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Intervista

Intervista a Christian Frascella, il romanzo cinematografico


INTERVISTA CHRISTIAN FRASCELLA - SETTE PICCOLI SOSPETTI - FAZI - Il suo primo libro, Mia sorella è una foca monaca, ha venduto 40.000 copie e presto diventerà un film per la regia di Fausto Brizzi. Ora Christian Frascella ritorna con Sette piccoli sospetti, sempre edito da Fazi, un romanzo alla Stand By Me. Taglio cinematografico, ironia, tragedia, commozione, un pezzo d'Italia. Sette ragazzini, sette personaggi per raccontare il punto di vista dell'adolescenza


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Da dove nasce questa storia? Perché l’hai ambientata al Sud?  
La storia nasce semplicemente da un'idea che mi è venuta per caso: e se dei ragazzini decidessero di svaligiare la banca del paese? Sono partito da lì. Mi sono accorto che erano sette e che avevano dodici anni solo mentre scrivevo. L'ho ambientata in un paese del Centro Sud perché volevo ci fosse uno sfondo meno riconducibile a una grande città industriale come per il primo romanzo.  

Perché hai scelto come protagonisti dei ragazzini?  
Diciamo che è stato il plot a sceglierli. Una volta inquadrata la storia, non potevano che essere dei ragazzini. Mi piace raccontare il punto di vista dell'adolescenza, o della quasi adolescenza: tutto deve ancora avvenire, i sogni cominciano a prendere forma, insieme a questi la propria identità. Si fanno molti errori, specie chi non ha una guida. Ma non è detto che sbagliare sulla propria pelle sia deleterio per la maturazione individuale.  

Sette piccoli sospetti è un romanzo con tanti colori: avventura, commozione, ironia, tragedia… Come hai fatto a mescolarli così bene?
Con sette personaggi hai sette personalità, sette estrazioni sociali, sette vissuti famigliari. La tecnica è esasperare gli atteggiamenti, buoni o cattivi, e fare incrociare i destini. Con personaggi forti puoi creare una storia forte. Le emozioni verranno di conseguenza ai caratteri scelti.  

Sette piccoli sospetti mi è sembrato un libro molto cinematografico, uno Stand By Me all’italiana. Ho preso una cantonata?  
Assolutamente no. Ho riletto il racconto Il corpo di Stephen King da cui è tratto il film di cui parli proprio durante la prima stesura. Ho riletto anche Molnàr, però. E molti altri autori.  

I tuoi personaggi sono dei perdenti che acciuffano nel finale un riscatto personale. Però mettendosi in gioco, rischiando se stessi. Come facciamo invece a liberarci dal “sogno win for life”, fatica-zero-fortuna-tanta, dell’Italia di oggi?   
È una questione di sogni: partire dal presupposto che nulla ti sarà dato se non ti spacchi in due per ottenerlo non sarebbe male, a qualsiasi età e in qualunque paese uno viva. Poi serve un minimo di fortuna.  

Sul lit blog di Nazione Indiana viene proposto un questionario di 10 domande a autori, critici e addetti al mestiere. Vorrei proporre a te una di queste domande sul ruolo degli scrittori. Nella suddetta evidente crisi della nostra democrazia, ti sembra che gli scrittori abbiano delle responsabilità, vale a dire che avrebbero potuto o potrebbero esporsi maggiormente e in quali forme?  
Ci sono scrittori e scrittori. Alcuni scrittori che si espongono lo capisci da subito che non sanno un cazzo della vita vera. Devi aver toccato fondo e merda per parlare di democrazia e infilarti l'armatura per difenderla. Molti di loro non hanno mai visto i propri diritti calpestati da autorità quali il capofabbrica o la svampita impiegata di un'agenzia interinale. Allora sì che sarebbero incazzati nella maniera giusta. E affidabili.  

Nelle tue note biografiche leggo che ora ti dedichi a tempo pieno alla scrittura. Quanto e come è cambiata la tua vita dopo Mia sorella è una foca monaca?   
È cambiata molto. Ora ho una base economica che mi permette di dedicarmi a tempo pieno alla scrittura. Sono un privilegiato? Non lo so, so soltanto che il primo libro è andato bene. E che ne ho scritto un secondo.  

Fausto Brizzi ha realizzato il booktrailer di Sette piccoli sospetti. Che pensi dei booktrailer?  
Una bella prova di talento. In pochi minuti, Angelo Licata (il regista) e Fausto Brizzi (il regista di Notte prima degli esami ndr) hanno sviscerato le atmosfere della storia, i personaggi. Non si poteva chiedere di meglio.

Mi piace molto il tuo blog (christianfrascella.wordpress.com)soprattutto quando parli di altri libri perché non ti risparmi e non cadi in logiche di diplomazia. Tenere un blog per te è una necessità comunicativa?  
Tenere un blog è un divertimento. Ed è anche uno sfogo. È un diario pubblico, non propriamente completo (alcune cose sono costretto a lasciarle fuori, altrimenti non avrei più una vita privata) al quale dedico parte delle mie giornate.  

Sveliamo qualcosa su Frascella: per esempio quali sono i tuoi gusti musicali?  
Depeche Mode, Led Zeppelin, Hans Zimmer e Rino Gaetano. Persino Noemi, mi piace. È un frullato di stili e generi il contenuto del mio lettore mp3. E mi piace così.



il booktrailer di Sette piccoli sospetti






l'autore



06 aprile 2010 Di Francesco Marchetti

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