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Il Il demone della prosperità

Il Il demone della prosperità - Chan Koonchung - wuz.it

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Pechino, anno 2013. L'enigma al quale si trova di fronte il giornalista e scrittore Vecchio Chen è quantomeno insolito. Un mese intero della recente storia cinese sembra misteriosamente "scomparso", non soltanto dai resoconti ufficiali e dagli archivi dei media nazionali, ma anche dalla memoria della gente. Un mese fantasma di cui, per qualche strano motivo, solo due persone molto vicine al protagonista sembrano avere un ricordo vivido e doloroso: l'annuncio di una disastrosa crisi economica planetaria e le sue conseguenze: repressione, razionamenti di cibo e leggi marziali. Che cosa è successo di così terribile da non poter essere ricordato? Come si spiega questa amnesia collettiva in una Cina dalle atmosfere rarefatte, un paradiso dove regnano ricchezza e stabilità e tutti sono felici? I conti non tornano a Vecchio Chen e ai quattro amici che si uniscono alla sua ricerca; un'indagine azzardata in cui metteranno a rischio ogni cosa, spingendosi a compiere la più avventata delle mosse possibili: il rapimento di un membro del Politburo del Partito... Un feroce romanzo fantapolitico dai tratti inequivocabilmente orwelliani, che descrive le nostre paure più nascoste.

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  • ClaConsoli il 24 set 2013 17:20 Segnala abuso

    Siamo a Pechino nell'anno 2013. Gli uomini e le donne cinesi vivono con soddisfazione la loro "Era della prosperità", iniziata due anni prima. Mentre l'economia dei paesi occidentali tracolla e gli...

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    Siamo a Pechino nell'anno 2013. Gli uomini e le donne cinesi vivono con soddisfazione la loro "Era della prosperità", iniziata due anni prima. Mentre l'economia dei paesi occidentali tracolla e gli equilibri planetari si modificano, la Cina si gode l'età dell'abbondanza. Tutti sono straordinariamente felici e lasciano che il Partito controlli la popolazione e presieda alla sua crescita economica e al suo benessere psicologico. In pochi anni in molti hanno dimenticato le ristrettezze, la crisi precedente. Sembra inoltre che tutti abbiano rimosso un mese, per l'esattezza un periodo di ventotto giorni intercorso tra il momento in cui l'economia mondiale è entrata in crisi e quello in cui il Partito ha annunciato che l'Età dell'Oro dell'Ascesa Cinese era ufficialmente iniziata. Un mese di razionamenti, violente repressioni, imbavagliamenti, esecuzioni. Ma non tutti hanno perso la memoria. Tra romanzo distopico e fantapolitico, Il demone della prosperità costruisce sulla metafora della perdita della memoria un discorso illuminante sulla Cina di ieri e di oggi, rivelando cosa si cela dietro l'inarrestabile crescita economica cinese, non solo in termini di dati di mercato ma soprattutto in termini di costi umani e controllo delle idee. Il romanzo si gode dunque per la sua felice struttura narrativa ma anche perchè suscita curiosità e desiderio di approfondimento e conoscenza di dinamiche così lontane e oscure per noi occidentali. Il significato del romanzo sta nella domanda che ricorre: "Tra un inferno vero e un paradiso falso, tu cosa sceglieresti?". Un interrogativo che ci ricorda che un popolo che perde la capacità di interrogarsi sul proprio passato e che vive solo all'interno delle mura di certezza costruite dai partiti unici, è destinato a smarrire il senso della propria storia e a perdere l'identità. Come i cinesi di cui parla Chan Koonchung che preferiscono non porsi domande sugli eventi del 1989, nell'illusione di una felicità che ha il sapore dell'oppressione.

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Il parere della redazione di Wuz

  • Perché mai i cinesi sono tutti così felici? E dove è scomparso un mese - ventotto giorni, per essere precisi - del 2011?Com’è che nessuno se ne ricorda nulla? Sono queste le due domande che martellano la nostra mente leggendo il romanzo Il demone della prosperità di Chan Koonchung. E sono entrambe in qualche modo connesse con un terzo quesito più squisitamente esistenziale: che cosa sceglieremmo, o che cosa scelgono i più, tra un inferno autentico e un paradiso artificiale? Continua a leggere

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Biografia

Chan Koonchung
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