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The The counselor-Il procuratore

The The counselor-Il procuratore - McCarthy Cormac - wuz.it

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Quale demone spinge il procuratore a puntare tutto su un traffico di droga da venti milioni di dollari? È l'avidità a fargli rischiare ciò che ha di più caro - un rispettabile lavoro da avvocato, l'amore della donna dei suoi sogni, le leggi della coscienza? "L'avidità è decisamente sopravvalutata, suggerisce il suo socio di malaffari, Reiner - la paura invece no". E nel cartello di Juàrez, uno dei posti più pericolosi e depravati al mondo, dove la vita si perde per gioco e perderla in fretta è la sola preghiera, la paura non è mai sopravvalutata. Il primo testo di Cormac McCarthy specificamente scritto per il cinema da cui Ridley Scott ha tratto un film.

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1 recensione
Nella libreria di 3 lettori

Il voto della community

7,5
  • Trama 7,7
  • Personaggi 8,3
  • Stile 7,7
  • Incipit 7,3
  • Finale 7,3
  • Copertina 6,7

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Commenti (1)

  • giulia 27 nov 2013 14:17 Segnala abuso

    appena arrivato... fantastico!

    appena arrivato... fantastico!

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  • Cirodeniro il 29 ago 2015 15:55 Segnala abuso

    Sceneggiatura originale dalla quale Ridley Scott ha tratto l’omonima pellicola. La trama riprende un tema che piace molto a McCarthy: personaggi ambigui e privi di moralità trascinano un’equivoca...

    leggi tutto »

    Sceneggiatura originale dalla quale Ridley Scott ha tratto l’omonima pellicola. La trama riprende un tema che piace molto a McCarthy: personaggi ambigui e privi di moralità trascinano un’equivoca esistenza tra sesso, violenza, rischi e dissolutezze di ogni genere. Ricordo due episodi in particolare, poi trasposti egregiamente nel film. Il primo è quello in cui Malkina si procura un orgasmo “scopandosi” il parabrezza della Ferrari del suo amante. Il secondo è la morte di Westray causata dal bolito, l’esiziale strumento ben descritto da Reiner: ”[…] un dispositivo meccanico. Ha un piccolo motore elettrico con un ingranaggio piuttosto incredibile che riavvolge un cavo d’acciaio. A batteria. Il cavo è fatto di una lega infernale, praticamente impossibile da tagliare, e finisce con un cappio, e tu arrivi alle spalle del tizio e glielo cali sulla testa e poi tiri bene l’altra estremità del cavo e te ne vai. Non fanno neanche a tempo a vederti. Tirare il cavo attiva il motore e il nodo scorsoio inizia a stringersi e continua a stringersi fino al grado zero”. Penso che questa seconda scena espliciti al meglio il McCarthy pensiero: “Be’, potendo scegliere tra guardare qualcuno allontanarsi lungo la strada e qualcun altro che viene lentamente decapitato da un dispositivo apparentemente progettato e brevettato nell’antro dell’inferno uno sceglie il secondo. Non c’è scampo.” Nel complesso un McCarthy minore. Una lettura che non consiglierei. E, nonostante il cast stellare, non consiglierei neppure l’omologo film.

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Biografia

McCarthy Cormac
McCarthy Cormac

Scrittore americano, è cresciuto in Tennessee, dove ha frequentato l'Università,... leggi tutto