Ricerca avanzata

L' L' arte della gioia

L' L' arte della gioia - Sapienza Goliarda - wuz.it

di

"L'arte della gioia" è un libro postumo: giaceva da vent'anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato da molti editori, venne stampato in pochi esemplari da Stampa Alternativa nel 1998. Ma soltanto quando uscì in Francia ricevette il giusto riconoscimento. Nel romanzo tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana in cui si fondono carnalità e intelletto. Modesta nasce in una casa povera ma fin dall'inizio è consapevole di essere destinata a una vita che va oltre i confini del suo villaggio. Ancora ragazzina è mandata in un convento e successivamente in una casa di nobili dove, grazie al suo talento e alla sua intelligenza, riesce a convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. Tutto ciò senza smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale: Modesta è una donna capace di scombinare ogni regola del gioco pur di godere del vero piacere, sfidando la cultura patriarcale, fascista, mafiosa e oppressiva in cui vive. "L'arte della gioia" è l'opera scandalo di una scrittrice. È un'autobiografia immaginaria. È un romanzo d'avventura. È un romanzo di formazione. Ed è anche un romanzo erotico, e politico, e psicologico. Insomma, è un romanzo indefinibile, che conquista e sconvolge.

Dettagli sul libro
Nella libreria di 10 lettori

Il voto della community

8,5
  • Trama 8,5
  • Personaggi 9,0
  • Stile 8,5
  • Incipit 8,0
  • Finale 8,5
  • Copertina 8,0

BOOKeca

mostra altri

Commenti

Non sono presenti commenti per quest'opera. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Non sono presenti recensioni per quest'opera. Vuoi essere tu il primo a scriverne una?
Sei capace di riscrivere questo libro in 451 caratteri? Prova! Non sono presenti nanoscritti per quest'opera. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?

Il parere della redazione di Wuz

  • È sufficiente leggere le prime pagine de L’arte della gioia per renderci conto che il libro che abbiamo iniziato è qualcosa di speciale. Che la bambina che sta parlando - e che ascolteremo parlare per 500 pagine, lungo l’arco della sua vita - ha una personalità che si impone, che farà di lei un’eroina da romanzo di quelle che non si dimenticano, allineandosi accanto ad altre figure di donne che sono diventate dei miti dell’immaginario. Nonostante si chiami Modesta. Il cognome? Chi lo sa? Non certo lei che, quando qualcuno glielo chiede da adulta, risponde che ha visto suo padre una volta sola e non ha fatto a tempo a domandarglielo. Non dice, ma noi lo sappiamo dalle prime pagine, che la volta che ha incontrato suo padre, lui l’ha violentata. Aveva quattro o cinque anni. Dopo di quello, dopo l’incendio della casa e la morte della madre e della sorellina mongoloide, c’erano stati gli anni del convento. Ne era uscita per entrare nella casa e nella famiglia che sarebbe diventata la sua, prendendo il cognome dei Brandiforti. È una forza della natura, Modesta. Non si ferma davanti a nulla per ottenere quello che vuole, ovvero agi e ricchezza e sicurezza di vita. Dando qualche spinta alla sorte, magari anche accelerando la morte di qualcuno. Accettando, come fosse una martire, di sposare il principe che da sempre è stato relegato in stanze chiuse perché nato con la sindrome di Down. Anche sua sorella era così, lei non si impressiona di certo, vale la pena per diventare principessa. E un figlio, l’erede, lo può fare con qualcuno di aitante che le insegna l’amore. Perché Modesta vuole tutto, raccoglie a piene mani. Vuole l’amore e non fa differenza tra uomo o donna. Sarà sempre aperta ad ogni esperienza. Senza gelosia, incapace di comprendere l’ansia possessiva. Amori più o meno incestuosi. Da un certo punto del romanzo in poi c’è come un turbinio d’amore, e non solo intorno a Modesta, ma anche intorno a chi le sta vicino: la cognata, la balia, e i figli e i nipoti. Ma sarebbe errato pensare che L’arte della gioia si limiti ad essere un inno alla gioia dell’esistenza che trabocca di eros. Abbiamo detto che Modesta vuole tutto, e vuole anche idee, vuole sapere. L’irruenza del cuore di Modesta è pari a quella della sua mente: Modesta, che è nata insieme al secolo, il primo di gennaio del 1900, è una donna in anticipo sui suoi tempi. Una donna che non accetta che vi siano diversità tra i due sessi - non c’è niente che gli uomini possano fare e lei no. Amare, ma anche studiare (in un’epoca in cui non solo era considerato inutile, ma addirittura nocivo per una donna), cavalcare e andare in moto, sparare e nuotare, fumare la pipa e tagliarsi i capelli. Modesta passa ore sui libri, sacrifica ore di sonno. Romanzi e poesia, ma anche saggi. Calcolando gli anni sull’età di Modesta, e dal punto di vista decentrato della Sicilia, assistiamo alle vicende del ‘900: un poco sfuocata, vissuta attraverso i Brandiforti, la prima guerra mondiale, e poi il socialismo, l’attrattiva del primo fascismo spenta dalle azioni degli squadristi, ancora la guerra, l’arresto e il confino per Modesta. E lei, la principessa che per nascita sarebbe dovuta essere nessuno, passa a testa alta attraverso tutto. Ancora affascinante a sessant’anni, quando è già nonna da un pezzo. Ancora al centro della famiglia allargata. Ancora pronta a dare e a cogliere - anche un nuovo amore da assaporare con l’età. Goliarda Sapienza (nome dal fascino vecchio quanto quello della sua eroina) è morta prima di riuscire a vedere pubblicato il romanzo che le richiese dieci anni per la stesura. In Francia (dove il libro è stato pubblicato prima che in Italia) si è parlato di Modesta come della ‘Gattoparda’. C’è veramente qualcosa dell’atmosfera del romanzo di Lampedusa ne L’arte della gioia, anche se il livello di questo non è sempre uguale. L’inizio è travolgente, il fascino del personaggio non si smorza mai: ci conquista come pochi altri. La naturalezza con cui Goliarda Sapienza riesce a passare dalla prima alla terza persona narrativa rende inavvertito il cambiamento, e tuttavia ogni tanto ci stanchiamo del continuo dialogare, talvolta lo sforzo di comunicare tutto suona eccessivo e un poco didattico. Senza per questo sminuire il romanzo, che resta un grande romanzo con un grandioso personaggio. Continua a leggere

Già iscritto?
Iscriviti


Lettori che hanno questo libro(10)

Tutti i lettori

Biografia

Sapienza Goliarda
Sapienza Goliarda

Goliarda Sapienza nacque a Catania da famiglia socialista rivoluzionaria. A partire dai sedici... leggi tutto