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Intervista

Intervista a Marco Belpoliti: la ricetta della salsa piccante per cucinare e divorare Pasolini

Abbiamo chiesto a Marco Belpoliti di dirci qualcosa di più del suo ultimo libro, Pasolini in salsa piccante, edito da Guanda a trentacinque anni dalla morte di Pasolini. Un testo che ci invita a liberarci del complesso Pasolini e ad andare oltre le teorie complottiste.

Leggi la recensione di Pasolini in salsa piccante



Quando nel suo ultimo libro parla degli studi sull'opera e la figura di Pasolini non ho visto una netta distinzione tra il piano della critica e quello dell'opinione pubblica, che sono a mio avviso due linee separate, che (purtroppo) veicolano due immagini di Pasolini nettamente diverse. Da una parte gli studi sull'opera pasoliniana sono diventati con gli anni maggiormente obiettivi e analitici, dall'altra è vero che spesso ci viene offerta dai media l'immagine di un Pasolini martire e profeta, alla stregua di un santino, oggetto di devozione senza riserve. Può dirmi qualcosa di più su questo aspetto? Pensa che ci sia nel caso di Pasolini un’inevitabile ingerenza dell'attualità nella critica?


Non vedo la differenza tra i vari tipi di studi. Tutti quelli che si sono occupati di Pasolini non hanno potuto fare a meno di occuparsi del tema della sua omosessualità, e tuttavia è un tema in gran parte inevaso. Qualche eccezione, il volume curato da Stefano Casi alla fine degli anni Ottanta del centro culturale gay il Cassero di Bologna, con interventi di Casi, Dall’Orto, Trento, critici verso Pasolini. E poi i lavori di Bazzocchi, Tricomi e nel passato di Berardinelli; per non dire poi di Siti. L’altra sera a Roma, alla libreria Feltrinelli, discutendo del libro con me e con Cortellessa, Siti ha tracciato uno straordinario profilo dell’omosessualità di Pasolini, mettendola in relazione al sacro, al rito, ai luoghi del corpo, ai cambiamenti della società italiana e alla scomparsa dei suoi adorati ragazzi eterosessuali con cui voleva fare l’amore. Mi auguro che presto Siti scriva e pubblichi queste cose, ci aiuterebbero molto a capire più a fondo PPP, un autore in cui letteratura e vita, omosessualità e ispirazione poetica sono strettamente legate. La capacità che Pasolini ha di andare così a fondo, e in modo così provocatorio, dipende proprio dal modo con cui lui stesso ha vissuto la propria omosessualità, un conflitto interiore complesso, come dice Nico Naldini. L’ingerenza dell’attualità è inevitabile, dal momento che le cose che Pasolini ha messo a tema ci riguardano tutti, omosessuali ed eterosessuali; fanno parte dell’esperienza quotidiana, anche se la letteratura è un’altra cosa. Ma bisogna sempre ricordare che PPP è stato un sublime manierista: lui la realtà la inventava di continuo,le sue sono le performance di un poeta, come dice Cortellessa. Si fondo insieme realtà e visione: un realismo costruito. Forse il suo unico erede è Saviano. Autore per cui attualità e letteratura si fondono in modo indissolubile. Lo ricordo qui, per dire che il conflitto con il reale, la sua costruzione performativa continua anche oggi. Con Pasolini non si può essere obiettivi, bisogna ingaggiare una lotta se lo si vuole leggere e interpretare: non lascia indifferenti i suoi critici.


Perché l'omosessualità di Pasolini spaventa ancora l'Italia?

Perché il nostro è un paese profondamente cattolico, perbenista, nonostante gli scandali di questi giorni, al vertice della società politica, lo scandalo vero non è quello eterosessuale, ma quello omosessuale: è il nostro è un paese omofobo. L’omosessualità di Pasolini sconfina con quella che oggi chiamiamo pedofilia, categoria che, come ha ricordato più volte Arbasino, non c’era negli anni Quaranta. Pasolini fa problema perché non nasconde il suo scandalo, neppure nel 1949, quando è processato per atti osceni in luogo pubblico, quando fugge a Roma dal Friuli. E continua il suo scandalo contro cui si accanisce per tutti i vent’anni successivi la stampa di destra, i giudici, i benpensanti, la borghesia che lui detestava e che lo ricambiava.


Chi sono i destinatari del suo saggio?

Chiunque. Non è stato scritto per gli specialisti, ma per chi ha curiosità e interesse per l’argomento.


Qual è la ricetta di questa salsa piccante con la quale cucinare, mangiare,
divorare e digerire Pasolini?


Molto molto piccante. Peperoncino, curry, e altre spezie orientali. L’occidente è troppo poco saporito. India, Cina, Giappone…



05 novembre 2010 Di Sandra Bardotti

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