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Accabadora

Accabadora - Murgia Michela - wuz.it

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Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come "l'ultima". Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. "Tutt'a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili'e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia". Eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre.

Dettagli sul libro
4 recensioni
Nella libreria di 49 lettori

Il voto della community

8,3
  • Trama 8,3
  • Personaggi 8,5
  • Stile 8,2
  • Incipit 8,5
  • Finale 8,2
  • Copertina 8,2

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Commenti

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  • Sally68 il 10 lug 2017 22:51 Segnala abuso

    Premio Campiello 2010 Premio per me meritato.. Finito 10 minuti fa e credo che sia un libro che bisogna commentare a caldo. Libro che bisogna leggere con calma, lentamente per poterlo assaporare a...

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    Premio Campiello 2010 Premio per me meritato.. Finito 10 minuti fa e credo che sia un libro che bisogna commentare a caldo. Libro che bisogna leggere con calma, lentamente per poterlo assaporare a pieno.. Uno spaccato di Sardegna, una paesino contadino, con i suoi pregi e i suoi difetti, dove le tradizioni sono ancora ben radicate, dove certe cose si sa che devono essere fatte, dove basta un niente per essere giudicati, dove il lutto si porta per una vita.. Accabadora=quella che finisce.....riferito all'ultimo passo della nostra vita...(ultima madre) In diversi passi mi sono sentita coinvolta, per esperienze mie personali anche se non condivido questo antico "mestiere.... Ma come dice il libro: "Non dire mai: di quell'acqua io non ne bevo. Potresti trovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata". Maria, la protagonista è una "fillus de anima" una bambina generata due volte, prima dalla povertà di una donna e poi dalla sterilità di un'altra.. Figlia sballottata, non voluta, sempre l'ultima, tradita, e quasi mai amata...ma per me, una persona deliziosa e sensibile.. Libro di una delicatezza unica.... https://youtu.be/pRLVcSreJsU

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  • flenny il 05 mag 2017 13:22 Segnala abuso

    Molto bello, letto in un pomeriggio. La Murgia ha affrontato un tema spinoso raccontando di un tempo lontano, che sembra più magico che reale, in cui la comunità, unita da patti taciti ma...

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    Molto bello, letto in un pomeriggio. La Murgia ha affrontato un tema spinoso raccontando di un tempo lontano, che sembra più magico che reale, in cui la comunità, unita da patti taciti ma condivisi, sapeva dare una fine a chi la cercava. Perché oggi non riusciamo a essere altrettanto amorevoli e pietosi?

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  • Cirodeniro il 17 dic 2013 18:24 Segnala abuso

    L’accabadora ti dispensa una morte giusta. Lei, che di mestiere fa la sarta, se vuoi, ti confeziona l’ultimo vestito. E te lo consegna con un sussurro, nel buio sacro della notte. È temuta,...

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    L’accabadora ti dispensa una morte giusta. Lei, che di mestiere fa la sarta, se vuoi, ti confeziona l’ultimo vestito. E te lo consegna con un sussurro, nel buio sacro della notte. È temuta, rispettata, riverita. La sua è una vita di altruismo e solitudine, di dubbio e rimorsi. L’accabadora è necessaria. E solo un cuore troppo giovane può non capire il mistero. Così Maria, la devota 'fill’e anima', fugge da lei. Ma la sua esperienza torinese (forse la parte debole del romanzo, ma opportuna al distacco) avrà vita breve, e lei ritornerà. - Cosa farai adesso? - Quello che so fare: la sarta - Resti qui, vuoi dire… - me ne sono mai andata, Andrì?

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  • fioconi il 06 nov 2013 21:33 Segnala abuso

    Mi ha affascinato fin dalle prime pagine e il finale non mi ha deluso. Sono contenta di averlo letto.

    Mi ha affascinato fin dalle prime pagine e il finale non mi ha deluso. Sono contenta di averlo letto.

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Il parere della redazione di Wuz

  • Un romanzo femminile, molto femminile. E non mi dite che non esiste la narrativa femminile. C'è, eccome, ed è bellissima anche e proprio perché racconta la vita dal punto di vista di una donna. E non mi dite che non esiste differenza tra l'esistenza guardata dal punto di vista maschile o femminile...Non a caso Michela Murgia, donna impegnata e intelligente, ha dedicato la sua vittoria al Premio Campiello alla giovane iraniana Sakineh che in questo momento rischia di essere lapidata a morte per infedeltà.Non a caso ha aperto una polmenica contro l'atteggiamento maschilista di Bruno Vespa durante la premiazione e i suoi commenti sulla bellezza fisica di Silvia Avallone, vincitrice del Campiello Opera Prima. Continua a leggere

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Biografia

Murgia Michela
Murgia Michela

Scrittrice, intellettuale e conduttrice radiofonica (Radio Capital) sarda. Nel 2006 ha pubblicato... leggi tutto

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