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Come crollano i mercati. La logica delle catastrofi economiche - Cassidy John - wuz.it

Come crollano i mercati. La logica delle catastrofi economiche di

Dietro gli allarmanti titoli dei giornali sulla perdita di posti di lavoro, sul fallimento delle banche e sull'avidità delle multinazionali vi è in realtà una storia, poco nota ai più, di pessime idee. Per oltre cinquant'anni gli economisti si sono affannati a sviluppare eleganti teorie sul modo in cui i mercati funzionano - come essi facilitino l'innovazione, la creazione di ricchezza, l'allocazione efficiente delle risorse. In questo libro John Cassidy descrive l'influenza crescente di quella che egli chiama "l'economia utopistica": essa ignora come la gente reale agisce nella vita quotidiana e nega gli svariati modi in cui un libero mercato privo di regole può produrre conseguenze disastrose e impreviste. Cassidy getta poi uno sguardo sulle teorie economiche di punta, per offrire una comprensione nuova dell'economia che metta da parte le assunzioni passate secondo cui le persone e le imprese prenderebbero le loro decisioni soltanto in base al proprio interesse razionale. Partendo dall'attuale crisi finanziaria globale, Cassidy esplora un mondo interconnesso in cui il contagio sociale è ormai la regola. In un tale ambiente, egli mostra come pregiudizi e deviazioni individuali del comportamento - presunzione, invidia, emulazione e miopia -spesso diano luogo a crescenti fenomeni macroeconomici, come i picchi del prezzo del petrolio, e i cicli alimentati dal credito immobiliare. Risultati inevitabili di ciò che Cassidy chiama "l'irrazionalità razionale".

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Il parere della redazione di Wuz

  • Tra la prima e l'ultima pagina di questo libro corre uno spread vertiginoso: è quello che separa le teorie economiche formulate da Adam Smith agli albori della rivoluzione industriale che due secoli fa ha cambiato il mondo, e il si salvi chi può che sembra l'unico precetto al quale l'economia odierna si attiene. John Cassidy è un giornalista che ha molte frecce al suo arco: a cominciare dal rigore investigativo very british che sostiene e informa tutto il suo consumato mestiere di cronista economico. Leggere un libro come questo significa intraprendere una traversata molto istruttiva, ricchissima di informazioni sul disegno storico di una scienza che si è fatta via via più empirica, e che negli anni recenti ha sconfessato l'intero impianto ideologico su cui ha costruito la sua (fino ad ora) inarrestabile carriera. Scienza e ideologia? Sì, perché quella del libero mercato e della mano invisibile che ne dovrebbe regolare equilibri e funzionamento è stata una vulgata talmente pervasiva da avere tutti i tratti di un'ideologia. Che oggi - fatalmente - mostra tutti i suoi enormi limiti, non avendo neppure lasciato spazio ad una reale alternativa che potesse prenderne il posto in caso di fallimento.Ma c'è di più: perché nelle quasi cinquecento pagine dall'incedere teso, implacabile e drammatico, leggiamo soprattutto dei guasti prodotti a ogni livello da un'interpretazione folle del principio del laissez-faire. Questo cardine, sul quale si è strutturata tutta la teoria economica liberista, ha subìto tante e tali trasformazioni, nel corso della sua storia, da essersi reso irriconoscibile, sconfessando ogni tentativo recente di concepire il mercato come un organismo guidato da un'intrinseca intelligenza, e capace di correggere la propria traiettoria in corso d'opera. Continua a leggere

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Biografia

Cassidy John
Cassidy John

John Cassidy è giornalista del New York Times dal 1995. Ha scritto moltissimi articoli per... leggi tutto