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È andata così

È andata così - Shalev Meir - wuz.it

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"È andata così", dice il titolo dell'ultimo romanzo di Meir Shalev, narratore israeliano dalla straordinaria vena poetica e ironica al tempo stesso. Se le sue storie sono sempre un po' sospese fra verità e fantasia, fra passato reale e libertà dell'immaginazione, questa volta non c'è equivoco di sorta. Shalev ci racconta qui la storia della sua famiglia, che è stata, negli anni venti del secolo scorso, fra i fondatori di Nahalal, un villaggio agricolo nel Nord d'Israele. Quasi il simbolo stesso del ritorno del popolo ebraico alla terra, intesa come ideale di riscatto storico ma anche come suolo, da coltivare con le mani e con il cuore. Shalev è infatti uno scrittore profondamente "campestre": anche nei suoi romanzi più cittadini si sente il profumo della terra. Qui il personaggio centrale è la nonna che, pur vivendo in campagna, è maniaca della pulizia. La sua ossessione, affrontata con affetto ed egual misura di sarcasmo, innesca i ricordi. Shalev torna a Nahalal, rievoca l'amore dei suoi genitori, le gioie e i dolori della sua famiglia. Lo fa con il consueto e straordinario garbo letterario, creando situazioni sempre in bilico fra il verosimile e l'impossibile. Che però qui ci dice essere tutto frutto della realtà, della vita vissuta.

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Il parere della redazione di Wuz

  • Dopo averci incantato nei romanzi precedenti con la sua straordinaria capacità affabulatoria, dopo aver intessuto trame che ci facevano pensare ad un albero con un grosso tronco - la storia principale - da cui si dipartiva un’infinità di rami - la miriade di storie secondarie -, lo scrittore israeliano Meir Shalev ci racconta la storia di un aspirapolvere.È andata cosìin Scusate. Ci racconta la storia della nonna materna, nonna Tonia, e del suo aspirapolvere arrivato dall’America. Il numero delle divagazioni è minore che negli altri libri ma il metodo - di proseguire attraverso aneddoti e buffe vicende familiari - è pur sempre lo stesso, perché poi è impossibile parlare di una nonna senza parlare anche di un nonno, di figli e nipoti e conoscenti.Il primo flash su nonna Tonia lo troviamo quasi subito, dopo che lo scrittore ci ha raccontato di come sia stato costretto ad andare ad un incontro importante con le unghie dei piedi laccate di rosso: le sue nipotine si erano rifiutate di togliergli lo smalto e la reazione di chi aveva osservato quelle unghie fiammeggianti nei sandali era stata: “Che cosa pretendete da lui? Ha preso da Tonia. Era matta come lui. Sono fatti così, in quella famiglia.” Nonna Tonia era diversa, strana, imprevedibile, un “tipo”, non facile da trattare, caparbia, non sempre simpatica. Eppure, come dirà la figlia durante la cerimonia funebre, era la fonte di energia per tutta la famiglia, era “il distillato di tutti noi, nel bene e nel male: un’essenza mai diluita nell’acqua della resa e del compromesso”. Per tratteggiare il carattere della nonna, Meir Shalev gioca su due elementi della sua personalità: il linguaggio e la sua mania della pulizia.Nonna Tonia usava delle espressioni fiorite di una tale efficacia che si imprimevano nella mente dei famigliari, fino a diventar parte di un linguaggio comune a figli, generi, nuore e nipoti, un vero e proprio lessico famigliare che è l’uso di parole e modi di dire in cui ci si riconosce come appartenenti ad un gruppo. “È andata così” era l’inizio di un racconto, alternato con “quando ero ragazza”, “graffisgnare” era fare dei graffi su una parete, “come sei zù” era il benvenuto al nipotino in visita da Gerusalemme, seguito immediatamente da qualche leccornia per tirarlo su, il “zaciglio” era il letto, “non mi erediterete da viva” alludeva al fatto che si doveva aspettare prima di impossessarsi di qualunque cosa appartenesse a lei. A proposito del “zaciglio”: era una nonna di larghe vedute, nonna Tonia. Il giovane Meir poteva essere sicuro che la nonna avrebbe preparato un “zaciglio” per lui e la sua ragazza di turno, quando lui andava in visita. Senza fare domande, solo una raccomandazione che ci dice tanto su di lei: che Meir portasse ogni volta una ragazza diversa, perché le ragazze vanno cambiate “come le calze”. Continua a leggere

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Biografia

Shalev Meir
Shalev Meir

Meir Shalev è uno dei maggiori esponenti della letteratura israeliana contemporanea. Uno... leggi tutto