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Tre anni luce

Tre anni luce - Canobbio Andrea - wuz.it

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Certi amori sembrano distanti anni luce. Eppure a volte sono i più importanti, gli unici che contino davvero per noi: quelli che fanno nascere l'universo in cui viviamo. Cecilia e Claudio, medici nello stesso ospedale, imparano a parlarsi e a desiderarsi in un tempo cadenzato dalla ritualità dei pranzi, dall'infittirsi di conversazioni e confidenze, da un'attrazione reciproca che, per quanto intensa, non riesce a manifestarsi, come una costellazione non ancora tracciata. Ma a vederla da fuori la loro storia è visibilissima: visibili le cautele che li allontanano - sono un uomo e una donna che vengono da convivenze esaurite e tuttavia non spente, lei accesa da una tormentata maturità di madre, lui protetto da una polvere di timide certezze -, visibile l'amore che li unisce. È proprio allora che al loro tavolo siede un giorno la sorella di Cecilia, l'estroversa e generosa Silvia. In un gioco sempre più accelerato di rivelazioni e rincorse, Claudio, Cecilia e Silvia finiscono con l'abitare un triangolo singolare. E da lì in poi è come se l'amore cercasse un'altra strada, e questa strada s'aprisse il varco fra le scorie del passato, verso l'imprevedibile disegno di un nuovo universo affettivo.

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Il voto della community

4,2
  • Trama 4,0
  • Personaggi 4,0
  • Stile 4,5
  • Incipit 4,5
  • Finale 4,0
  • Copertina 4,0

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Il parere della redazione di Wuz

  • di Andrea Canobbio. Tre anni luceÈ un figlio a raccontare una singolare storia d’amore nel romanzo Un figlio che riconosce l’inesattezza della storia che ci racconta perché, quando si scrive - ed è in un tempo futuro rispetto a quello di cui si parla - “si usano le poche tracce rimaste, si cuciono scampoli di discorsi, si inventa tutto il resto; e inventando si scartano varianti perfettamente verosimili, o addirittura probabili, per convenienza narrativa, per non farsi troppo male, per nascondere dettagli inopportuni e rivelarne di inoffensivi.” Un figlio che ci narra di suo padre - la madre non è mai nominata, il lettore deve arrivare alla fine per comprenderne appieno il perché e allora il quadro si ampia e ci pare che anche l’amore acquisti un’ulteriore dimensione. E tuttavia, per ridurre l’imprecisione di un’unica voce narrante, il racconto del figlio si alterna ad altre prospettive, spostando il fuoco dell’obbiettivo su altri protagonisti, offrendoci così un diverso punto di vista di uno stesso momento vissuto in maniera differente e differentemente rielaborato.Tutto si svolge nel giro di tre anni, ma si sa com’è il tempo che può accorciarsi e allungarsi soggettivamente - tre anni che sono come tre anni luce per i protagonisti di questa storia che sono tre (numero magico?): Claudio Viberti (chiamato per lo più solo con il cognome o “l’internista timido”), Cecilia Re e sua sorella Silvia. Intorno a loro ruotano altri personaggi tra cui i più importanti sono i due figli di Cecilia, e poi ci sono l’ex moglie di Claudio, l’ex marito di Cecilia, la madre di Claudio che sta perdendo la memoria e due grandi assenti che vivono invece nella memoria dei figli - i padri di Claudio e di Cecilia, morti entrambi di tumore.Sia Claudio sia Cecilia sono medici e lavorano nello stesso ospedale di una grande città che noi indoviniamo essere Torino (bellissima ambientazione, con i suoi viali alberati, la dolcezza del lungofiume e delle colline). Si conoscono di vista finché un giorno Cecilia irrompe nella vita di Claudio chiedendogli aiuto per convincere a mangiare il piccolo Mattia ricoverato in ospedale. Claudio e Cecilia prenderanno poi l’abitudine di pranzare insieme, sempre allo stesso tavolo un po’ nascosto, sempre nello stesso bar, Claudio ordinando sempre le stesse verdure bollite. Continua a leggere

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Biografia

Canobbio Andrea
Canobbio Andrea

Laureato in Economia e commercio all'università di Torino, dopo aver lavorato presso la... leggi tutto