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Zona disagio

Zona disagio - Franzen Jonathan - wuz.it

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A quarant'anni, poco dopo la morte della madre, Jonathan Franzen ritorna a Webster Groves, il sobborgo di St Louis dov'è cresciuto. I due fratelli maggiori l'hanno incaricato di cercare un agente immobiliare per vendere la casa di famiglia. Appena entra nelle stanze in cui ha trascorso infanzia e adolescenza, Franzen si sente un "conquistatore che bruciava le chiese e fracassava le icone del nemico". E il nemico è la famiglia. Ma questo è solo il primo impatto, perché il suo atteggiamento rivela subito un'intenzione più profonda. Se decide di entrare nella "zona disagio" che è il proprio passato, Franzen lo fa per prolungare il gesto del padre, che ogni sera muoveva il termostato del riscaldamento di casa verso la "zona benessere". In lui l'ironia è sempre accompagnata da un movimento contrario di indulgenza e innesco emotivo. Sei sono le tessere che compongono il puzzle di questa autobiografia: la vendita della casa di famiglia; i "Peanuts" di Charles Schulz, e in particolare Snoopy, come chiave tragicomica della contestazione degli anni Settanta; un gruppo d'ispirazione cristiana, la Comunità, specchio dell'anomalia suburbana di Webster Groves; gli scherzi adolescenziali ai danni delle strutture scolastiche; l'innamoramento per la lingua tedesca, segno di una vocazione letteraria che inizia a esigere i suoi spazi; la passione per il bird watching. E intrecciata a questi momenti, naturalmente, una tormentata educazione sentimentale.

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  • Cirodeniro il 09 dic 2013 13:23 Segnala abuso

    "È più facile godere dell'adolescenza se non si ha la coscienza di sé, ma purtroppo la coscienza di sé è un sintomo imprescindibile dell'adolescenza". La descrizione delle difficoltà nella gestione...

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    "È più facile godere dell'adolescenza se non si ha la coscienza di sé, ma purtroppo la coscienza di sé è un sintomo imprescindibile dell'adolescenza". La descrizione delle difficoltà nella gestione di un’esuberante giovinezza, in perenne conflitto con le paure e le inadeguatezze adolescenziali, rende perfettamente la sensazione di disagio in cui ha vissuto il piccolo Franzen. Ma devo dire che questo memoir, composto da più ritratti autobiografici in parte già pubblicati su alcune riviste, ha deluso le mie aspettative. Nel complesso ritengo che il valore letterario di quest’autobiografia sia ben lontano da quanto espresso dall’autore nel precedente romanzo ‘Le Correzioni’ e nel successivo ‘Libertà’. Rimane un’opera ben scritta, ma la inquadrerei nella media americana delle scuole di scrittura dell'ultima produzione: quella sorta di catena di montaggio delle idee narrative che sembra costituire un processo di "normalizzazione" della scrittura.

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Franzen Jonathan
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Jonathan Franzen è uno scrittore statunitense. Pubblica regolarmente racconti e saggi su... leggi tutto

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