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La La dismissione

La La dismissione - Rea Ermanno - wuz.it

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"La dismissione" è opera che ha guadagnato nel tempo una bruciante attualità. Vi si leggono le sorti dell'Ilva di Bagnoli e della Napoli operaia attraverso la vicenda di Vincenzo Buonocore, entrato all'Ilva come semplice manovale e diventato, con gli anni, tecnico specializzato alla guida delle Colate continue. A lui viene affidato l'incarico di smontare il suo reparto, venduto ai cinesi. Al colpo durissimo reagisce in maniera imprevedibile. In preda a uno stato di esaltazione nevrotica, decide di eseguire il compito assegnatogli con una precisione e un rigore "assoluti". Questa dismissione, dice a se stesso, dovrà avvenire "bullone per bullone", dovrà essere il mio "capolavoro", la prova tangibile del mio genio operaio. La meravigliosa dedizione di Buonocore non cancella il lavoro negato né tantomeno la sconfitta, che è la sua ma anche quella di tutta Napoli e del Paese nel suo insieme. Il romanzo si chiude con un corteo funebre, tanto straziante quanto simbolico, e con il presagio di futuri disastri: dal dilagare della disoccupazione all'imperio di una camorra destinata a non avere più freni. A Napoli si è aggiunta Taranto, ma il quesito rimane lo stesso: perché tanta cieca improvvisazione? La risposta di Buonocore - di tutti i Buonocore d'Italia, vecchi e nuovi - non muta: perché abbiamo un capitalismo straccione e una classe dirigente inetta e famelica.

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2 recensioni
Nella libreria di 3 lettori

Il voto della community

7,5
  • Trama 7,5
  • Personaggi 8,0
  • Stile 8,0
  • Incipit 7,0
  • Finale 7,0
  • Copertina 7,5

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Commenti

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  • angebet il 28 mag 2017 15:42 Segnala abuso

    Ingredienti: una fabbrica-simbolo della vitalità di una città, una malattia-riassetto causata dai soliti sprechi all’italiana, una morte-vendita affrontata con responsabilità e devozione, un...

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    Ingredienti: una fabbrica-simbolo della vitalità di una città, una malattia-riassetto causata dai soliti sprechi all’italiana, una morte-vendita affrontata con responsabilità e devozione, un funerale-dismissione che lascia un vuoto nel cuore e nello spazio. Consigliato: a chi segue il proprio senso del dovere in ogni azione pubblica e privata, a chi subisce senza infangarsi le malefatte di politici e imprenditori.

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  • Gianluca il 31 ott 2014 11:53 Segnala abuso

    Il libro, con uno stile simile a quello del reportage, descrive in maniera minuziosa gli ultimi mesi di vita dell'acciaieria di Bagnoli, Napoli. Siamo a metà anni 90, la fabbrica che aveva segnato...

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    Il libro, con uno stile simile a quello del reportage, descrive in maniera minuziosa gli ultimi mesi di vita dell'acciaieria di Bagnoli, Napoli. Siamo a metà anni 90, la fabbrica che aveva segnato la vita di generazioni di Napoletani, è destinata ad una lenta agonia. L'operaio specializzato, Vincenzo Buonocore, ci racconta dall'interno lo smontaggio - la dismissione, appunto - di un ampio settore dell'azienda (le colate continue) di cui lui stesso si erge ad assoluto protagonista. Fanno da contorno i dubbi esistenziali del protagonista e di un'intera classe sociale (gli operai dell'azienda) e si fotografa in maniera nitida quella globalizzazione, la fabbrica smontata andrà praticamente ricostruita identica in Cina, che caratterizzerà il primo decennio del nuovo secolo. Ma Vincenzo Buonocore non è solo un operaio, ma anche un uomo e le vicende della fabbrica si riflettono sulla sua vita privata, sul suo matrimonio e sulle sue relazioni. Da leggere.

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Biografia

Rea Ermanno
Rea Ermanno

Ermanno Rea, nato a Napoli il 28 luglio 1927, ha lavorato come giornalista per numerosi... leggi tutto