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Intervista

Il Wuz Factor di Simone Sarasso


Un social network può servire a uno scrittore? Come l'acqua a un assetato secondo Simone Sarasso, che ci racconta il suo percorso verso la pubblicazione. Dopo il successo editoriale di Invictus, è in arrivo il capitolo conclusivo della sua Trilogia Sporca, edito da Marsilio.


Se esiste un x factor della scrittura, anzi un Wuz Factor, qual è secondo te? E come ti accorgi di possederlo?

Di solito non te ne accorgi tu, ma l'editore. Io scrivo perchè non posso farne a meno e leggo per lo stesso motivo, fino a farmi sanguinare gli occhi. Forse il segreto sta tutto lì. Forse.

Come si fa a passare dalla propria cameretta alla libreria? Raccontaci un po' la tua esperienza...

È strano,io non ho un excursus autoriale usuale, ossia un prima ove, rinchiuso in solitudine, stilavo con pervicacia il mio romanzo, e un dopo, in cui finalmente il manoscritto fu letto, approvato e pubblicato. Ho conosciuto il mio primo editore cercando lavoro, è stato lui a chiedermi di scrivere un racconto. E, una volta pubblicato quel racconto in un'antologia, a domandarmi di scrivere un romanzo. Quel romanzo era Confine di stato, che poco dopo venne acquistato da Marsilio. E' così che è cominciata...

Uno su mille ce la fa oppure c'è spazio per tutti?

Pubblicare non è così complicato. Non deludere i lettori è tutta un'altra storia...

Arriva un momento in cui dici "mollo tutto"? Come lo si supera?

Mollando tutto? Per il momento non mi è capitato, ma a volte i muri servono proprio a quello. A rallentare. A sbatterci contro e tornare indietro.

Oggi si campa di scrittura?

Oggi ci campo. Domani chi lo sa?

Parlaci dei tuoi prossimi progetti...

A ottobre uscirà Il paese che amo, romanzo conclusivo della mia Trilogia Sporca dell'Italia. Sono molto orgoglioso di questo libro, perchè corona quasi dieci anni di lavoro forsennato sui siddetti "Misteri Italiani". L'editore, ça va sans dire, sarà Marsilio, che ha già pubblicato i primi due volumi, Confine di stato e Settanta.

Un social network può servire a uno scrittore?

Come l'acqua a un assetato. Non avrei un centesimo della visiblità che ho senza facebook e affini.

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