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«L'acqua sorgiva mi restò negli occhi». Passaggi/paesaggi fluidi tra arti visive - - wuz.it

«L'acqua sorgiva mi restò negli occhi». Passaggi/paesaggi fluidi tra arti visive

"In questo terzo millennio dei flussi telematici, e di persone e merci che scorrono senza posa - in cerca di una migliore qualità della vita, che non sia solo un benessere più ampio ma soprattutto condiviso - l'arte deve proporre una riflessione estetica, e non estetizzante, sull'abitare dell'uomo sulla terra, per contrastare i processi di de-territorializzazione che ci lasciano senza storia e geografia, in perfetta crisi d'identità. Un'esposizione internazionale dentro un mondo ormai globalizzato deve esaltare pluralità e differenze, rifuggendo da facili omologazioni per individuare problemi: perché se non riconosci il problema non riesci a trovare soluzioni. L'acqua, come fabbisogno alimentare ed energetico del domani, è un problema e una risorsa che è necessario riconoscere oggi. L'acqua, come potenza fecondatrice, ma anche come calamità sui territori, deve tornare a essere il centro di una riflessione sull'abitare, affinché tanto le metropoli quanto i paesaggi del terzo millennio sappiano convivere con i flussi della natura." (dall'introduzione di Giuseppe Arcidiacono)

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