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Albergo Italia

Albergo Italia - Lucarelli Carlo - wuz.it

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Circola in questo breve romanzo di Carlo Lucarelli una leggerezza rara, una gioia di narrare, una sorta di allegra malizia. Entriamo con una naturalezza che ci sorprende in un mondo sconosciuto eppure subito familiare, la Colonia Eritrea: e impariamo a vedere noi stessi, i t'Iiàn, gli italiani, i "so tutto io", cullu ba'llè, quelli cui piace "di averle pensate loro, le cose", con gli occhi di un personaggio che non vorremmo lasciare più: il carabiniere indigeno Ogbà, unito da un patto più fraterno che di disciplina con il capitano Colaprico. A ogni colpo di scena, e sono tanti, a ogni parziale verità subito caduta, i due anziché deprimersi trovano nel loro rapporto una ragione per continuare, tra bellissime dame che sembrano assorbire sensualità e sprezzatura dall'aria stessa che respirano, ambigue creature del male, monelle prostitute, geologi che forse non sono geologi, furieri furfanti, camerieri magrissimi, e una vera festa di lingue e dialetti nella cornice dello sfavillante, modernissimo, Albergo Italia. Il più elegante, e anche l'unico, di Asmara, Eritrea, Italia. Che viene inaugurato, ovvio, con un cadavere di faccendiere neanche tanto impiccato, a guardar bene. Quel tanto che basta per iniziare una storia.

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1 recensione
Nella libreria di 9 lettori

Il voto della community

7,7
  • Trama 8,0
  • Personaggi 8,5
  • Stile 8,0
  • Incipit 7,5
  • Finale 7,5
  • Copertina 6,5

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Commenti

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  • LibreriaAO il 30 giu 2014 15:50 Segnala abuso

    Avevo letto L’ottava vibrazione e ho affrontato questo romanzo breve con un po' di perplessità: non era proprio il miglior romanzo di Lucarelli. E invece questa volta lo scrittore bolognese non mi...

    leggi tutto »

    Avevo letto L’ottava vibrazione e ho affrontato questo romanzo breve con un po' di perplessità: non era proprio il miglior romanzo di Lucarelli. E invece questa volta lo scrittore bolognese non mi ha deluso. Grande storia, grandi personaggi, un'Italia da riscoprire e un'Africa che non conosciamo e non ricordiamo più. Dopo questo romanzo viene voglia di riaprire anche i libri di storia.

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Il parere della redazione di Wuz

  • Forse era stata un’impresa troppo ardua, quella che nel 2008 Lucarelli aveva tentato con il romanzo L’ottava vibrazione. Si trattava di un romanzo giallo ambientato alla fine del 1800 in Eritrea, tra i carabinieri di stanza nella colonia italiana, e raccontava una delle più cocenti sconfitte della nostra storia nazionale, la disfatta di Adua. Raccontare la vita africana dell’esercito italiano e dei coloni era stata un’impresa epica per il noto scrittore italiano, avvezzo a districare misteri in tv e grande caratterista di alcuni dei più importanti personaggi polizieschi della produzione letteraria degli ultimi anni, l’ispettore Coliandro su tutti. Pesava su quella sua prima fatica africana non solo l’atmosfera cupa di Massaua, una città dall’aria torbida e soffocante, ma anche una disfatta dell’esercito italiano che forse brucia ancora.A distanza di qualche anno Lucarelli riprende il meglio di quell’ambientazione, compresi i personaggi che ne erano protagonisti, e torna in Eritrea, questa volta ad Asmara, nel primo albergo che i coloni italiani hanno edificato: l’ Albergo Italia. Il caldo è sempre intenso, l’aria rarefatta a causa dell’altitudine, ma quella coltre di caligine grigia che opprimeva gli italiani di Massaua ha lasciato il posto ai colori brillanti e alla flora rigogliosa di Asmara. Il capitano Colaprico e il suo fido aiutante, lo zaptié eritreo Ogba, membro dell’esercito locale incorporato nella compagnia dei Carabinieri d’Africa, affrontano insieme una brutta grana.Proprio nel giorno in cui deve essere inaugurato il moderno albergo, viene rinvenuto in una stanza il cadavere di Antonio Farandola, tipografo di Torino. L’assassino, prima di dileguarsi tra gli ospiti dell’albergo, ha pensato bene di inscenare un suicidio, ma il tentativo è stato assolutamente inutile, perché sia il capitano Colaprico che il suo aiutante, da lui ribattezzato “lo Sherlock Holmes abissino”, non hanno il minimo dubbio che si sia trattato di un omicidio.In realtà non c’è una sola prova che possa indirizzare le indagini, ma tanti piccoli indizi, che i due validi investigatori riescono a collegare l’uno all’altro attraverso quel processo logico-deduttivo che è tipico del giallo procedurale classico. Quello che sembrava un omicidio legato a un furto di merce in transito tra l’Italia e l’Africa, diventa una spy story all’italiana, con barbe finte e valige dal doppio fondo, banconote false e banchieri arrivisti. Torna quindi alla fonte del romanzo poliziesco Carlo Lucarelli, ricordando nella scrittura grandi maestri come Arthur Conan Doyle e Agatha Christie. Continua a leggere

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Biografia

Lucarelli Carlo
Lucarelli Carlo

Affermato scrittore di letteratura gialla e noir, vive tra Mordano (Bo) e San Marino. Il suo... leggi tutto