrealista e metafisica. La sua semplice chiara prosa di umile scrittore di gialli è percorsa dal vento dei Balcani, evoca, con la sola parola Mar Nero, un mare nero, descrive gli uomini a due dimensioni: una di faccia e l'altra di profilo.»(Goffredo Parise)

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  • ClaConsoli il 02 set 2013 12:18 Segnala abuso

    Meno noto al grande pubblico, il Simenon di "Le finestre di fronte", stupisce con la sua forza visionaria, l’intuizione, quel genio di scrittore che scava nell’ambientazione dei romanzi la...

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    Meno noto al grande pubblico, il Simenon di "Le finestre di fronte", stupisce con la sua forza visionaria, l’intuizione, quel genio di scrittore che scava nell’ambientazione dei romanzi la psicologia dei personaggi, facendo dell’una il risvolto dell’altra. Scritto nel 1932 a Marsilly, il romanzo è una lucidissima testimonianza di come doveva apparire la prima Russia staliniana agli occhi di uno straniero. In quegli anni la dittatura non aveva ancora mostrato il suo volto più oscuro all’opinione pubblica internazionale e sorprende che lo scrittore di Liegi abbia saputo così precocemente coglierne i tratti principali: l’ossessione del controllo poliziesco, la tristezza dell’omologazione, il terrore, lo spionaggio, il soffocamento di qualsiasi tentativo di rinnovamento sociale e culturale. Adil bey è il nuovo console turco che arriva a Batum, sul Mar Nero. Lugubre, grigia, desolata, la città lo respinge, lo fa sentire estraneo in ogni suo luogo. Il mistero di Batum sta nelle parole sussurrate, negli incontri nascosti, negli strani comportamenti degli abitanti, nei volti tristi dei giovani che vestono di nero, si incontrano nei bar e nei giorni di riposo passeggiano mestamente vicino al mare. Simenon, con l’esemplarità di una scrittura oggettiva, lucida e sottile come una lama di coltello, ci consegna una magistrale prova d’autore, un romanzo sul potere nascosto, sull’inganno, sull’angoscia della solitudine dell’individuo schiacciato negli ingranaggi del totalitarismo. Il protagonista, costretto a restare in questa città di confine, viene avvelenato giorno dopo giorno dalla certezza di essere spiato, dalla paura di essere eliminato, di sparire come spariscono in tanti, in questa fredda Batum sul Mar Nero. La morte, l’amore, il tradimento sono i principali ingredienti di questo libro dalle atmosfere noir, dove è assente l’intenzione di un giudizio politico, ma la politica è cartina di tornasole per tutte quelle paure inconfessabili che albergano negli animi umani.

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Biografia

Simenon Georges
Simenon Georges

Romanziere francese di origine belga. La sua vastissima produzione (circa 500 romanzi) occupa un... leggi tutto