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L' L' apocalisse è un lieto fine. Storie della mia vita e del nostro futuro - Olmi Ermanno - wuz.it

L' L' apocalisse è un lieto fine. Storie della mia vita e del nostro futuro di

"Ho bisogno della bellezza, così come amo ogni anelito dell'uomo per compararsi a essa. Rinuncerei a qualsiasi merito artistico pur di riuscire a fare della mia vita un'opera d'arte." È il principio che guida Ermanno Olmi in questa esplorazione di una vita, delle sue poche certezze e dei suoi molti incontri. Cresciuto nel pieno della disfatta fascista e testimone critico della rinascita nazionale, Olmi è stato giovanissimo fornaio, impiegato ragazzino, regista precoce. Ha vissuto direttamente l'abbandono delle campagne e l'esplosione della società dei consumi e per questo, divenuto protagonista della stagione d'oro del cinema italiano, ha scelto di rappresentare non i lustrini del Boom, ma la cecità di uno sviluppo che ha strappato il nostro Paese alle sue radici contadine. Proprio questa ferita è il cuore filosofico della sua illuminante autobiografia. L'"Apocalisse è un lieto fine" non è infatti solo il racconto di una vita densa e affascinante, degli incontri e dei successi che l'hanno segnata. È soprattutto la profonda, urgente riflessione con cui l'artista che ha saputo cogliere gli ultimi echi della civiltà rurale ci mette in guardia davanti al declino di un'altra epoca umana: la nostra. Abbiamo dimenticato cosa vuol dire "far bene" e coltivato a dismisura l'etica del male minore. Produttività, arricchimento e potere continueranno a rinchiuderci nelle loro gabbie fino a quando non saremo pronti a imparare l'eterna lezione della terra.

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Il parere della redazione di Wuz

  • Il ragazzo della Bovisa è cresciuto. O forse no: forse Ermanno Olmi è rimasto quel bambino che giocava all’ombra dei gasometri nei quartieri più popolari di Milano e in quel microcosmo trovava le chiavi per conoscere il mondo intero. È rimasto quel narratore che ha affinato il suo sguardo sugli uomini riuscendo a raccontarli tanto bene nonostante – com’è lui stesso a confessare – se dovesse rinascere si dedicherebbe piuttosto a studiare le piante e gli animali, le stagioni e i colori, perché gli uomini “rimarranno sempre un enigma”.Olmi ha sfornato nel corso di una lunga vita di cineasta tanti, bellissimi film. Ma nel suo caso l’allegoria dello “sfornare” non è peregrina: perché i film di Olmi hanno spesso avuto il profumo del pane croccante; carichi com’erano di sapori rustici e semplici; elegie di una civiltà contadina colta nel momento della sua definitiva abdicazione al mondo che sarebbe stato. Ma attenzione: in Olmi non c’è livore, né astio per una modernità che spesso è solo sedicente tale. I suoi primi film, documentari commissionati dalla Edison sulle dighe e la vita dei guardiani, spiegano molto bene ancora oggi, a più di cinquant’anni dalla loro realizzazione, come il progresso possa – almeno in potenza – riscattare l’uomo dalla povertà. Questa consapevolezza si accompagna sempre, nella riflessione di Olmi, a quella sua gemella: che ogni progresso ha un costo, e bisogna saperlo intepretare per non lasciare che a prendere il sopravvento siano gli effetti collaterali del benessere, primo fra tutti un “allentamento della tensione morale”. Qui si passa dall’imprinting “olfattivo”  lasciato in eredità ad Ermanno dal padre operaio, morto quand’egli era ancora un ragazzino, alla scoperta folgorante del cinema, e l’intuizione che quello strumento in technicolor poteva rappresentare ben più che un semplice passatempo da dopolavoro. Continua a leggere

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Biografia

Olmi Ermanno
Olmi Ermanno

Ermanno Olmi è stato uno dei più grandi registi del cinema italiano. Ha diretto,... leggi tutto