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Quattrocento

Quattrocento - Fortes Susana - wuz.it

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Firenze, aprile 1478. Sono giorni terribili, quelli che seguono il fallimento della congiura ordita dalla famiglia Pazzi contro i Medici. Firenze è assetata di sangue, decisa a punire con la tortura o con la morte chiunque abbia partecipato alla cospirazione. Al sicuro nel suo palazzo, Lorenzo il Magnifico viene a sapere dei cadaveri gettati in Arno, delle decapitazioni, dei linciaggi. È la città intera che vendica l'assassinio di suo fratello Giuliano e che si consegna nelle sue mani, rendendolo potente come non mai. Però Lorenzo non sa che i fili di quella congiura sono stati tirati da personaggi molto più influenti della famiglia Pazzi. E ignora di essere lui stesso un burattino nelle mani della Storia... Firenze, oggi. Sono in pochi a conoscere Pierpaolo Masoni, pittore rinascimentale dallo stile e dall'animo tormentati. E Ana Sotomayor, dottoranda in Storia dell'arte, è arrivata a Firenze proprio per capire qualcosa di più su questo oscuro personaggio, che esercita su di lei un fascino singolare. Le sue appassionate ricerche si appuntano su uno dei quadri più controversi di Masoni, in restauro nei laboratori degli Uffizi, e su una serie di quaderni in cui il pittore racconta nei dettagli la propria esistenza e gli eventi che hanno segnato la storia di Firenze alla fine del XV secolo, tra cui la congiura dei Pazzi. D'un tratto, però, Ana diventa oggetto di minacce e ricatti e si ritrova a temere per la propria vita e per quella delle persone a lei care.

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2 recensioni
Nella libreria di 3 lettori

Il voto della community

3,9
  • Trama 3,5
  • Personaggi 3,0
  • Stile 3,0
  • Incipit 3,5
  • Finale 3,5
  • Copertina 7,0

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Commenti

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  • librisenzaglo il 12 ott 2019 11:34 Segnala abuso

    La storia di Quattrocento di Susana Fortes, edito da Nord, viaggia su due binari paralleli. Da una parte il racconto in prima persona di Ana Sotomayor, giovane studentessa che, come l’autrice, si è...

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    La storia di Quattrocento di Susana Fortes, edito da Nord, viaggia su due binari paralleli. Da una parte il racconto in prima persona di Ana Sotomayor, giovane studentessa che, come l’autrice, si è laureata presso l’università di Santiago de Compostela (l’autrice in Storia e Geografia) ma si è specializzata fuori (l’autrice in Storia americana all’università di Barcellona). Grazie alla borsa di studio della Fondazione Rucellai, la giovane Ana si trova a Firenze per la tesi di dottorato sul pittore (sconosciuto) Piergiorgio Masoni, e conta come relatore sul professor Giulio Rossi, amico del defunto padre a sua volta insegnante di Storia del diritto all’università di Santiago de Compostela. Dall’altra parte il racconto in terza persona di come il giovane apprendista Luca cercasse Vernocchio e invece nella bottega del maestro trovi il (fittizio) pittore Piergiorgio Masoni detto “Lupino” (ha pure un cane che chiama “Lupo”) a sua volta maestro, fra gli altri, del Perugino. Luca vive quei tumultuosi anni in cui Lorenzo de’ Medici detto “il Magnifico” rifiutava un prestito a Papa Sisto IV con il quale intendeva acquisire la città di Imola e farla entrare nei territori vaticani; così per vendetta il Papa favoriva la corsa di Salviati, nemico storico dei Medici, al vescovado di Pisa e congiurava insieme a Jacopo Pazzi per uccidere la famiglia di Lorenzo la domenica di Pasqua in chiesa. Nella prima parte la scorrevolezza della trama è intaccata dalla stucchevolezza delle introspezioni psicologiche, nella seconda l’intreccio parallelo minato dal falso storico. Non si capisce davvero la ragione di dovere inventare di sana pianta un pittore (Piergiorgio Masoni) e un dipinto (la Madonna di Nievole) dato tutto il materiale che il “vero” Quattrocento italiano ci mette a disposizione. Da questo punto di vista titolo e copertina sono fuorvianti per quanto epici e immaginifici. Non si racconta di un secolo intero, ma di una porzione ben precisa e che in qualche modo però quel secolo lo ha condizionato… Infatti la linea temporale del presente e quella del passato culminano IN un altalenante montaggio alternato con il 26 aprile 1478, data della Congiura dei Pazzi che ha visto coinvolto come insospettabile mandante (ATTENZIONE SPOILER) Federico da Montefeltro, al secolo duca di Urbino. Tale è il segreto celato da Masoni nella Madonna di Nievole. Purtroppo, per quanto avvincente, la trama della Firenze medicea è anche quella meno sviluppata e alla quale è dedicato meno spazio. Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: http://librisenzagloria.com/quattrocento-di-susana-fortes/

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  • LelaCosini il 12 feb 2017 21:41 Segnala abuso

    Non sono mai stata fregata dalla copertina di un libro, nemmeno stavolta, sebbene sia stupenda. Mi ha fregata la trama: Lorenzo il Magnifico, la congiura dei Pazzi, Firenze, il Rinascimento, di...

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    Non sono mai stata fregata dalla copertina di un libro, nemmeno stavolta, sebbene sia stupenda. Mi ha fregata la trama: Lorenzo il Magnifico, la congiura dei Pazzi, Firenze, il Rinascimento, di solito sono elementi che da soli bastano a rendere interessante un libro. Qui ci sono, ma solo nella quarta di copertina. Tutte queste belle cose sono di passaggio, messe da parte per farci seguire le non appassionanti vicende della studentessa di qualcosa Ana Sotomayor (ahah) che deve scrivere la tesi di laurea. Giuro che la noiosa vicenda della stesura della mia tesi in lingue è stata più emozionante di questa specie di thriller. Ana è a Firenze con il suo professore e appena dice che è alto e magro capisco che a breve ci sarebbe stata una storia d'amore. A metà romanzo dove non succede nulla e leggiamo un capitolo di Ana e uno di tale Luca che nel '400 va a fare l'apprendista per un pittore che non è realmente esistito, quindi chissenefrega, arriva la storia d'amore, che mi fa anche un po' schifo dato che la giovane secca e piatta dice che il suo professore ha l'età del padre. Poi sarà tutto un niente + storia d'amore fino alla fine, dove i due piccioncini, prima inseguiti da qualcuno che li voleva morti (ma perché? ma chi li conosce a sti due?), si siedono al ristorante e risolvono il mistero della trama chiacchierando. Il tutto sembra voler imitare Dan Brown, ovviamente senza successo. Inoltre trovo che questo fatto di dare la colpa di ogni male del mondo allo scontro tra una setta e il Vaticano stia sfuggendo di mano a chi fa libri. Basta, dai.

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Fortes Susana
Fortes Susana

Si è laureata nell’università di Santiago di Compostela e in quella di... leggi tutto