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Intervista

Il granchio storico di Obama: Falcones racconta come sia poco conosciuta la storia religiosa della Spagna

"Il cardinale Cisneros, colui che ha convinto i Re cattolici a disattendere i trattati di pace con i musulmani, a Granata ha messo al rogo più di ottomila dei nostri libri. Pertanto tratta l’opera divina per quello che è: il tesoro del nostro popolo.
Hernando diventava il guardiano del tesoro dei credenti. Doveva leggere e imparare. Scrivere. Trasmettere le conoscenze e mantenere vivo lo spirito dei musulmani."
da: La mano di Fatima di Ildefonso Falcones


Un trionfo editoriale annunciato, quello di Ildefonso Falcones che, dopo il sensazionale esordio con La cattedrale del mare, che ha venduto 4 milioni di copie in 40 paesi, esce ora con questo secondo romanzo: in Spagna ha bruciato in un mese la prima tiratura di 500.000 copie e anche da noi è già tra i titoli caldi in classifica.
Eppure i romanzi di Falcones non sono per lettori alla ricerca di facili emozioni, che amano intrighi e avventure su uno sfondo a malapena acquerellato. Anzi l’ambientazione storica e sociale è parte integrante della narrazione, e introduce alla comprensione delle grandi tematiche di un’epoca.
Il periodo raccontato in La mano di Fatima è quello della cacciata dei moriscos dalla Spagna nel XVI secolo.
La conversione forzata dei musulmani e poi la loro espulsione da una patria che abitavano da 800 anni è una pagina non molto nota della storia, che però ha contribuito a cambiare la faccia dell’Europa.
Simbolo di questa tormentata vicenda è il protagonista Hernando, nato da una donna musulmana stuprata da un prete cattolico. La sua esistenza si svolge sul crinale di due culture in conflitto, senza appartenere fino in fondo né all’una né all’altra, ma con la capacità di provare empatia per le paure, i desideri  e i sentimenti di entrambe le parti, tanto da dar vita, in fasi successive della sua tribolata esistenza, sia a una famiglia islamica che a una cristiana.
All’autore, che continua a fare l’avvocato a Barcellona, destinando alla scrittura le prime ore della mattina e i fine settimana, abbiamo chiesto se ha scelto l’argomento del romanzo per le implicazioni d’attualità che può suggerire.


 
  • "Le contrapposizioni religiose attuali sono molte diverse da quelle che insanguinarono la Spagna nella seconda metà del ‘500.
    Oggi gli islamici che sono tra noi sono immigrati, mentre i moriscos erano in Spagna da quasi un millennio, e avevano fondato una loro evolutissima civiltà.
    Per secoli la Spagna è stata teatro di una sorta di convivenza tra cristiani e musulmani, però non si può certo parlare di tolleranza, né da una parte né dall’altra, infatti come Filippo II perseguitò i moriscos, così Al Mansur fece sterminare i cristiani.
    Recentemente perfino Obama ha preso un granchio storico, parlando in termini idilliaci della convivenza tra cristiani e musulmani al tempo del Califfato di Cordova, invece i cristiani erano discriminati, come succedeva anche ai musulmani, prima della cacciata, sotto i Re Cattolici.
    Comunque è inevitabile che leggendo il libro si rifletta sulle tremende conseguenze dei conflitti religiosi, una riflessione sempre valida e importante."

Nel romanzo si parla di un testo apocrifo, un vangelo di Barnaba, che preconizzerebbe l’avvento di Maometto per completare la missione di Gesù.
Una concessione alla moda dei misteriosi codici esoterici, lanciata da Dan Brown?


leggi la recensione
  • No, assolutamente.
    Innanzitutto perché non si tratta di un testo esoterico, e poi non è un’invenzione. Una traduzione in spagnolo di questo testo leggendario è stata trovata nel 1976 presso l’Università di Sydney: i ricercatori stanno investigando sulle sue origini.

In questo romanzo fluviale le vicende di Hernando seguono l’andamento storico con continui colpi di scena, e al prevalere di una parte o dell’altra si trova ad assumere ruoli diversi, ora ricco e potente, ora disprezzato e prigioniero: su entrambi i fronti l’autore ha creato molti personaggi di contorno, positivi e negativi, ma alla fine sembra che la sua simpatia vada soprattutto alle vittime, i musulmani.
  • "In effetti, dopo Hernando il personaggio che ho amato di più è il vecchio Hamid, mentore e coscienza del protagonista.
    Incarna i più alti valori umani, la saggezza di chi ha vissuto molto imparando dagli alti e i bassi della vita a comprendere e a perdonare."




Un'intervista a Falcones sul libro "La mano di Fatima" in spagnolo



19 novembre 2009 Di Daniela Pizzagalli

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