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Uomini e topi

Uomini e topi - Steinbeck John - wuz.it

di

La storia di un'amicizia profonda tra due uomini, due braccianti stagionali in California che condividono un sogno.

«Un libro semplicemente perfetto»Nick Hornby

George Milton si occupa da sempre con ferma dolcezza di Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino. Il loro progetto, mentre vagano di ranch in ranch, è trovare un posto tutto per loro a Hill Country, dove la terra costa poco: un posto piccolo, giusto qualche acro da coltivare, e poi qualche pollo, maiali, conigli. Ma le loro speranze, come "i migliori progetti predisposti da uomini e topi" (è un verso di Burns), sono destinate a sbriciolarsi. Il ritratto di un'America soffocata dalla crisi e di un'umanità gretta e gelosa nella drammatica rappresentazione di un maestro della letteratura. Scritto nel 1937 e destinato a un pubblico di uomini semplici come George e Lennie, "Uomini e topi" è una breve storia ricca di dialoghi, un piccolo gioiello di scrittura, pensato da Steinbeck per essere messo in scena in teatro e al cinema: e così è successo, sul grande schermo e a Broadway. Ma «Uomini e topi» resta prima di tutto un romanzo indimenticabile. Questa edizione propone nella nuova traduzione di Michele Mari un racconto di impegno, solitudine, speranza e perdita che resta uno dei libri più letti e più amati della letteratura mondiale. Introduzione di Luigi Sampietro.

Dettagli sul libro
2 recensioni
Nella libreria di 3 lettori

Il voto della community

7,8
  • Trama 7,5
  • Personaggi 8,0
  • Stile 8,5
  • Incipit 7,5
  • Finale 8,5
  • Copertina 6,5

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Commenti

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  • librisenzaglo il 18 giu 2022 08:21 Segnala abuso

    Premio Nobel per la letteratura 1962, John Steinbeck è uno dei massimi esponenti della letteratura americana e mondiale. "Uomini e topi" (1937) è uno dei libri più letti e più amati della...

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    Premio Nobel per la letteratura 1962, John Steinbeck è uno dei massimi esponenti della letteratura americana e mondiale. "Uomini e topi" (1937) è uno dei libri più letti e più amati della letteratura mondiale, tra i più venduti di Steinbeck insieme a "Furore" (1940), il suo capolavoro, entrambi da noi pubblicati presso Bompiani a cura di Luigi Sampietro. Per tanto tempo "Uomini e topi" è stato proposto da noi con la traduzione (ancora attuale) di Cesare Pavese. Nel 2016 è arrivata la nuova (e più fedele) traduzione di Michele Mari: questa come la precedente mantiene l'inversione, unica nel panorama letterario europeo, dei due termini che compongono il titolo (infatti dovrebbe essere "Topi e uomini"). Questa è una storia semplice con protagonisti semplici per lettori semplici, pensata per essere messa in scena (difatti è arrivato sia al cinema sia a Broadway) ma soprattutto per scavarci nell'anima. Il linguaggio si fa forte di quello slang dei braccianti, di coloro che vivono su un treno marci, che sin da quando Mark Twain lo aveva adoperato per la prima volta in letteratura, non era più un vernacolo buono solo per le caricature... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/uomini-e-topi-di-john-steinbeck/

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  • sabrinapamela il 18 mag 2017 13:31 Segnala abuso

    Un bel racconto lungo o romanzo breve, che dir si voglia. Rappresenta il mio primo incontro con John Steinbeck (non ho ancora letto Furore, anche se campeggia nella lista da parecchio tempo)....

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    Un bel racconto lungo o romanzo breve, che dir si voglia. Rappresenta il mio primo incontro con John Steinbeck (non ho ancora letto Furore, anche se campeggia nella lista da parecchio tempo). Nonostante questo romanzo sia appunto breve (o forse proprio per questo!) sono da sottolineare la perfezione e la geometria della costruzione narrativa, nonché la tridimensionalità dei personaggi principali che riescono a stagliarsi come figure a tutto tondo, nonostante il poco spazio a loro disposizione. Due le tematiche e le sensazioni prevalenti: la prima è la solitudine. Siamo in un ranch in California, anni 30-40 del 900, un mondo fatto di grandi proprietari terrieri e di una miriade di lavoratori stagionali che si spostano di fattoria in fattoria per raggranellare un misero salario in condizioni di vita difficili, per usare un eufemismo. Eppure, nonostante lavorino in gruppo, i braccianti sono soli, ognuno con il proprio sogno, con il proprio destino, che troppo spesso si allontana indefinitamente dal sogno. Tutti sono soli, tranne i due protagonisti, George e Lennie. Il primo ormai da molto tempo si occupa del secondo, un ragazzone fortissimo, in grado di schiacciare animali e uomini con la sola forza bruta della mano, ma di una bontà e di un'ingenuità disarmanti, frutto probabilmente di una forma di ritardo mentale che fa comportare Lennie alla stregua di un bambino. L'altra sensazione prevalente è quella dell'amarezza, derivata da un destino immutabile, indifferente che lascia sognare gli uomini, ma soltanto per destarli poi alla cruda realtà. Un'amarezza che pervade il racconto dovuta, oltre che ai sogni infranti, ai torti subiti. Ci sono infatti anche venature neanche tanto nascoste di denuncia sociale contro questa America che si permette di trattare uomini come schiavi. E' anche una bella storia d'amicizia tra George e Lennie, che si chiuderà con un gesto di altruismo difficile da intendere come tale, ma che, in realtà, è una prova d'affetto e d'amore. insomma, tante tematiche in poco più di 100 pagine. Magistralmente scritte.

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Steinbeck John
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John Steinbeck, autore di numerosi romanzi e racconti, è uno dei massimi esponenti della... leggi tutto