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Cecità

Cecità - Saramago, José - wuz.it

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Scelto da IBS per la Libreria ideale per accorgersi che l'epoca dei grandi romanzi non è terminata con la morte di Dostoevskij e Tolstoj.

«Non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono.»

In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

Dettagli sul libro
6 recensioni
Nella libreria di 55 lettori

Il voto della community

8,3
  • Trama 8,8
  • Personaggi 8,6
  • Stile 8,4
  • Incipit 8,3
  • Finale 8,2
  • Copertina 7,6

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Commenti

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  • librisenzaglo il 30 lug 2022 16:14 Segnala abuso

    Premio Nobel per la letteratura nel 1998, Josè Saramago è poeta, drammaturgo e giornalista portoghese. Come tutti i geni Saramago ha saputo anticipare i tempi. In Cecità (1995), come ben spoilera...

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    Premio Nobel per la letteratura nel 1998, Josè Saramago è poeta, drammaturgo e giornalista portoghese. Come tutti i geni Saramago ha saputo anticipare i tempi. In Cecità (1995), come ben spoilera il titolo, l'umanità ha a che fare con un'epidemia che rende ciechi. Magistrale il primo capitolo in cui percepiamo la straordinarietà dell'evento quando colpisce un singolo individuo (il "paziente zero") in circostanze del tutto normali. Magistrale il secondo capitolo in cui seguiamo il diffondersi dell'epidemia che rimbalza da uomo comune a uomo comune. A tal proposito la maniera in cui il ministero tenti di controllare il bizzarro fenomeno negandone la diffusione ricorda la gestione del disastro di Chernobyl da parte del governo russo o dell'epidemia da COVID-19 da parte del governo cinese. Magistrali tutti gli altri capitoli. Il razionamento del cibo, l'assegnazione dei posti letto, la pulizia degli ambienti, il sotterramento dei cadaveri (sì, i militari fuori hanno il grilletto facile) sono problemi che crescono di portata insieme al crescente sovraffollamento degli spazi, quando ad esempio anche i contagiati (ancora vedenti) vengono reclusi insieme ai ciechi. Se c'è una cosa che c'era prima della cecità e che c'è anche dopo, è l'indifferenza verso il prossimo. La nuova società che si forma all'interno di questo labirinto razionale rappresentato dal manicomio (e manifestato in scrittura dalla macanza di interpunzione) riparte sì da zero, si fa beffa di ogni convenzione civile: si ritorna a uno stato precedente a quello della civiltà, dove domina la legge del più forte, quella dell'homo homini lupis. Questa è una forte critica alle strutture di potere contemporanee, e sembra che una forma di solidarietà sia possibile solo nella comunità femminile... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/cecita-di-jose-saramago/

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  • LelaCosini il 26 ago 2015 14:02 Segnala abuso

    Opera che nasce da un'idea assurda: "e se tutti diventassimo ciechi?". Saramago ci offre una realtà terribile, dove tutti soffrono dello stesso male, dimenticando così i sentimenti di base di...

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    Opera che nasce da un'idea assurda: "e se tutti diventassimo ciechi?". Saramago ci offre una realtà terribile, dove tutti soffrono dello stesso male, dimenticando così i sentimenti di base di umanità e carità cristiana. In effetti quello che sconvolge non è tanto scoprire il degrado materiale della città e la scomparsa dei punti minimi di pulizia e decoro, quanto l'improvvisa mancanza di quella tipica bontà di facciata che ogni essere umano deve mostrare per farsi accettare dalla società. Bambini, malati, anziani: tutti vengono dimenticati con la comparsa di un grande male comune che sembra diffondersi come una peste. Devo ammettere che oltre all'angoscia, questo libro mi ha messo anche un po' di tristezza. Probabilmente se avvenisse una cosa del genere ci comporteremmo come i personaggi di questa vicenda. Perché si vive bene finché gli sfortunati sono in numero minore, diventa più facile non vederli.

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  • Cirodeniro il 16 ago 2015 09:26 Segnala abuso

    Un automobilista fermo al semaforo viene improvvisamente colpito da una forma di cecità che stende un velo bianco davanti ai suoi occhi. Lui non sa ancora di essere il primo caso di una di epidemia...

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    Un automobilista fermo al semaforo viene improvvisamente colpito da una forma di cecità che stende un velo bianco davanti ai suoi occhi. Lui non sa ancora di essere il primo caso di una di epidemia che si diffonderà inesorabilmente in tutta la città. Da quel momento sarà una storia di anime alla deriva che, ubbidendo all’istinto primordiale di sopravvivenza, rinunceranno alla loro umanità. Un romanzo che ti cattura dalle prime righe, ansiogeno, incalzante.

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  • menestrello il 17 feb 2015 12:37 Segnala abuso

    Un'epidemia di cecità colpisce la popolazione di un paese non meglio precisato. Le vittime del contagio si ritrovano all'improvviso avvolti in una nube bianca. Le autorità cercano di arginare...

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    Un'epidemia di cecità colpisce la popolazione di un paese non meglio precisato. Le vittime del contagio si ritrovano all'improvviso avvolti in una nube bianca. Le autorità cercano di arginare l'epidemia rinchiudendo in quarantena i primi contagiati che si trovano così a vivere un'esperienza dai risvolti psicologici e sociali terribili. Purtroppo questa misura cautelativa non serve ad arginare il male che dilaga inesorabilmente, così come il terrore che dall'interno della quarantena sembra tracimare fino ad invadere il mondo intero. Romanzo sconvolgente ma imperdibile. La penna di Saramago pesa e riesce a scavare solchi profondi nell'immaginazione del lettore catapultandolo in una situazione estrema e terribile. Le pagine sono fitte, la mancanza di punti interrogativi, così come i dialoghi, separati dal resto del testo, con semplici virgole non sono ostacoli insormontabili. Dopo le primissime pagine ci si abitua e la lettura scorre fluida nonostante le atmosfere necessariamente opprimenti.

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  • timoria il 25 feb 2014 22:08 Segnala abuso

    Quando ho iniziato questo libro c'è stato un stuolo di persone che mi hanno detto che il libro sarebbe stato bellissimo ahhh che librone... ecc ecc. Come faccio a spiegar loro che a me non è...

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    Quando ho iniziato questo libro c'è stato un stuolo di persone che mi hanno detto che il libro sarebbe stato bellissimo ahhh che librone... ecc ecc. Come faccio a spiegar loro che a me non è piaciuto? o meglio la storia è da premio Nobel della letteratura non c'è alcun dubbio Da questo punto è un romanzo assolutamente veritiero di come andrebbero le cose se l'uomo si trovasse in una situazione del genere! nulla da dire Ma il modo di scrivere di Saramago? No proprio non ci siamo è come leggere in apnea senza riuscire a dare un'intonazione alla frase rendendo tutto poco comprensibile, non so se mi sono spiegato

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  • friwi il 17 nov 2013 11:20 Segnala abuso

    un libro duro e terribilmente realistico sulla natura dell'uomo. Saramago riesce con agghiacciante lucidità a fare un quadro della nostra società che lascia senza fiato. Un libro splendido che...

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    un libro duro e terribilmente realistico sulla natura dell'uomo. Saramago riesce con agghiacciante lucidità a fare un quadro della nostra società che lascia senza fiato. Un libro splendido che consiglio però ad un lettore "adulto".

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