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La biografia di Ma?fuz Nagib

Ma?fuz Nagib
(Il Cairo 1911-2006) scrittore egiziano. Considerato tra i maggiori scrittori del suo paese, è stato uno dei più riconosciuti intellettuali del mondo arabo contemporaneo, insignito del premio Nobel nel 1988. Dopo i primi romanzi storici, ambientati nell’antico Egitto, M. ha scandagliato e messo a fuoco, attraverso una lente da «realismo sociale», la multiforme umanità dei vicoli della sua città (Vicolo del mortaio, 1947), cui ha dedicato anche la cosiddetta «trilogia del Cairo» (1956-57, composta da Tra i due palazzi, Il palazzo del desiderio, La via dello zucchero), saga familiare che attraverso tre generazioni racconta il disgregarsi della società tradizionale. Pubblicato a puntate su un’importante rivista letteraria nel 1959, Il rione dei ragazzi recupera il simbolismo allegorico della tradizione araba per svolgere una severa critica alle derive autoritarie del regime nasseriano. L’opera, censurata, scatenò l’avversione integralista che culminerà nell’attentato del 1994, dal quale M. si salvò per miracolo: perse l’uso della mano destra ma continuò a scrivere dettando i suoi testi. Nelle opere successive, alla cifra simbolista si aggiungono sperimentazioni linguistiche − soprattutto nell’uso del monologo e del flashback − e l’interesse per temi psicologici (Il ladro e i cani, 1961; Miramar, 1967; Il nostro quartiere, 1975). La sua voce ha continuato a parlare con forza (Il tempo dell’amore, 1980; Canto di nozze, 1981), tornando alla fonte della tradizione narrativa con il suggestivo Notti delle Mille e una notte (1982), meditazione in forma narrativa sul testo fondante della letteratura araba e sul «potere» e l’influenza della letteratura. Tra le sue ultime opere: Il giorno in cui fu ucciso il leader (1985), Qushtumar Café (1988, nt), Echi di un’autobiografia (1994), Sogni (2003, nt), raccolta di articoli scritti negli anni successivi all’attentato. In Italia, All’ombra di piramidi e moschee (2006) accoglie la lectio magistralis di M. per il conferimento del Nobel e alcune interviste in cui parla della sua vita, dell’arte di scrivere, dell’Egitto e della sua lingua.


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