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Addio a Berlino

Addio a Berlino - Isherwood Christopher - wuz.it

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"Io sono una macchina fotografica con l'obiettivo aperto" dichiara l'alter ego di Christopher Isherwood arrivando nell'autunno del 1930 a Berlino, dove resterà fino al 1933. Un obiettivo - si può aggiungere - inesorabile, attraverso il quale partecipiamo come dal vivo ai suoi incontri nel cuore pulsante di una Repubblica di Weimar che si avvia al suo fosco tramonto: da un'eccentrica, anziana affittacamere alla sensuale Sally Bowles, aspirante attrice un po' svampita, a Otto, ombroso proletario diciassettenne, a Natalia Landauer, rampolla di una colta famiglia ebrea dell'alta società. Tra cabaret e caffè, tra case signorili e squallide pensioni, tra il puzzo delle cucine e quello delle latrine, tra file per il pane e manifestazioni di piazza, tra crisi economica e cupa euforia - da nulla dettata e in bilico sul Nulla -, Isherwood mette in scena "la prova generale di un disastro" e ci fa assistere alla "resistibile ascesa del nazismo". Non solo: cogliendo con ironia corrosiva i presaghi rintocchi che accompagnano la grandeur di un mondo "inutilmente solido e pesante", ci consegna una scabra narrazione che ci ricorda come la Storia - e ogni storia - sia sempre contemporanea.

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2 recensioni
Nella libreria di 10 lettori

Il voto della community

7,7
  • Trama 7,8
  • Personaggi 8,3
  • Stile 8,0
  • Incipit 7,5
  • Finale 7,3
  • Copertina 7,3

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Commenti (1)

  • Wuz Team 17 apr 2013 14:32 Segnala abuso

    Finalmente torna disponibile grazie a Adelphi il capolavoro di Isherwood, "Addio a Berlino": un affresco indimenticabile della Germania dei primi anni Trenta, prima dello scoppio della Seconda...

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    Finalmente torna disponibile grazie a Adelphi il capolavoro di Isherwood, "Addio a Berlino": un affresco indimenticabile della Germania dei primi anni Trenta, prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Da non perdere!

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  • ClaConsoli il 22 lug 2013 10:20 Segnala abuso

    Isherwood registra la realtà che lo circonda con lo stesso atteggiamento impassibile di una macchina fotografica, cogliendone le grandi trasformazioni e i minimi dettagli. Con sorprendente...

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    Isherwood registra la realtà che lo circonda con lo stesso atteggiamento impassibile di una macchina fotografica, cogliendone le grandi trasformazioni e i minimi dettagli. Con sorprendente esattezza il clima della Berlino prenazista, con una Repubblica di Weimar ormai avviata al tramonto, ci è riconsegnato da una voce che a distanza di ottant’anni non ha perso la sua energica incisività e che non sarebbe assurdo considerare a tratti drammaticamente attuale. Lo scrittore regala l’istantanea di un mondo sull’orlo di un precipizio, che tristemente presagisce l’orrore sottostante: sono gli ultimi respiri di una società tedesca che di lì a poco sarebbe stata spazzata via dal vento del totalitarismo e della Seconda guerra mondiale. Berlino sembra una di quelle vecchie signore che si ostinano a voler sembrare ancora giovani e belle ma che hanno il volto della decadenza. E tutta l’umanità disperata che vi si muove ha il fascino del decadente. È il languore crepuscolare di un “Impero alla fine della decadenza”, come avrebbe detto Verlaine. Sebbene sotto la scrittura di Isherwood si avverta una profetica capacità di analisi storica, quello che più gli interessa è il ritratto dell’umanità coinvolta. E così i personaggi si staccano potentemente da una pura contestualizzazione storico-sociale e diventano correlativo oggettivo di tutti i crolli della Storia. Tra cabaret, pensioni malridotte, invivibili case popolari, manifestazioni di piazza, infernali riformatori, botteghe abbandonate e caffè frequentati da intellettuali, il romanzo prende il ritmo dell’esistenza. È si “la prova generale di un disastro” (sono parole dello stesso autore), ma essa prende le note di un’ultima poetica danza. È un sommesso, commovente commiato da una città che lui sa non sarà più la stessa e che – sebbene assediata dalla morte - non ha perso ancora il suo incanto.

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  • sandra il 13 mag 2013 08:48 Segnala abuso

    "Addio a Berlino" è un testo dal fascino intramontabile, che è un piacere rileggere oggi, ripubblicato da Adelphi. Ambientato nella Repubblica di Weimar tra 1930 e 1933, è il racconto di un mondo...

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    "Addio a Berlino" è un testo dal fascino intramontabile, che è un piacere rileggere oggi, ripubblicato da Adelphi. Ambientato nella Repubblica di Weimar tra 1930 e 1933, è il racconto di un mondo che nel giro di pochi anni sarebbe stato spazzato via dal secondo conflitto mondiale. La Berlino dell'ascesa del nazismo è la protagonista del racconto di Isherwood, arrivato in città nell'autunno del 1930 per insegnare inglese. Egli si aggira per le strade della città e ce ne restituisce l'atmosfera, fornendoci quasi distrattamente il resoconto di una catastrofe annunciata. Quello che interessa l'autore è soprattutto l'umanità che si muove in questo contesto storico (verso il quale, peraltro, Isherwood nutre un profondo scetticismo), ripresa nella sua quotidianità. Un libro davvero da riscoprire!

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Il parere della redazione di Wuz

  • Pubblicato nel 1939 ed edito in Italia da Garzanti nel 1966, torna oggi disponibile per Adelphi Addio a Berlino di Christopher Isherwood. "È tutto ciò che rimane di quello che, nelle mie intenzioni originarie, doveva essere uno smisurato romanzo a episodi sulla Berlino prehitleriana, che volevo chiamare The Lost", scrive l'autore nell'introduzione. Chi parla in questi sei racconti è lo stesso Christopher Isherwood, anche se, ovviamente, non dobbiamo immaginare che queste pagine siano puramente autobiografiche.Addio a Berlino è un testo dal fascino intramontabile, che è un piacere rileggere oggi. Dall'opera sono stati tratti film e musical, tra cui il celebre Cabaret di Bob Fosse con Liza Minnelli. Continua a leggere

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Biografia

Isherwood Christopher
Isherwood Christopher

Figlio di un ufficiale dell'esercito che morì durante la Prima guerra mondiale,... leggi tutto