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Danse macabre

Danse macabre - King Stephen - wuz.it

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"Questo libro è la mia scorribanda in tutti i mondi fantastici e terrificanti che mi hanno affascinato e impaurito. Non ci sarà molto ordine, e se a volte vi verrà in mente un cane da caccia dal fiuto scadente che si aggira senza sosta dietro a ogni odore interessante, a me andrà più che bene. Ma non è una caccia. È una danza. E ogni tanto in questa sala da ballo spengono le luci. Ma danzeremo lo stesso, voi e io. Anche nel buio. Specialmente nel buio. Posso invitarvi?". Stephen King racconta una delle sue storie più coinvolgenti e stimolanti, quella di un mondo, e dei suoi abitanti, nel quale si è conquistato un posto d'onore e verso il quale continua a nutrire rispetto, curiosità e amore. Con la sua scrittura diretta e brillante, King celebra l'horror definendone gli archetipi in una danza in cui sfilano, tenendosi per mano, letteratura e z-movies, leggende metropolitane e cinema d'autore, serie TV, fumetti e perfino le figurine. L'approccio apparentemente acritico, dichiaratamente soggettivo, sbarazza il professor King da ogni accademismo lasciandolo libero di fare ciò che meglio sa: raccontare. Si crea il miracolo di un testo profondo e lieve allo stesso tempo, dalla prosa torrenziale e inventiva; di un saggio che, ben lungi dall'ispirarsi nella forma ai canoni tradizionali, è piuttosto un possente, affascinante amarcord. E, per gli appassionati, un'occasione per sbirciare sotto il mantello del re. Del brivido.

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  • librisenzaglo il 17 ott 2020 13:37 Segnala abuso

    La più celebre Danse Macabre è senz’altro il breve poema sinfonico del 1874 composto da Camille Saint-Saens e spesso usato nei film come nei cartoni animati. Il compositore si era ispirato al tema...

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    La più celebre Danse Macabre è senz’altro il breve poema sinfonico del 1874 composto da Camille Saint-Saens e spesso usato nei film come nei cartoni animati. Il compositore si era ispirato al tema iconografico tardo-medievale conosciuto come Danza Macabra, nel quale è rappresentata una danza tra uomini e scheletri. Da questo, dall’omonima poesia di Charles Baudelaire e da molto altro prende spunto il “Re del Brivido” Stephen King nel suo manuale-non-manuale alla ricerca dell’essenza dell’horror. Danse Macabre non un romanzo, quindi, avete letto bene: è un saggio. Antesignano di quel “vero” saggio sulla scrittura che sarà On Writing. Un saggio sulla paura. Uno scheletro, non a caso, o meglio un teschio, campeggia sulla bellissima sovracopertina in bianco e nero della ristampa Frassinelli. In quest’opera King, con il suo consueto stile semplice, colloquiale e a volte sboccato, passa in rassegna il meglio (e il peggio) della produzione libresca, filmica (e seriale) e radiofonica dedicata al mondo della paura, dimostrando una conoscenza quasi enciclopedica della materia per il trentennio 50′-80′ e sfoderando una lucida analisi della quale è priva la maggioranza dei recensori per riviste dedicate. Un’onniscienza cinematografica, quella esibita da King, che scommettiamo potrebbe competere con quella di Quentin Tarantino… Come di rito per i libri di King, oltre alle dediche e ai ringraziamenti (per Bloch e Long tra i lovecraftiani, ma anche Jorge Luis Borges e Ray Bradbury), oltre agli epitaffi (uno di Eddie Cochran e l’altro di Peter Staub, collega di penna con il quale ha scritto Il talismano e La casa del buio), segue una sfilza di premesse: l’introduzione “Curiosity killed the cat” a cura del traduttore Giovanni Arduino che elogia il what if alla base di ogni testo kinghiano e si fa beffe dei critici e del fandom duro e puro; l’inevitabile Nota all’edizione italiana; quindi la Prefazione alla prima edizione sui motivi che spinsero King a scrivere la sua Ultima Parola sui meccanismi dell’orrore, e infine la Prefazione all’edizione tascabile nella quale riconosce il suo debito verso i complici di questa impresa. Leggere un saggio di King non dà mai l’impressione di leggere un manuale di scrittura in biblioteca, quanto una piacevole rivista appena trovata nella sala d’attesa di un dentista. Anche in questo caso il Re non si approccia alla materia con la dovuta scientificità, anzi sembra negarne la possibilità, ma comunque con metodo... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: http://librisenzagloria.com/king-of-halloween-danse-macabre/

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