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Intervista

Isabel Allende: vi presento Tété, la mia nuova eroina

"Non so da dove nasca Zaritè. Se non suonasse troppo incredibile, direi che mi è apparsa, che l’ho sognata."


Nel  suo nuovo romanzo,  L’isola sotto al mare,  Isabel Allende travolge in pieno il lettore con il terribile dramma della schiavitù. In questo articolo sono presenti alcune sue dichiarazioni raccolte durante le interviste per la presentazione del libro. La scrittrice cilena ci parla della sua protagonista, delle sofferenze che deve affrontare e del suo desiderio travolgente di libertà. E di quello che ha lei stessa ha dovuto sopportare nel retrogrado Cile.

Due donne leggono l'Allende

Per questo romanzo vi proponiamo un gioco di confronti tra lettrici appartenenti a due generazioni diverse, le recensioni di due donne:
una più giovane al suo esordio, Jessica Fornasari > leggi
e una più matura, che ha fatto della critica letteraria la sua professione, Marilia Piccone > leggi
Quale sarà più vicina alla nostra visione?
Lo scopriremo solo leggendo il romanzo.



LA STORIA DE L’ISOLA SOTTO IL MARE


“È un romanzo d’amore, avventura, dolore e molte altre cose oltre al tema atroce della schiavitù. Parlo di una bambina mulatta che a nove anni viene venduta come schiava al capo di una importante piantagione di zucchero nella Saint-Domingue (Haiti) della fine del XVIII secolo.”

SCRIVERE UN ROMANZO STORICO

“Ho impiegato quattro anni a scrivere questo romanzo.
In un romanzo storico c’è un tempo e un posto già determinato, l’autore poi deve collocare e muovere i personaggi al suo interno. È importante, però, informarsi su ogni dettaglio storico, anche quello più piccolo e insignificante.  In questo modo il lettore è convinto che quello che legge sia vero.”


LA SCHIAVITÚ NEL ROMANZO E OGGI

“Nella colonia francesce  di Saint- Domingue, dove è ambientato parte del romanzo, c’erano mezzo milione di schiavi, ed era più conveniente sfruttarli quattro o cinque anni finchè morivano, piuttosto che curarli. Ogni anno arrivavano sull’isola venti, trenta mila schiavi nuovi: carne fresca. Purtroppo il terribile dramma della schiavitù non è scomparso perché nel mondo, oggi, ci  sono 27 milioni di persone che  vivono come schiavi, gente che è trattenuta contro la propria volontà e obbligata a lavorare senza essere pagata, soprattutto nel Sud Est asiatico”.

LA PROTAGONISTA ZARITÉ

“La storia di Zarité è stata ispirata da un viaggio a New Orleans, luogo dove molti schiavi liberati cercavano rifugio e ricostruivano la propria esistenza.
Però non so da dove nasca Zaritè. Se non suonasse troppo incredibile, direi che mi è apparsa, che l’ho sognata. Tra tutti i personaggi che ho creato, questo mi dà maggiormente la sensazione che sia esistito. La vedo nella sua interezza. È alta, magra, forte, con collo e mani eleganti, zigomi alti, occhi sognanti. Posso anche dire che odore ha, lo sento dentro. Zaritè vuole rompere le catene che la società le impone e in fondo è fortunata: non lavora nelle piantagioni, ma in casa. Il suo padrone è più gentile, se comparato agli altri. E alla fine la donna riesce nel suo intento. Molte schiave, invece, arrivavano al punto di uccidere i figli piuttosto che vederli crescere in catene. I bambini – solo quelli neri - si ammalavano di una specie di tetano. Si è poi scoperto che erano le mamme a procurargli questa malattia infilando loro uno spillone in testa.”


ISABEL ALLENDE COME UN’EROINA DEI SUOI ROMANZI

“I personaggi femminili dei miei  libri assomigliano, chi più chi meno, a Zaritè. Sono tutte donne nate in periodi di oppressione o isolamento, che desiderano superarli grazie a sforzi enormi e con l’aiuto di altre donne. Anche io, come le mie eroine, ho dovuto lottare parecchio per ottenere il successo: il Cile, dove sono nata e cresciuta, era - ed è - una società patriarcale, maschilistica, classista e  fortemente cattolica. 
Se fossi stata un uomo il mio sarebbe stato un cammino più semplice, soprattutto in campo letterario. Nelle università, nel mondo della critica, sono quasi tutti uomini e non è lasciato molto spazio alle donne. Oggi la situazione è migliorata anche perché è aumentato il numero di donne che pubblicano e leggono.”  


A cura di Jessica Fornasari


04 dicembre 2009  

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