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Ventuno vicende vagamente vergognose. Tautogrammi

Ventuno vicende vagamente vergognose. Tautogrammi - Lazzarin Walter - wuz.it

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Socrate e Aristotele non sono i soli ad avere avuto qualche problemino a letto. Anzi, sono in ottima, zozzissima, compagnia: ci sono Cleopatra, Hermione, Bukowski, Einstein. Certo, non si aspettavano che qualcuno potesse spiattellare al mondo i fattacci loro, e tantomeno che lo facesse con un tautogramma. Ventuno storie, raccontate dallo scrittore per strada Walter Lazzarin, una per ogni lettera dell'alfabeto. Una liberatoria dichiarazione d'amore all'Amore e alle sue défaillances.

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5,8
  • Trama 7,0
  • Personaggi 6,0
  • Stile 8,0
  • Incipit 7,0
  • Finale 7,0
  • Copertina 0,0

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  • librisenzaglo il 15 lug 2019 09:49 Segnala abuso

    Ventuno lettere dell’alfabeto. Ventuno racconti “vagamente vergognosi” (e in alcuni casi bocaccieschi, nel miglior senso del termine). Una lettera per ciascun racconto, dalla A(a) alla Z(z). Doppia...

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    Ventuno lettere dell’alfabeto. Ventuno racconti “vagamente vergognosi” (e in alcuni casi bocaccieschi, nel miglior senso del termine). Una lettera per ciascun racconto, dalla A(a) alla Z(z). Doppia lettera perché ciascun racconto è un tautogramma: interamente costruito “con componenti che cominciano, categoricamente, con caratteri coincidenti” per dirla con il tautogramma in quarta di copertina riportato ovviamente (anche) nella postilla al racconto della lettera C(c). Ciascun “brevissimo” racconto è seguito da una tabella con postilla dell’autore (appunto) sulla genesi degli specifici tautogrammi e vignetta allusiva (non ce ne voglia il bravo disegnatore ma la più suggestiva è quella che chiude il racconto Nostoi). I tautogrammi posseggono delle note a piè di pagina che non sono altrettanti tautogrammi, ma comunque non perdono la sagacia dell’autore. Walter Lazzarin, lo “scrittore per strada” che gira le piazze italiane con una vecchia Olivetti Lettera 32, anche in onda il sabato su Dribbling di Rai 2 dal 2016 al 2017. Dimostra di avere ironia, autoironia, dispensa consigli agli scrittori (e agli editor) e non lesina frecciatine alla Juventus. Tutti i racconti sono costruiti con perizia e fatica, senza alcun aulicismo poetico (sarebbe stata la via più semplice) ma con un proliferare di aggettivi, avverbi, gerundi sequenziali che in un “normale” racconto moderno avrebbero stufato, qui no. Tutti i racconti parlano di coppie di personaggi noti (Ottaviano e Ottavia, Riccardo e Robin, Socrate e Santippe, ecc), e sono raccontati per coppie (di aggettivi, verbi, ecc. che solo a lungo andare ci rammentano l’assenza di articoli determinativi e indeterminativi)... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: http://librisenzagloria.com/ventuno-vicende-vagamente-vergognose-tautogrammi-di-walter-lazzarin/

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