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Ancora dalla parte delle bambine

Ancora dalla parte delle bambine - Lipperini Loredana - wuz.it

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Le eroine dei fumetti le invitano a essere belle. Le loro riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi. Nei loro libri scolastici, le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli. La pubblicità le dipinge come piccole cuoche. Le loro bambole sono sexy e rispecchiano (o inducono) i loro sogni. Questo è il mondo delle nuove bambine. Negli anni settanta, Elena Gianini Belotti raccontò come l'educazione sociale e culturale all'inferiorità femminile si compisse nel giro di pochi anni, dalla nascita all'ingresso nella vita scolastica. Le cose non sono cambiate, anche se le apparenze sembrano andare nella direzione contraria. Ad esempio, libri, film e cartoni propongono, certo, più personaggi femminili di un tempo: ma confinandoli nell'antico stereotipo della fata e della strega. Sembra legittimo chiedersi cosa sia accaduto negli ultimi trent'anni, e come mai coloro che volevano tutto (il sapere, la maternità, l'uguaglianza, la gratificazione) si siano accontentate delle briciole apparentemente più appetitose. E bisogna cominciare con l'interrogarsi sulle bambine: perché è ancora una volta negli anni dell'infanzia che le donne vengono indotte a consegnarsi a una docilità oggi travestita da rampantismo, a una certezza di subordine che persiste, e trova forme nuove persino in territori dove l'identità è fluida come il web.

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Il parere della redazione di Wuz

  • Mi sembrava un argomento polveroso e demodé, noioso e forzatamente nostalgico. Ci siamo abituati al transgender e stiamo ancora qui a parlare di differenze sessuali, quando perfino nella retrograda e schifosamente provinciale Italia, le donne iniziano a fare capolino in politica e ai vertici di grandi aziende. Uffa.  Ma non eravamo già nell’era del Futuro Secondo Sesso, dove, dopo un paio di millenni nel ruolo di angelo del focolare, finalmente la donna si stava avvicinando alla libertà, cosa impensabile al tempo della de Beauvoir? Prendiamo il gioco intelligente Sapientino Ma niente è come sembra, e per capire bisogna andare al sodo. , quello con le domande e le risposte su matematica, geografia, scienze etc. Si direbbe un gioco unisex. Ma nella pubblicità e nella confezione appaiono solo maschietti. Esiste infatti anche Sapientina, con mini donnine imbellettate ritratte sulla scatola. Le domande vertono sul magico mondo di Barbie... Quindi, fatemi capire, nel 2007 i bambini vengono stimolati ad imparare la fotosintesi e le bambine della stessa età i nomi degli amichetti delle bambole?  Oh mio Dio! Iniziate da oggi a fare caso alle pubblicità, non solo di giocattoli, ai cartoni animati, ai giornaletti per i più piccoli, ai contenuti del web e della televisione, ai videogiochi e persino ai libri scolastici delle elementari.  Che mi venga un colpo, , primo atto di questo stesso saggio, niente è cambiatoDalla parte delle bambinedal 1973, anno in cui la Gianini Belotti scrisse . Il messaggio che passa è: le femmine devono vivere in un mondo rosa pastello, truccarsi dai 4 anni in su, essere sexy, saper ballare e cantare, usare il corpo e non i neuroni per andare avanti. Non solo. Devono anche essere materne e curare bambolotti, non sporcarsi e saper spadellare in cucina.  Continua a leggere

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Biografia

Lipperini Loredana
Lipperini Loredana

Loredana Lipperini è giornalista e scrittrice. Collabora da molti anni con le pagine... leggi tutto