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Scene da una battaglia sotterranea

Scene da una battaglia sotterranea - Fogwill, Rodolfo - wuz.it

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Scritto in soli tre giorni durante la guerra delle Malvine, "Scene da una battaglia sotterranea" (1983) ci mostra lo scenario della guerra da una prospettiva insolita e totalmente nuova. In un linguaggio colloquiale, tinto di un'amara ironia, Fogwill ci narra la vicenda della guerra dal punto di vista di chi, privo di ogni speranza, decide di non combattere per l'esercito nazionale ma di portare avanti la propria personale battaglia per la sopravvivenza. Si tratta degli «armadilli»: una colonia di rifugiati che vive sottoterra, in condotti scavati tra fango e pietre; soldati disillusi che sopravvivono barattando con il nemico generi di prima necessità: zucchero, cherosene, pile, razioni, sigarette. Una sorta di tribù, il cui legame fondante è però la mera necessità, una materialità nuova, estrema. È un doppio dramma, dunque, quello narrato da Fogwill: la guerra delle Falkland diventa il pretesto per mostrare il crudele paradosso che sottende ogni conflitto, ogni battaglia.

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Il parere della redazione di Wuz

  • Los pichiciegos - titolo originale del romanzo di Fogwill - è un brillante esempio di scrittura di guerra: scritto "con dodici grammi di cocaina in due giorni e mezzo" nel giugno del 1982, racconta la storia di un gruppo di disertori dell'esercito argentino che, nel corso della guerra delle Malvine, si rifugia in una colonia sotterranea per scampare alla tragedia del conflitto. Il titolo scelto per l'edizione italiana non è casuale: la prima edizione uscita in Sudamerica si intitolava, infatti, Los pichiciegos. Visiones de una batalla subterránea. Definito dallo stesso Fogwill "un esperimento mentale", il libro punta a dimostrare il paradosso di quella guerra: a fronte del tentativo della dittatura militare argentina di unificare il Paese nell'avventura del conflitto contro la Gran Bretagna, Fogwill non fa che rimarcare le differenze tra le varie province del Paese, attribuendo a ogni pichi - che letteralmente significa "armadillo", ma come capiamo fin dalle prime pagine è il modo in cui si autodefiniscono gli appartenenti a questo gruppo di soldati - un particolare accento o qualche dettaglio che lo caratterizzi. Continua a leggere

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