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Muore Liliana ma Bocca di rosa forse era istriana

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BOCCA DI ROSA - FABRIZIO DE ANDRÈ - ANDREA PODESTA' - LILIANA TASSIO. È scomparsa Liliana Tassio, la prostituta genovese che ha sempre dichiarato di essere quella Bocca di rosa, protagonista della canzone di Fabrizio De André. Ne parliamo con lo scrittore Andrea Podestà autore del volume "Bocca di rosa. Scese a Sant'Ilario. E fu la rivoluzione". Nel suo libro ripercorre tre piste per risolvere il mistero dell'identità di Bocca di rosa.


Si è scritto molto oggi su Bocca di rosa...

Povera Bocca di rosa, quante volte viene tirata in ballo dai giornali! Non so se ciò dipenda dalla fretta dei giornalisti, dal pressappochismo o dal fascino che questo nome-epiteto ancora oggi riveste. Forse da tutte e tre queste cose insieme. Basta fare una rapida ricerca su internet per vedere in quanti articoli il nome “Bocca di rosa” viene usato quale sinonimo di prostituta.
 
È scomparsa Liliana Tasso, la prostituta genovese che diceva di essere quella Bocca di rosa resa immortale da Fabrizio De André. Dori Ghezzi e Paolo Villaggio hanno smentito la sua versione... Qual è la verità?

Cercare la verità in un’opera d’arte è come svelare l’esistenza dell’anima in un essere umano. Il fascino dell’opera d’arte risiede proprio nel fatto che essa sfugge a qualsiasi tentativo di svelamento. Nel mio libro ho cercato di indagare sulla vera Bocca di rosa non tanto per “pruderia” o per feticismo bografico, ma per meglio evidenziare quello che Bocca di rosa è diventatata nell’immaginario collettivo. Fondamentalmente esistono tre piste: quella “Genovese” o della prostituzione: il giornalista Marco Preve anni fa parlò di una tale Marilyn, oggi tale pista si arricchisce della figura di Lilliana Tassio; quella “istriana” o dell’amore universale. Ed è la pista più probabile: Bocca di rosa sarebbe Maritza, una ragazza istriana che diventerà una delle protagoniste del romanzo “Un destino ridicolo”; e la pista “francese” o dell’invenzione. In questo caso Faber avrebbe inventato di sana pianta tutta la storia ispirandosi ad una famosa canzone di Brassens, “Brave Margot”. Quest’ultima pista si integra in realtà con le prime due. Il paradosso è che, come dicevo prima, la vera Bocca di rosa è molto probabilmente Maritza (la donna libera ed emancipata) ma per tutti non può che essere Marilyn o Lilliana (la prostituta). E’ molto più rassicurante per la società accettare che una donna che liberamente fa l’amore con chi vuole sia una prostituta e non uno spirito libero.
 
Che effetto ebbe sull'opinione pubblica questa canzone quando uscì?

Da quello che mi ha detto Alfredo Franchini (giornalista, esperto di Fabrizio De André), Fabrizio per Bocca di rosa si prese una denuncia per oltraggio a pubblica opinione da parte di una fantomatica associazione cristiana veronese. Va da sé che la denuncia non portò a nulla.
 
Per scrivere il suo libro che ricerche ha fatto? Ha conosciuto per esempio la Tassio?

Da una parte ho cercato di inquadrare la figura di Bocca di rosa all’interno del mondo di De André. In quest’ottica lei è davvero una delle tante anime salve che formano il suo canzoniere. Dall’altro ho cercato di contestualizzare la vicenda nel giusto periodo storico. Non dimentichiamoci che Bocca di rosa uscì nel 1967, un anno dopo l’affaire Zanzara (quando tre ragazzi del liceo Parini vennero denunciati per un reportage sui gusti giovanili dell’epoca, anche quelli sessuali) e il mitico Sessantotto.
Per quanto riguarda la Tassio, non l’ho conosciuta. Ho avuto però il piacere di conoscere Gianni (titolare dello storico negozio di dischi in Via del Campo) e devo dire che lui non mi ha mai minimamente accennato alla cosa. Anzi, semmai si vantava di essere l’ispiratore di uno dei più famosi versi di De André: “dai diamanti non nasce niente/ dal letame nascono I fior”. Quindi Via del Campo al limite, non Bocca di rosa!

La notizia della scomparsa di Bocca di rosa è una delle più lette della rete: perché secondo te?

Perché davvero Bocca di rosa è un personaggio-archetipo. È una figura ormai entrata nell’immaginario collettivo. Portatrice di un messaggio evangelico – parole di Fabrizio – che passa attraverso la carne, attraverso una piena e consapevole scelta. In qualche modo è quello che vorremmo essere noi, essere veri padroni liberi della nostra vita. In qualche modo – parafrasando Flaubert - anche De André diceva: Bocca di rosa sono io. Ecco, Bocca di rosa vorremmo essere noi!


l'autore


15 giugno 2010 Di Francesco Marchetti

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