Ricerca avanzata

Borborigmi (10 partecipanti)

 

281.jpg

Romanzi invettiva, lamentazioni, monologhi e altre amenità

Sì, non è gentile ridere delle altrui disgrazie, lo riconosco. Però alcuni romanzi che nascono sotto una stella malmostosa (al punto da contenere spesso nel proprio titolo l'oggetto della propria requisitoria) sono anche irresistibilmente divertenti. Basti pensare al "Lamento di Portnoy" con cui Philip Roth ha aperto le danze di una carriera lunghissima e fortunata. Ma il gruppo non vuole solo ridere - o sorridere - delle altrui invettive: vuole essere piuttosto uno spazio di confronto e discussione su un genere che non conosce crisi, e anzi sembra avere ancora molte frecce al suo arco.

Categoria: Letteratura -> Romanzi e racconti Gruppo pubblico.
Moderatore
Q3ttola

Commenti

Effettua il Login per scrivere un messaggio sulla Bacheca

  • Rouge 2676 giorni fa ha scritto

    Non è un romanzo ma un monologo e un'invettiva lo è anche dal sottotitolo: Maurizio Maggiani "I figli della repubblica - Un'invettiva", sulla generazione nata nel dopoguerra che voleva cambiare il mondo.

  • Q3ttola 2681 giorni fa ha scritto

    Mumble mumble... i borborigmi sono evidentemente a secco. Nessuno contribuisce con qualche bel romanzo?

  • Ramodoro 2900 giorni fa ha scritto

    Urca! il piatto piange e il gruppo langue! Le lingue son seccate? Eppure il tema è vasto, e non ci sarebbe davvero pericolo di restare senza carburante... Io, ad esempio, ci vedrei benissimo Céline, qui... e non solo quello delle "Bagatelle" (che sono un borborigma davvero rivoltante), ma anche - e sopratutto quello geniale di "Morte a credito" e del voyage... che ne dite? Siete d'accordo?

  • Q3ttola 3060 giorni fa ha scritto

    In effetti il libro incuriosisce. Grazie per la rece!

  • Q3ttola 3060 giorni fa ha scritto

    ... ed eccola: http://www.wuz.it/recensione-libro/8264/steve-tesich-karoo-recensione.html

  • Wuz Team 3061 giorni fa ha scritto

    Oggi arriva la famosa recensione di "Karoo". Stay tuned for more!

  • Wuz Team 3065 giorni fa ha scritto

    Pazienza! Pazienza! siamo stati assorbiti dal Salone di Torino, e siamo rientrati da poco in redazione. La recensione al libro di Tesich arriva domani.

  • LoopMannaro 3065 giorni fa ha scritto

    E allora? Questa recensione di "Karoo"? La stiamo aspettando! Io sono indeciso, vorrei comprarlo, ma prima voglio sentire cosa ne dite voi...

  • Wuz Team 3066 giorni fa ha scritto

    A breve su Wuz la recensione di "Karoo", di Steve Tesich, un libro che è giusto mettere sullo scaffale più alto, accanto a "La versione di Barney". Il protagonista del libro e il suo monologo sono indimenticabili.

  • Q3ttola 3086 giorni fa ha scritto

    Grandissimo, Thomas Bernhard!!! "Antichi maestri" è un capolavoro, sì.

  • TagoMago 3086 giorni fa ha scritto

    Quando si parla dell’arte di lamentarsi, gli austriaci (specialmente i viennesi) non devono mancare, un popolo annoiandosi sull’isola dei beati. Un maestro di questa lingua della invettiva era Thomas Bernhard nel sua lotta contra l’opportunismo dei suoi connazionali. Potrei aggiungere quasi tutto il suo lavoro, ma ho scelto “Antichi maestri”, perché è un testo veramente divertente. Per esempio la sua resa dei conti intellettuale con Adalbert Stifter, il più noioso scrittore dell’Austria (del mondo?) odiato di generazioni dei scolari, o con il filosofo nazista Martin Heidegger, ridotto a “un filisteo in calzoni alla zuava”, è feroce, spietata e distruttiva. E il libro finisce, dopo una visita del protagonista nel “Burgtheater” a Vienna, il tempio teatrale della lingua tedesca, con commento lapidario: “Il spettacolo fu atroce.”

  • Wuz Team 3093 giorni fa ha scritto

    Sì, il giovane Holden senz'altro può entrare nella lista. Noi suggeriamo anche una piccola perla passata ingiustamente inosservata, qualche anno fa. Si tratta di "In un certo senso", romanzo d'esordio di Massimo Fagioli, pubblicato nel 2007 da Marsilio. È un romanzo epistolare a senso unico, una collezione di lettere mai inviate da un artista fallito al suo amministratore di condominio. È un libro divertente, disperato, molto intelligente. Caldamente consigliato.

  • LoopMannaro 3095 giorni fa ha scritto

    ... ma, scusate... "Il giovane Holden"?

  • LoopMannaro 3095 giorni fa ha scritto

    Facile! "Il lamento del bradipo", di sam Savage! È bellissimo, fra l'altro...

  • KidChocolate 3095 giorni fa ha scritto

    Io mi spendo un bel "la versione di Barney"! Non è proprio un romanzo-invettiva... ma il continuo sobbollire di Barney, che somiglia ad una pentola a pressione sempre sul punto di fischiare o di esplodere, mi sembra proprio adatto a questo gruppo...

  • Kilgore 3095 giorni fa ha scritto

    Io aggiungerei così, a botta calda (l'Oscar in fondo è recentissimo) il libro di Sorrentino "hanno tutti ragione". Fra l'altro è l'ultima volta che Sorrentino mi ha convinto (anche se non del tutto)... Se non può avvalersi del suo indubbio gusto per le immagini, gli è più difficile gigioneggiare. Oddio, mi rendo conto che anche il mio post somiglia a un borborigma... sarà ora di farsi un bel tè....

  • Q3ttola 3099 giorni fa ha scritto

    Tutto quello che non sopporto ha un nome. Non sopporto i vecchi. La loro bava. Le loro lamentele. La loro inutilità. Peggio ancora quando cercano di rendersi utili. La loro dipendenza. I loro rumori. Numerosi e ripetitivi. La loro aneddotica esasperata. La centralità dei loro racconti. Il loro disprezzo verso le generazioni successive. Ma non sopporto neanche le generazioni successive...

  • Q3ttola 3099 giorni fa ha scritto

    Sotto a chi tocca! La pubblicazione recente di due romanzi-invettiva ("La vita in tempo di pace", di Francesco Pecoraro, candidato allo Strega, e l'acclamato esordio di Francesco Maino, "Cartongesso") è un''occasione per aprire uno spazio dedicato a un genere che forse genere non è, ma che mostra una vitalità sorprendente. Un tempo appannaggio degli scrittori ebrei (e la parafrasi "rothiana" di Shalom Auslander, con il suo "Lamento del prepuzio", la dice lunghissima), oggi l'invettiva espressa in forma di monologo sembra aver travalicato culture e nazioni, per vivere di vita propria in qualunque letteratura "strutturata". Avete presente, ad esempio, "Hanno tutti ragione", di Paolo Sorrentino? Ecco. Potremmo anche partire da quell'incipit...

Già iscritto?
Iscriviti

Amici in questo gruppo (0)

Invita altri amici

Partecipanti al gruppo (10)

Vedi tutti i membri