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Le Le figlie perdute della Cina

Le Le figlie perdute della Cina - Xinran - wuz.it

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"Hai mai sistemato una bambina?" chiede insistente una contadina del villaggio alla giornalista Xinran, durante un'intervista. La giovane sposa di campagna sa bene che è suo dovere dare alla luce un maschio, ed è convinta che ogni donna, come lei, quando mette al mondo una femmina sappia altrettanto bene cosa fare: deve trovare il modo di "sistemare" la bambina, di sbarazzarsi di lei. Deve, suo malgrado, abbandonarla. L'abbandono delle bambine appena nate era, ed è tuttora, una pratica tristemente diffusa in Cina, e non solo nelle zone rurali, ma anche nel resto del paese, complici le ristrettezze economiche e una legge sulla pianificazione delle nascite che per anni ha imposto a ogni famiglia un figlio solo. Alle bambine più fortunate il destino ha riservato l'amorevole accoglienza di una famiglia adottiva in un paese occidentale. Per molte altre nascere femmina ha significato essere brutalmente uccise appena venute al mondo. Grazie a un lavoro di ricerca e di inchiesta durato anni, Xinran dà finalmente voce al silenzioso dolore delle donne cinesi che hanno abbandonato le proprie neonate sulla strada di una città, fuori da un ospedale o da un orfanotrofio o sulla banchina di una stazione, offrendoci uno spaccato della Cina odierna per molti aspetti inedito, e al tempo stesso narrandoci una storia fatta di drammi e di speranze ritrovate, una storia capace di lasciare il segno.

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Il parere della redazione di Wuz

  • Centoventimila orfani cinesi adottati all’estero alla fine del 2007, quasi tutte bambine. Non si hanno dati per le neonate soppresse alla nascita: è come se non si fossero mai affacciate su questo mondo. E non è neppure esatto parlare di ‘orfani’, perché la parola presuppone che i genitori siano deceduti. Le bambine adottate sono le bambine fortunate che sono state abbandonate davanti alla porta di un orfanotrofio, o di un ospedale dove sono state soccorse e salvate. A volte sono state lasciate nei gabinetti pubblici, o vicino a raccoglitori di immondizie, e allora è stato veramente per una qualche forza vitale nei loro corpicini se sono riuscite a sopravvivere.Partendo da questi dati sconvolgenti la giornalista e scrittrice Xinran ha svolto delle ricerche, ha ascoltato confidenze e confessioni, cercando di capire e di spiegare nel suo libro Le figlie perdute della Cina il perché di questo femminicidio che dura tutt’ora, nel secolo XXI, quando è diffusa la convinzione di vivere in un mondo civilizzato. Come se il vertiginoso progresso tecnologico potesse di per sé sconfiggere la barbarie. Continua a leggere

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Biografia

Xinran
Xinran

Xuē Xīnrán è giornalista e scrittrice; dal 1997 vive a Londra. Ha pubblicato... leggi tutto