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La biografia di Cilento Antonella

Napoli, 18/11/1970
Cilento Antonella

Antonella Cilento (Napoli 1970) scrive e insegna scrittura creativa. È stata segnalata al Premio Calvino 1998 con il romanzo inedito Ora d'aria.
Tra le sue pubblicazioni: Il cielo capovolto (Avagliano, 2000), Una lunga notte (Guanda, 2002 - Premio Fiesole e il Premio Viadana, finalista al Premio Greppi e al Premio Vigevano), Non è il Paradiso (Sironi, 2003), Neronapoletano (Guanda, 2004), L'amore, quello vero (Guanda, 2005 - Premio Brancati nel 2007), Napoli sul mare luccica (Laterza, 2007), Nessun sogno finisce (Giannino Stoppani, 2007 - romanzo per ragazzi), Isole senza mare (Guanda, 2009), La paura della lince (Rogiosi, 2012), Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori, 2014), finalista al Premio Strega 2014 e vincitore del Premio Boccaccio, Morfisa e l'acqua delle donne (Mondadori 2018).
Ha pubblicato anche numerosissimi racconti su rivista e in antologie, ha partecipato con un suo racconto ai progetti "I mesi" a cura dell'Istituto Trentino di Cultura e a "Voci nella città", a cura del Comune di Falconara.
Un suo racconto è tradotto negli Stati Uniti nell'antologia After the war:
a collection of short fiction by postwar italian women
a cura di Martha King.
Conduce il Laboratorio di Scrittura Lalineascritta che ha ideato e fondato dal 1993 (17 anni di attività) a Napoli e in Campania; dal 2002 insegna in tutt'Italia.
Collabora con «Il Mattino» , «L'Indice dei libri del mese », «Grazia».
Ha realizzato per RAI RadioTre i racconti radiofonici Voci dal silenzio e Scisciano Paradise.
Ha scritto numerosi testi per il teatro e cortometraggi per Mario Martone e Sandro Dionisio.
Del 2010 il saggio Asino chi legge. I giovani, i libri, la scrittura (Guanda).


La scrivania di Antonella Cilento

"Quando scrivo contendo il posto ai gatti: sono tre e salgono a turno davanti allo schermo. Perché non guardi noi? Cosa fai tutto questo tempo a fissare nel vuoto? Tobia, il più piccolo, è l'unico che segue i movimenti del mouse e riconosce le lettere mentre si scrivono. Ogni tanto le insegue e con le zampe pesta e cancella, componendo suoi autonomi testi gatteschi.
Mi alzo ogni mattina per scrivere e di solito resto in pigiama finché non congelo per non interrompermi.
Poi arriva la posta, arrivano le telefonate, suona la porta. E devo forzarmi a non mollare il posto di battaglia. Quindi, si fa  l'ora del pranzo e bisogna avviare la lavatrice e dar retta al mondo.
E arriva anche l'ora di andare a far lezione in uno dei miei mille laboratori di scrittura.
Allora la mia scrivania esce con me: si infila nel quaderno e scrivo in treno, in autobus, alle fermate, in piedi davanti ai negozi, ai caffé e quando anche i miei allievi scrivono, finalmente, anch'io scrivo con loro."
Antonella Cilento



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