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Cento giorni di felicità

Cento giorni di felicità - Brizzi Fausto - wuz.it

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Non a tutti è concesso di sapere in anticipo il giorno della propria morte. Lucio Battistini, quarantenne ex pallanuotista con moglie e due figli piccoli, invece lo conosce esattamente. Anzi, la data l'ha fissata proprio lui, quando ha ricevuto la visita di un ospite inatteso e indesiderato, un cancro al fegato che ha soprannominato, per sdrammatizzare, "l'amico Fritz". Cento giorni di vita prima del traguardo finale. Cento giorni per lasciare un bel ricordo ai propri figli, giocare con gli amici e, soprattutto, riconquistare il cuore della moglie, ferito da un tradimento inaspettato. Cento giorni per scoprire che la vita è buffa e ti sorprende sempre. Cento giorni nei quali Lucio decide di impegnarsi nella cosa più difficile di tutte: essere felice. Perché, come scriveva Nicolas de Chamfort, "la più perduta delle giornate è quella in cui non si è riso".

Dettagli sul libro
1 recensione
Nella libreria di 2 lettori

Il voto della community

7,0
  • Trama 7,0
  • Personaggi 7,0
  • Stile 7,0
  • Incipit 7,0
  • Finale 7,0
  • Copertina 7,0

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Commenti

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  • StefaniaStefy il 03 mag 2018 11:47 Segnala abuso

    Nonostante alcune banalità e alcune situazioni a mio avviso improponibili e affrontate con eccessiva leggerezza e ironia, per sdrammatizzare la situazione di malato terminale in cui si trova il...

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    Nonostante alcune banalità e alcune situazioni a mio avviso improponibili e affrontate con eccessiva leggerezza e ironia, per sdrammatizzare la situazione di malato terminale in cui si trova il protagonista, penso che la storia dia degli spunti interessanti su cui riflettere, etici, morali, sentimentali. Ogni pagina è intrisa da un’amarezza di fondo, ma nello stesso tempo anche da ingenuità e tenerezza autentica, in un’aurea di nostalgia diffusa; e non mancano nemmeno i ricordi, la malinconia, rimorsi e rimpianti per un futuro in cui non vedrà i figli crescere, i momenti strappalacrime che raggiungono l’apice nel finale non ad effetto…, ma anzi già scontato dall’inizio. L’attore principale, Lucio Battistini, non è dei più simpatici, risulta egocentrico e a tratti menefreghista, uno che ha tutta l’aria di aver sempre “galleggiato”; ma di certo non si commisera e non cerca la pietà degli altri; una simpatica canaglia che tra zingarate ed “effetti speciali” riesca a farsi perdonare quasi ogni cosa e alla fine, nonostante tutto, cade in piedi. Alla notizia dei pochi mesi di vita rimasti a causa di un tumore incurabile il protagonista si “prende” 100 giorni scanditi in un macabro conto alla rovescia durante i quali, presumibilmente, la sua situazione clinica sarà ancora tale da consentirgli una certa vitalità fisica prima del decadimento che lo porterà al punto di non ritorno e affronta un viaggio-vacanza con la sua famiglia per recuperare il tempo perduto con i suoi affetti più cari, per ricucire rapporti, farsi perdonare errori. Per vivere davvero insomma. Vivere e basta. Un tempo fatto di sola qualità. Viaggio che diventa per tutta la famiglia esperienza e per il protagonista viaggio interiore per riconciliarsi con se stesso e col suo mondo. Fino al confine con l’Italia e simbolicamente con la vita che nel frattempo è giunta al giorno zero. Si recherà in Svizzera per andarsene “dignitosamente”. Argomento spinoso, ma troppo, troppo personale e soggettivo da risultare totalmente ingiudicabile

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Biografia

Brizzi Fausto
Brizzi Fausto

Regista, scrittore, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. Romano di nascita,... leggi tutto